FRIULI NEL MONDO MENSILE A CURA DELL'ENTE «FRIULI NEL MONDO» DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE: UDINE - VIA R. D'ARONCO, 30 - TEL. - PDF presa d'oca canadese

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1 FRIULI NEL MONDO.inno XXVIII - N. 300 Ottobre 1979 Spediz. in abbonam. post. Gruppo III (infer. al 70%) MENSILE A CURA DELL'ENTE «FRIULI NEL MONDO» DIREZIONE E AMMINISTRAZIONE: UDINE - VIA R. D'ARONCO, 30 - TEL Abbonam. annuo L Una copia» 300 Estero i Aereo» Zone privilegiate e posti di lavoro Stiamo assistendo ad uno strano e si potrebbe chiamare addirittura assurdo fenomeno in una terra e tra una gente che, di emigrazione, hanno vissuto per secoli e ancora vivono con un reddito che per migliaia di famiglie proviene dall'estero: dall'emigrazione appunto. Ora il fatto strano é visibile con una sconcertante quotidianità che si rivela soprattutto nelle zone della «ricostruzione» materiale del Friuli terremotato: questo Friuli sta cercando manodopera di ogni genere da molte regioni italiane e, in qualche caso, perfino dall'estero. La cosidetta diaspora dei friulani ha creato vuoti sul mercato del lavoro che, per le sue immediate necessità di impegno, non trova una risposta locale: né a livello d'impresa né a quello di una specializzazione di base. Si potrebbe dire, senza essere dei semplicisti, che da esportatori e riserva di braccia da lavoro, il Friuli sta diventando terra di richiamo per imprenditori, operai qualificati e perfino manovali. E di fronte a questa situazione sta il piano di sviluppo regionale che nella sua realizzazione dovrebbe far scattare quel decollo economico che da decenni e non solo per il fatto della distruzione sismica ci si aspetta come un concreto segno di inversione di rotta. Nessuno ha in tasca soluzioni prefabbricate o modelli automaticamente realizzabili. Ma Posti disponibili alla Gasa deir emigrante di Sequals La moderna e attrezzatissima Casa di Riposo per Emigranti di Sequals dispone ancora di posti Uberi per ospiti che ne facciano richiesta e desiderino usufruire di questo confortevole e completo soggiorno. Si tratta di mia ventina di posti che vengono messi a disposizione per i nostri lavoratori emigrati e rientrati in patria. L'assistenza è ottima sotto ogni pimto di vista: da quello umano a quello sociale. La segnalazione, che qui desideriamo sottolineare con questa nota in prima pagina, vuol essere ima garanzia per ciiiunque ne abbia bisogno e Insieme un invito a non lasciar cadere un'occasione per chi cerca dignità di vita nella sua necessità di qualsiasi genere. Oltre venti posti liberi alla Casa dell'emigrante di Sequals sono a vostra disposizione. é impossibile non pensaix che questo piano di sviluppo regionale non apra un capitolo nuovo nella storia attuale dell'emigrazione friulana. C'è emigrazione e emigrazione: lo sanno tutti. Quella che ormai é stabilizzata economicamente e socialmente in molti Paesi e dell'europa e fuori Europa, é una emigrazione che ha bisogno di sentirsi Friuli come matrice umana e culturale del loro già essere cittadini pienamente inseriti in una diversa realtà che li ha accolti risolvendone i problemi al punto tale che ha bisogno di essere sostanziata di valori originali per mantenersi legata a quel mondo umano che é stato il suo punto di partenza. Ma c'è un'altra emigrazione, particolarmente interessata alle prospettive del Friuli: quella che mantiene la volontà di un ritorno alla prima possibile occasione. E' questo tipo di emigrazione che il piano di sviluppo regionale deve privilegiare in ogni settore se vuole veramente rinnovare un Friuli con i friulani. Le zone spopolate dal centenario stillicidio migratorio devono essere «ricostruite» con questi friulani: zone che coincidono con le piti pesanti conseguenze del terremoto. Qui si dovrebbe «rientrare» per rivitalizzare la terra e l'economia. Ma é evidente che il «rientro» non sarà possibile se non si creeranno le condizioni necessarie per un livello di vita che permetta e sviluppi un'economia di redditi accettabili come alternativa all'emigrazione. Sistemazione e sicurezza del suolo e creazione di posti di lavoro stabili: non si può pensare di trattenere e conservare una gente in luoghi da cui si é sempre registrato una fuga, senza un massiccio intervento che modifichi situazioni di degrado e dell'ambiente e degli stessi insediamenti umani. La permanenza dell'uomo in montagna garantisce quella dell'uomo a valle: ma bisogna che l'uomo in montagna non sia costretto ad un tenore di vita estremamente precario e subalterno in ogni senso se confrontato con le altre comunità. Il piano di sviluppo regionale non ha certo evidenziato con rigorosa programmazione questo settore che dovrebbe prevedere graduali interventi per opere di risanamento idraulico, di rinnovamento abitativo e di fonti produttive adeguate per queste zone. L'emigrazione in- (Continua in seconda) OTTORINO BURELLI Uno dei tanti momenti di entusiastico incontro di Papa Wojtyla con le popolazioni del Bellunese, nella terra del suo predecessore Papa Luciani. Una delegazione dell'ente Friuli nel Mondo ha partecipato a questo storico avvenimento che ha visto Giovanni Paolo II pellegrino tra gente di emigrazione come i friulani: un incontro con paesi d'emigrazione. Tanti problemi da ti vede te L'apuiiane pubblica, alle volte, è linei ambigua combinazione di luoghi comuni, di convinzioni infondate, di voci raccolte su basi tutt'altro che eìocumentate. Può essere e noi diciamo che lo è esattamente in questa misura che un Friuli fartunato di non conoscere le strade delle vedigie altre confine, pensa e parla oggi dell'emigrazione- A parte il discarsa eli ima disoccupazione giovanile che, dopo estenuanti ricerche di lavoro con speranze di almeno buone promesse, si trova eincora costretta a rivolgersi altrove perché i posti hanno graeiueitorie e soprattutt watmfrel. canada goose calgary jacketo limili insuperabili, c'è il discarsa di un'emigrazione reale e presente fatta di uomini che oggi deinno esattamente la misura della loro assenza in Friuli. Farse ed è un'affermazione di statisti eel economisti non c'è mai stato, nella storia del Friuli, un momento paragonabile a questi anni: se ci fosse possibilità di condizioni abitative e di sistemazione sociale l'emigrazione friulana troverebbe in Friuli e nella regione quello spazio che la farebbe rientrare senza difficoltà. Peirlare di queste possibilità e constatare che, almeno per ara, restana nei piani di pagine tutte da verificare per una ipotetica realizzazione, non è certo consolante. Anche perché gli sforzi che si fanno non offrono quel minimo di speranza che le cose mutino, non certo con unei sola stagione che sarebbe infantile pensare, ma neppure nel giro di pochi emni. E' vero che il saldo dei rientri è un dato espresso in cifre e i numeri non sono un'opinione. Ma non si tratta di un confronta soltanto tra ritorni ed espatrii: tulli capiscono emigranti e uomini di pubbliche responsabilità che la realtà dell'emigreiz.ione comporta ben pili veisti problemi. Per i quali si opera certo in una misura notevole ma ancora lontana da quel traguardo che da una parte dovrebbe chiudere la necessità di andarsene e dall'edlra dovrebbe risultare spazio invitante per chi volesse ritornare. Non è ripetere il salito ritornello pieigmicoleinte e logorato dalla diaspora spinta dalla miseria e dalla fame: sano fortunatamente cose di un passato anche recente che oggi trovano soltanto una rara casistica. E' una programmazione regionale che ci si aspetta in questa materia: e non dovrebbe costituire un obiettivo impossibile in questi anni di intendo lavoro privata e pubblica per una regione che mette in atto il suo piano di sviluppo. I giovani e le possibilità garantite per un rientro dovrebbero essere al primo posto se la programmazione rimane come dovrebbe rimanere a livello umano e non rivelarsi ancora una volta libro di sogni, cresciuto sui tavoli dei cosidetti nuovi «architetti» di economie sperimentate altrove. Il Friuli è una realtà a se steinte e a nessuno sfugge che calare dall'alto esempi collaudati in altre regiani rischia di vanificare o- gni traguardo. Dire queste cose ha significalo preciso quando ci si riferisce ad un piano di sviluppo regionale che deve tener conto di una componente fondamentale della sua attuale configiirazione sociale: una regione che ha davanti a sé le possibilità di un decisivo modificarsi umano e che ha la possibilità di un recupero di forza oggi disperse ma utilizzabili con una politica fatta di (Continua in seconda)

2 Pag. 2 FRIULI NEL MONDO Ottobre I cinquanf ami della Famèe di New York Abbiamo assistito e continuiamo a farlo con un ritmo assai sostenuto alla celebrazione di decennali, ventennali, trentennali di nostri «Fogolàrs». Due anni fa è stata la volta del 50" della «nonna» delle «Fameis Furlanis»: quella di Buenos Aires. E mentre si sta maturando a Toronto un altro Giubileo d'oro, eccoci a New York a scandire il mezzo secolo della Famèe Furlane del Nord America. La sua data di nascita risale infatti all'epoca drammatica di «Wall Street» e la coincidenza non è forse del tutto casuale. Quel tremendo scossone economico ha avuto conseguenze pesantissime anche di ordine sociale: crisi, disoccupazione, miseria, disordine. Forse sono state indirettamente proprio quelle sventure comuni a determinare l'istituzione di questa «Famèe» di Friulani nello slancio di una ricerca concreta di unione solidale. Sono trascorsi cinquant'anni assai densi di eventi storici di cui pochi uomini sono stati spesso gli artefici e molti le vittime. Anche in questo arco di tempo, nel DALLA PRIMA PAGINA contesto storico,economico e sociale di molte nazioni, si è trovata inserita l'operosità di tanti Friulani che col loro ingegno e spesso con i loro pesanti sacrifici contribuirono allo sviluppo di quei Paesi che dovettero scegliere come patria di adozione. E' in una di queste nuove patrie, gli Stati Uniti d' America, che la Famèe Furlane di New York ha celebrato il 4 e 5 agosto il traguardo dei cinquant'anni anche se colà l'inizio dell'emigrazione friulana risale a epoca ben più remota. Le manifestazioni celebrative, accuratamente preparate e programmate da tutto il Direttivo della Famèe sotto la solerte presidenza di Peter L. Vissat (originario di Frisanco), si sono svolte in un clima di intima e dignitosa festosità e hanno riservato dei momenti particolarmente commoventi e patetici. A questo proposito ci riferiamo al punto in cui nella «Music Room» del Biltmore Hotel sono stati chiamati sull'apposito palco gli «Anziani» di quella Famèe Furlane e fra essi alcuni dei soci fondatori quali Gio- Zone prìuilegìate e posti dì lauoro vece sarà completamente arginata e si avrà rinascita in queste zone di sottosviluppo solo a queste condizioni. Si pensi alla Carnia, alle vallate del Pordenonese e a quelle del Natisone: zone debolissime, anche senza il richiamo della tragedia del '76, e in continua diminuzione di uomini e di strutture economiche. Una parallela condizione insostituibile é la priorità da attribuirsi proprio nel piano di sviluppo regionale alla casa di chi ha volontà di rientro: non basta il posto di lavoro puro e semplice.l'emigrato deve sapere che la casa é disponibile per sé e per la sua famiglia: o altrimenti resta un emigrato. E di questi emigrati garantiti al rientro da una casa il piano di sviluppo avrebbe tutto da guadagnare in termini socio-economiici: la loro esperienza unita alle capacità acquisite in anni di lavoro all'estero, costituiscono per uno sviluppo programmato altrettante sicurezze da sfruttare. Basta soltanto trovare il modo di poter utilizzare questo vasto «materiale umano» che non aspetterebbe altro che una chiamata. Altro che immigrazione di manodopera esterna per la realizzazione della rinascita del Friuli. C'è ricchezza di uomini che, come potenzialità, potrebbero inserirsi nel contesto piti vasto degli obiettivi del piano di sviluppo: e la Regione, con il suo autentico tessuto umano diventerebbe finalmente «ponte» di convergenza e di scambi tra le diverse realtà confinanti che le compete come posizione geografica. E sarebbe una nuova pagina nella secolare emarginazione di un Friuli che felicemente potrebbe reinventare il suo ruolo di punto d'incontro, non soltanto folcloristico, di civiltà, di culture e di economie contermini. Nuove e grandi vie di comunicazioni sono l'ossatura di questo disegno non certo da libri dei sogni. Sono impegni evidentemente di grossa responsabilità, per le cui scelte non é facile la decisione. Ma un'autonomia regionale, concepita con ampia e insieme realistica coscienza delle proprie responsabilità, non dovrebbe trovare ostacoli insormontabili per inserire nel suo «piano» obiettivi di questa portata: non rimarrebbe, una volta per sempre, utopia il rientro di un'emigrazione preziosa e il triste esodo di giovani verso mercati più disponibili di posti di occupazione non avrebbe più ragione di esistere. Un piano di sviluppo regionale senza la presenza di questi obiettivi parte con il piede sbagliato: soprattutto non può trovare credibilità quando alterma di coinvolgere com'è giusto l'intera regione in tutte le sue componenti. Tanti problemi da rivedere saggezza e eli interventi medileiti fin nei particolari. A chi non riesce comprensibile un simile discorso, si potrebbe osservare, senza farne un'accusa, di non sentire la starla del sua popolo a, quanto meno, di aver interessi troppo limitali e condizionati da lina povertà non accettabile eli cultura. A chi invece lo capisce non può non sfuggire l'obbligo di mettere in atto strumenti finalizzati con esattezza ad un traguardo certamente possibile, anche se le scadenze devano essere calibrale con la verifica dei mezzi a elisposiziane oggi e domani. Qui certo entra il politico che deve far proprie e tradurle in altrettanti interventi le esigenze di un popolo che ormai «sopporta» l'emigraz.ione con tutt'altra coscienza che la passività tradizionale. E' questa politica che interessa il mondo dell'emigrazione friulana: quella che non pensa ad un rientro ma rimane visceralmente attaccata alla propria terra e quella soprattutto che non ha mai abbandonato l'idea di un ritorno con sicurezza di poter restare. O. B. vanni Vallar di Tramonti, Domenico Avon di Meduno, Giuseppe de Paoli, l'ottantottenne Luigi Cibischino (primo Vicepresidente), il neo Cav. Uff. lemente Rosa, Presidente emerito che per ben 41 anni ha retto la presidenza della Famèe Furlane del Nord America; ed ancora l'ottantenne Frank Michelini, Angelo de Anna, Agostino Rosa, Daniele Andreuzzi, Giordano Passudetti, Ottavino Marus, tutti affettuosamente applauditi e premiati con targhe e attestati di benemerenza. Un riconoscimento doverosamente tributato a coloro che hanno reso possibile questo traguardo gettando e curando il buon seme, ma altresì un impegno, una responsabifilà, un dovere per i piìi giovani a trasformare il traguardo di questa eredità in una continuità operativa pregna dello stesso spirito e proiettata ad uno sviluppo e ad una evoluzione che tenga conto anche delle mutate esigenze su un piano culturale di recupero, di difesa e di affermazione di tutte le componenti caratterizzanti la nostra civiltà. La sera innanzi, 3 agosto, era giunta dall'italia la delegazione friulana invitata alla celebrazione del «Golden Jubilee»; di essa hanno fatto parte l'avv. Antonio Comelli, presidente della Giunta regionale (con l'assessore Adriano Biasutli e il consigliere Antonini), il Senatore Mario Toros, il dr. Nemo Gonano, presidente della provincia di Pordenone, il nostro consigliere Alberto Picotti per l'ente Friuli nel Mondo e il coordinatore per l'italia dr. G. Carlo L. Vissat. Non manchiamo di sottolineare l'importanza di queste presenze di uomini politici allorché non si limitino ad essere puramente rappresentative di autorità ma vivamente e profondamente partecipi dello spirito di queste nostre manifestazioni dalle quali possono trarre una sempre piti calda sensibilizzazione ai problemi che pongono e quindi offrano una sempre più incisiva, sollecita ed entusiastica partecipazione alle soluzioni sia a livello regionale che nazionale. Graditissimi sono giunti anche numerosi rappresentanti di altri Fogolàrs: Daniel Romanini, presidente del Fogolàr di Buenos Aires e vicepresidente della Federazione dei Fogolàrs argentini accompagnato dal Sig. Lanzi e da Alessio Valenlinuzzi di Mar del Piata; dal Canada il senatore Peter Bosa per il Fogolàr di Toronto, Luigi Gervasio per Niagara Peninsula e Giuseppe Teoso per Vancouver; Sergio Nascimbcni, presidente del Fogolàr del Michigan e Raimondo D'.^gnolo di Chicago; Pietro Rigutto, vicepresidente del Fogolàr dell'aia, Marisa Arban in rappresentanza del dr. Lenarduzzi presidente del Fogolàr di Bruxelles, Luigi Measso di Liegi, Menossi di Ginevra e la signora Milena Romani Imperiale per il Fogolàr di Roma che in questo stesso anno festeggia il suo trentennale. Nella medesima «Music Room» del Biltmore Hotel, sabato 4 agosto si è svolta la cerimonia ufficiale coordinata dalla brillantissima presentatrice dr. Silvana Mangione-Boardman. Dopo il saluto d'apertura del presidente Peter L. Vissat e gli scambi dei numerosi doni a ricordo del Giubileo hanno preso via via la parola l'avv. Comelli,il sen. Toros, il dr. Gonano, Alberto Picotti che ha pure offerto per l'ente un'artistica targa d'argento affidatagli dal presidente Ottavio Valerio, i rappresentanti dei vari Fogolàrs già menzionati e numerose personalità americane e italiane di New York che hanno onorato la celebrazione con la loro prestigiosa presenza; fra esse abbiamo notato John Marchi (originario di Fagagna), senatore dello Stato di New York; Mario Biaggi, deputato del Congresso Federale U.S.A. (ricordiamo che è stata sua l'iniziativa alla Camera americana per la legge sull'aiuto al Friuli terremotato, legge ripresa poi al Senato da Ted Kennedy); Mr. Fortune Pope, editore de «Il Progresso Italo Americano» al quale si debbono importanti iniziative a favore del Friuli e in particolare per la Comunità Montana di Gemona su proposta di Ado Madile per Tarcento, Buia, Tramonti, la realizzazione degli ambulatori di Lusevera e di Frisanco, la Casa di Riposo di Fauna e Cavasse, l'asilo di Toppo con il concorso al SO^ó della Famèe Furlane di N.Y.; il giudice e neo Cav. Uff. Louis Pagnucco (originario di Arzene), direttore per la raccolta dei fondi; Mr. Frank Piturro, rappresentante del vice Governatore dello Slato di N.Y. Mario Cuomo; Giulio Cibischino, Gino Marus e Mario Magnan vice presidenti della Famèe Furlane; Nedda Marus e Doris Lanfrit, segretarie; Marcello Filippi e Alice Rosa, tesorieri; Louis Magnan Co-Chairman per il «Golden Jubilee»; Mr. Vincent Jannece rappresentante del senatore dello Sialo di N.Y. e il Console Reggente Roberto Falasco in rappresentanza del Console Generale Alessandro Cortese da Bosis. Una rappresentanza dunque numerosa e qualificata che sta a testimoniare la viva partecipazione del mondo politico e culturale americano alle vicende del Friuli e dei suoi figli che in modo cosi tangibile lo onorano all'estero tenendo alto il prestigio di quell'antica e sana civiltà contadina che li ha generati, ricchi dell'ingegno nato dal bisogno accettato con la forza di una fede maturata e cresciuta nel rispetto di tradizioni dal profondo sapore ancestrale. A segnare questa tappa nella vita della Famèe Furlane di N.Y. resterà anche un «Libro d'oro», una pubblicazione celebrativa dell'avvenimento, che verrà gentilmente offerta a lutti i «Furlans pai mont» che desiderino ricordare insieme ai Friulani del Nord America i cinquant'anni della loro Famèe. L'opera è stala realizzata, in elegante veste tipografica e con una significativa copertina, da una équipe composta da Maria Carla Dozzi, Flavia Vissat (consorte del presidente Peter con il quale ha condiviso gran parte del cospicuo peso organizzativo del convegno), Ester Bonifacic, Eleonora di Bernardo, Lucy Maraldo e Louis Miniutti. In serata ci si è poi ritrovati all'» Astoria», con la partecipazione massiccia della comunità friulana, per il pranzo sociale. Prima che i quattro salti in famiglia concludessero in allegria una giornata così densa di attività, la dr. Silvana Mangione-Boardman ha invitato lutti i presenti al silenzio, annunciando la dizione di alcune poesie friulane da parte di Alberto Picotti. L'attenzione generale riservata a questo momento magico della giornata e i calorosi consensi che hanno sottolineato la recita, stanno a dimostrare non solo la disponibilità spirituale dei Friulani alle voci poetiche della Madre-terra, ma anche la vocazione e l'attesa ad una sempre più incisiva azione culturale in seno alle manifestazioni sociali. A conclusione delle celebrazioni di questo storico mezzo secolo di vita friulana a New York è seguita il giorno dopo, domenica 5 agosto, una S. Messa nella Cattedrale di S. Patrizio. E' stata officiata da Padre Sorrento, assistito da S.E. Mons. Pernicone, Vescovo Ausiliare di N.Y. Entrambi hanno rivolto un caldo messaggio agli emigrati friulani sottolineando le peculiari doti che caratterizzano il nosro popolo ed esprimendo un augurio di meritata prosperità a tutta la nostra gente o\unque sparsa nel mondo. Ci siamo dunque accostati a queste celebrazioni con animo festoso, ma non senza umiltà di fronte al ricordo di quei nostri vecchi che hanno tanto saputo di nostalgia, di sacrificio, di rinuncia, di attesa. E' con questo spirito che Friuli nel Mondo è vicino, sempre, ai suoi Fogolàrs, come in un abbraccio perenne tra fratelli d'una stessa famiglia, ovunque sparsi, eppure sempre uniti «sol la nape di chcl fogolàr dal mont ch'ai ten adun la grande famèe furlane alòr di che flame che si clame: Friuli» Tre fratelli in cielo I fratelli Bruno e Daniela Fantuz. E' difficile trovare parole, se non impossibile, per lenire il dolore di due genitori, che vengono a perdere in breve spazio di tempo le speranze di vita germogliate dal loro focolare: i loro tre bambini. Se parole ci sono, vanno attinte nel profondo del cuore da una Fede che proietta le nostre sofferenze e la morte in una visione di vita e di immortalità nell'amore di Dio. I genitori sono due emigranti friulani, il babbo di Sacile, la mamma di Resia. Risiedono a Zurigo, dove lavorano e sono stimati. Sono stati animatori del Fogolàr furlan di Zurigo. Il 23 ottobre 1978, a Sattel, Bruno e Daniela Fantuz decedevano tragicamente causa una fuga di gas. Bruno aveva compiuto i tredici anni, Daniela i quattro. Fu un dolore immenso per papà e mamma, che nel I97I avevano visto emigrare in cielo per sempre anche Daniele, un altro dei propri figli. Tre fratelli aperti alla vita dell'infanzia e dell'adolescenza se ne sono andati uno dopo l'altro. L'immagine che i genitori hanno stampato per ricordarli reca tre rose sbocciate accanto a una croce. La famiglia di Friuli nel Mondo è in questo momento accanto ai genitori così duramente provati, con il suo cordoglio e la sua solidarietà, con la presenza di un affetto che valica ogni distanza. Bruno, Daniela, Daniele sono nella felicità di Dio e vegliano su babbo e mamma, sui parenti e su tutti noi. Piccoli emigranti, essi ci hanno lasciati e non rivedranno più il nostro Friuli in un incontro terreno, ma il Friuli non li dimentica e li sente parte di sé. Alla famiglia Fantuz l'augurio che l'esistenza loro trovi serenità e conforto, ricordando, sperando, amando. ALPh

3 ottobre 1979 FRIULI NEL MONDO Pag. 3 Maestro Erasmo da Villano va Ospedalifriulaninel terremoto fonditore per grandi artisti Due artistici cofanetti uno dedicato a San Daniele del Friuli e uno a Pordedi Villanova di San none del fonditore Erasmo Contardo Daniele. basino Contardo è un po' l'emblema di un Friuli emigrante, che con tenacia, costanza e capacità riesce ad affermare una personalità propria e ricca di realizzeiziani e di imdenze. Contardo è un fonditore irtistico, un artigiano, direi anzi un maestro artigiano, carne ce n'erano ma voha nel campo delle varie arti e professioni. Dalle botteghe eli piesti maestri sano uscite per secoli opere in legna e in metallo che costituiscono valide testimonianze della civiltà locale. Il Friuli deve ad essi gran parte della sua fisionomia storica e attuale. Non ci sono eredi all'attività di fonditore artistico in tutta la regione, se si eccettui un allievo di Erasmo Contardo che sta pure lui facendosi strada. Contarelo vorrebbe che i gioveini prendessero in mano la fiaccala della sua arte, ma una civiltà della peiienia e della fatica artigiana risulta sempre più difficile alle nuove massificate generazioni, tese all'immediato guadagno, pili che all'arricchimento della loro umanità. Erasmo Contardo, dicevamo, è un emigrante ora ritornato a casa, dopo kcenni di assenza dal Friuli. La sua carriera di fonditore artistica risale agli anni trenta. Fu l'insigne scultore e medaglista dellei Zecca di Stello di Roma a volerlo con sé nella capitale italiana e a insegnargli il mestiere del fonditore. Erasmo apprese a fondere il bronzo e a moìellare l'argento, ad adoperare la terra refrattaria, a graduare il crogiiio/o, a cogliere le sfumature dei modelli e a rapportarle nelle giuste scale, a levigare e a dare la patina espressivamente efp.cace. Per Erasmo Contardo il chiaroscuro è l'anima del rilievo, della scultura, dell'incisione. Oggi non c'è opera d'artista che egli non sappia fondere con elevata maestria. da ogni parte d'europa e del manio gli pervengono richieste di scultori e medaglisti. Dopo l'esperienza romana, Contarelo partì per la Germania al seguito di autorità alleate francesi e a Baden Baden fuse le porte bronzee dell'ambasciata di hancia- Dalla Germania passò quinii in Francia e divenne il fondita- re di De Gemile e della Zeccei dellei Repubblica. Per le sue mani sono passate mille decorazioni, mille insegne al merita sociale, anche quelle della Legion el'onorc. Fu allora che architettò i cofanetti a scrigni in ^ ari metalli, ma soprattutto in bronz.o e in bronzo argentato. Erano cofanetti stellari per la Légion d'heiniietir a cofanetti istoriali con molivi ceiveillereschi e poetici dell'antica Francia e a volte ornali di motivi mitologici, inneggianti alla vita e alla bellezza. Da Parigi un bel giorno, insieme con la sua operosa consorte, Erasmo Contardo prese definitivamente la straela del ritorno nella sua terra natale, rinunciando a una posizione di fama giustamente acquisita. In Friuli al di là del monda degli artisti non eremo in molti a conoscerlo. Era giusto che dopo tanti einiii eli elieisporei potesse vivere nella siiei Patria. Ma Contardo portava dentro di se rielea di dare qualche cosa di se stesso alla propria terra e, ripreso il lavoro a Villanova di S. Daniele, ideò una serie di co fanelli che avrebbero dovuto illustrare centri storici e artistici della Patriei friulana, eivvalendosi dell'apporto di validi artisti locali e italieini- Nel mentre operava per artisti quali Monassi e Giampaoli, Driiiili e i F-lll Pascola e per la Niimismatìcei Friulana di Maria Ferrari, promotore e diffusore della medaglia friulana, Erasmo Contardo varò il primo cofanetto bronzeo della serie. L'iinposlaziane del cofanetto è quadrangolare e reca sul coperchio la pala lignea del Thanner che è ormai l'amaro ricordo di un palrimanio perduto. I rilievi sono dello scultore Eugenia Druitti. Seguirono altri cofanetti dediceiti a Gemona, con sculture dei due Pascola di Venzone, ad Aqtiileia con Badi!, a Peilmanava e a Pordenone con Driutti, fusi con perizia e disegnali con eleganza di volumi. Altri scrigni apparsi riproducano Spilimbergo e Cividalc. Sta per uscire il cofanetto di Grado in occasione del XIV centenario della consacrazione eia parte del Patriarca Elia della Basilica eli S. Eufemia nella città alioadrialica. Ereisiiio Contardo sogna di dotare le cittadine del Friuli dello scrignoricordo, sintesi della storia e della reeillà migliare di ima camunilà iimana passala attraverso innumeri e intense vicende. E' felice eli lavorare in Friuli e per il Friuli. Queiiido il fuoco del forno è spento e i pezzi fusi si allineano lucidi nella forma definitiva. Contardo prende in mano i libri che illustreina le città friulane e spesso viaggia a visitarle e a studiarle. E' come un conoscere la patria amata, dopo averlei sognata lenito da loiitemo, negli anni dell'emigreiziane e del lavora, un rifarsi quasi del tempo pereluto. Dopa i viaggi necessari per l'estero. I pellegrinaggi interni e le visioni che lo stimolano a realizzare la sua im- presa- O. B. Per chi, come lo scrivente, ha vissuto i tempi, i dolorasi, drammatici tempi del terremoto del '76 come addetto ai lavori nel campo ospedaliero, non è facile dire di un libro, un ponderoso volume di 852 pagine, che parla di quanto hanno fatta gli ospedali nel travagliato perioelo dell'emergenza. Un libro che ho cercalo di leggere con serenità, anche se spesso la commozione faceva vibrare gli occhi che si chiudevano istintivamente per rivedere, per rivivere, forse per l'inconscio timore di dimenticare. «Gli ospedali nel terremoto del Friuli - Dalla prova della ricostruzione alla prospettiva del futuro»: un libro che se va ascritto a grande merito degli autori, il prof. Luciano Floramo, presidente dell'ospedale civile di Udine e vice presidente nazionale della Fiaro (federazione italiana amministrazioni regionali ospedaliere) e Giuseppe Valli, un esperto in problemi sociosanitari e grande amico del Friuli, ha un pregio raro. Scritta a quattro memi, come si dice con similitudine pianistica, non è opera soltanto di due persone, è un'avera corale, perché c'è tutta il Friuli la sua gente che al tempo stes.'io è protagonista e partecipe Uomini e cose, persane e fatti escono da quelle pagine con la stessa dignità di un popolo che ha saputo accettare la tragedia viverla e redimerla senza retorica, con coraggio, con la semplicità, la serenità, la speranza di sempre. «Gli Ospedali nel terremota del Friuli» è stala presenteila ei Rama nel corso d luna cerimonia semplice e solenne, alla presenza dell'on. Zamberlelli che, com.e commissario governativo, tanta parte ha avuto nell'aiutare la nostra terra. Ce stata anche una presentazione a Udine, nella sede della nuova Università. Un fatto signicativo perché il rapporto tra università e territorio è tutto da scoprire e deve stare alla base di un rinnovamento, che per il Friuli ha anche il veilore di una rinascitei. Tra i molti che a Romei e Udine lietniio parlato eli questa opera, lasciamo la parola a un friulano, il prof. Guido Barbala, docente di geagrafiei presso l'università di Udine. «E' un libro straordinario ha dello e non soltanto per il valore.scientifica intrinseco, sottolinealo da una mole completa di dati, di statistiche, di documenti, per una lettura attenta e misurala della realtà. C'è davvero tutta per chi voglia sapere e intenda conoscere un'interpretazione di quanto si è fatta nel campo specifico degli ospedali e del più veisto settore socio-sanitario. E' un'enciclopedia piìi che un manuale. «L'eccezionalità viene da un altro fatto: dall'ideologia che sta alla base e emima queste pagine. E' l'ideologiei dell'uama, inteso come primo vaiare, come sostanza vivificemte di agni cosa. Credo di aver letto quasi tutta la letteratura elei disastro, che aneilizza appunto tulli i disastri che si verificano sulla faccia dellei terra. Da tutti ho imparato qualcosa, ho appreso nazioni, mi sono arricchito eli aspetti i piii diversi, sotto un profilo scientifico. Non mi sono tuttavia mai incontrato con un'opera che riscattasse l'aridità, spesso necessaria, dell'emeilisi specifica in questo o in quel ramo del sapere e privilegiasse al tempo stesso l'uomo in modo così esaltante, così nuovo e al tempo stesso così spontanea e immeeliato. Quello che stupisce è che la tesi può essere stata sì alla base degli autori, ma non traspare. Balza invece a ogni capitolo come luce che vibra e illumina, diventa uno specchio in cui gli uomini si sano confrontati ma in cui hanno ancor aggi la possibilità di verificarsi. La naturalezza e la profondità dell'assunto esce da anime ricche e si trasntette al lettore senza che questo se n'accorga. «L'uomo dicevo sia esso la vittima di Gemonei o l'infermiere di Udine, il medico di un reparlo, un portantino, un volontaria è lui che parla, che vive, è lui che fa la storia, quella vera, che trasuda da una cronaca spicciola e drammatica e diventa maestra di vita. Un magistero non catledrattico. Maestro è un intero popolo che è partecipe, senza distinguere, senza condannare, salo per aiutare, per eimare e sperare». Non cheidetemi eli piii: perché a un fratello lontano dell Friuli di piti non saprei dire: forse perché intimorito eia un giudizio così preciso e stimolante. Un friulano non crede mai troppo alle parole: ma quel libro, ogni volta clic lo riprendo in innnej, ini commuove e mi inorgoglisce. Perché il Friuli qui si ritrova e si fa scoprire per quello che è, senza inutili eseiliazioiii, senzei inutili elogi. Il Friuli ha fatto storia per come ha vissuto e vive il «suo» terremoto, ma pili ancora perché la sua speranza è dewvero una fede che non jiassa mai. E' la fede nell'uomo: questo libro ne è lucida testimonianza. L'arte di Murano in Venezuela Come riferiamo in altro articolo dì questo stesso numero, l'incontro del Fogolàr di Caracas con il nostro consigliere Picotti è avvenuto nel «Ranch» dei coniugi Mary e Bruno Ava, originari di Arzene. La loro squisita ospitalità ha sopperito ancora una volta alla mancanza (speliamo per poco) di una sede definitiva e adeguata. Il luogo ufficiale di ritrovo per i «logolarìsc» di Caracas è ancora presso la famiglia Sangoi che gentilmente ha messo a disposizione il locale. I coniugi Bruno e Mary Ava, originari di Arzene, creatori di «Arte Murano» in Venezuela. Ma torniamo agli amici Ava. E' veramente interessante seguire la loro «storia» di emigranti che, con l'intuizione e la lungimiranza di un operoso spirito imprenditoriale, con l'ingegno e la perseveranza che si sono rivelate loro precipue doti, sono riusciti a trapiantare e a far crescere in Venezuela l'arte tutta veneziana della lavorazione del vetro. Oggi è facile ammirare quella realtà a «El Potrerito», nei dintorni di Caracas, dove sono ubicate la fabbrica, l'esposizione e la casa degli Ava, immerse nel rigoglioso verde tropicale. Ma sono trascorsi trent'anni da quando Bruno Ava, dapprima con i fratelli Albino e Valentino, quindi con la sua sposa (une di chcs feminis ch'a tcgnin su tre cjantons de cjase) si è votato a questa realizzazione. L'azienda, sorta inizialmente come fabbrica di lampadari (Icet) si è via via trasformata, affinandosi e specializzandosi nella produzione tipica di Murano. Da cui la successiva ed attuale denominazione «Icet - Arte Murano». Vi operano dei maestri venuti direttamente da quell'isola della Laguna Veneta che, a loro volta, hanno i- struito e preparato un buon numero di operai locali, dalla pelle assai scura, ma che sembrano usciti non dall'interno del Venezuela o della Colombia, bensì da una fumosa bottega di Murano, tanta è anche la dimestichezza che hanno ormai acquisito nel plasmai'c il vetro multicolore. A «El Potrerito» arrivano quotidianamente torpedoni con visitatoriclienti di tutto il mondo: sarà particolarmente significativo riferire che oltre otto milioni di persone B. S. hanno già sfilato nelle sale che e- spongono quanto «Arte Murano» produce in Venezuela per la geniale iniziativa di questa famiglia friulana. Ad essa, anche da parte di «Friuli nel Mondo», le più. vive e meritate felicitazioni con il cordialissimo augurio di ulteriore pròsperila. ^ ^j^pj Uno scorcio dell'azienda degli Ava immersa nel verde tropicale di «El Potrerito» presso Caracas.

4 Pag. 4 FRIULI NEL MONDO Ottobre Le nobili dinastie del lavoro La foto, scattala nel 1901, dei fratelli Raffin emigrati a Godesberg (Bonn - Germania Occidentale): da sinistra Ludovico, Luigi, Antonio e Felice (deceduto a Blairmore, Canada, il 19 novmebre I9I8). «Umberto I, per grazia di Dio e per volontà della nazione Re d'italia; sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari Interni, Presidente del Consiglio dei Ministri. Visto l'art. 123 del testo u- nico della Legge Comunale e Provinciale approvato con R. Decreto 10 febbraio 1889, n. 5921, serie 3..^ibbiamo decretato e decretiamo: Raffin Giovanni Battista è nominato Sindaco del Comune di Arzene in Circondario di S. Vito al ragliamento. Provincia di Udine, per li triennio II Nostro Ministro proponente è incaricato dell'esecuzione del presente Decreto». Per chi gira di casa in casa in questa nostra epoca disincantata la scoperta di attestati e di documenti in genere non è fatto insolito, ma Romei RaflBn, nato a Toronto nel 1954, nipote di Gio Batta Raffin, già sindaco di San Lorenzo di Arzene, fa parte della nazionale canadese di basket, acquistato dalla Jolly-Colombani con contratto triennale. Alto m. 2,07, si sta preparando per i prossimi mondiali che si disputeranno a Mosca. COLLAVINI AUTOSERVIZI PUBBLICI DI LINEA E TURISMO AIR TERMINAL UDINE - Via Manzini n. 42 Tel Telex NOLEGGIO PULLMANS PER QUALSIASI DESTINAZIONE IN ITALIA E ALL'ESTERO costituisce pur sempre motivo di interesse anche per i ricercatori di tradizioni popolari i quali, memori di analoghe precedenti esperienze, annotano la notizia e fotografano l'atto, convinti come sono che il documento dà sempre validità alle testimonianze e ne stimola gli approfondimenti. Così, in via Maggiore, a S. Lorenzo di Arzene, dai fratelli Luigia e Felice Raffin, proprietari di una casetta costruita recentemente dirimpetto ad un'altra ben più vetusta, tutta logge e archi, espressione forse irripetibile di un'architettura spontanea in via di estinzione, coinè tale, tipico modello da salvare. Luigia e Felice, devoti custodi di tante memorie, sembrano essi stessi fare parte di una eredità, fissata sulla pietra e filtrata da secoli. Tra le pareti domestiche non hanno segreti e solo la voce, talvolta, si incrina e gli occhi si offuscano allorquando indugiano tra i ricordi del passato. Ora, l'estratto dell'originale Regio Decreto, emesso a Roma il 12 dicembre 1889, firmato: Umberto e contrassegnato: Crispi, dispiegato dinnanzi a noi, lì sulla tavola, anche a una più attenta rilettura non scioglie gran che i commenti. Luigia, schietta e cordiale, appena appena anticipa le nostre domande: «Il nonno ci dice da allora è stato ininterrottamente Sindaco di Arzene fin dopo la guerra del 'I5-'I8». Così dicendo, senza un indugio, ripiega in quattro l'estratto dell'originale Regio Decreto e Io ripone con cura, quasi accarezzandolo, in una consunta cartella rigonfia di attestati e di vecchie foto. «E' stato anche delegato della Croce Rossa Italiana e premiato con medaglia d'oro per i servizi resi al Comune...». Fa una pausa e qui, inaspettatamente, con una piega amarla alle labbra soggiunge: «Ma AGENZIA VIAGGI U0lf4E - Via Savorgnana n. 18 Telefono Telex Biglietterìa aerea nazionale ed internazionale - marittima Crocerò - Vacanze ' Soggiorni Organizzazione voli char- ^ >. -I?'.T Al. K> /llitalia Viaggi I.T. - Alberghi - Congressi Organìzzazions gita acoiasticha a aziendali - Pellegrinaggi Pullmans con aria condizionata 't< cui ch'ai fa pai Comun, noi fa par nissun». Poi, come a scusarsi, in tono discorsivo continua: «La nostra era una famiglia numerosa, oh sì. Sei figli..., ve' ca ch'a son e ci allunga una foto color seppia che è un tributo di affetto nostro padre Angelo e gli zìi: Valentino, Lodovico, Luigi, Antonio e Felice!... Uno a uno il vecchio se li è visti andar via. Prin pa li' Germaniis, ca a' son a Godesberg, tal 1905,- e po' a Passbury.4lto, ta li minieris dal Canada. Felice, l'ultin chel cu la bicicleta al è muart al 19 di novembre dal 1918, a Blairmore... Noi è nuia se di...». Suo malgrado la voce ha una sfumatura di pianto. Il fratello tenta timidamente di venirle in aiuto, ma Luigia si riprende: «Oh,.si, 'na biela fainèa a si era!... Poi, nel '54 nostro fratello Ilio, con la moglie Alice Cividin encia j' di San Lurins è partito per Toronto, ancimò Canada! E' tornato nel '62 alla morte della mamma e poi ancora nel '76. Stanno bene. Hanno un figlio: Romei, che è uno sportivo del basket. Nel '73 vinse il campionato con la squadra delle scuole superiori «Ali-Ontario». Si è laureato presso la The Pensylvania slate Universitat e si è sposato con Susan Kay di Philadelphia. Adesso ha 25 anni e gioca ancora a basket. Al è alt doi metros e sièt. Un bièl frut! Se lu viodès!... Nel '76 fu selezionato per le Olimpiadi di Montreal. Attualmente fa parte della rappresentativa nazionale canadese e si sta preparando per i campionati mondiali di Mosca. Doi meis fa al jera ca. Al jera stat a Mestre, sempri pai basket!... Al à simpri pòc timp, slòr! Ma Romei al torna; di sigùr A VALE PER UN ANNO \<g^^* ~^-r" X aex.<!sek.^2^iv«^^"-!ffl^.. al toma. Ch'ai pensi: al è stat crompàt da la Jolly-Colombani cun contràt di tre ans; da no erodi!». Anche se il discorso ci porta lontano tentiamo un diversivo e chiediamo degli altri..ma Felice tace. A toglierci dall'imbarazzo riprende Luigia: «S'el vole, siòr, chi altris a no tornin!... Encia se speri, no cròt ch'a tornin!... E mi visi di due', salai? ch'ai viodi: Celso, fi di Ludovico, al à 'n' azienda ta l'ontario; Vanilio, fi di Luigi, al è impresari ta l'alberta; de Ilio, nuostri fradi, vin dita; la Maria, fia di Valentino e la Mary, fia di Antonio, a son in Argentina. Capissiàl, siòr, a son due' fór pai mont!... E nù sin ca: dome nù...». A mo' di battuta diciamo che San Lorenzo è bello anche per questo. E con lei. Felice, la moglie Valentina e le due giovani figlie, i Raffin costituiscono pur sempre una bella famiglia!... Luigia allora insorge il suo è certamente il primo moto incontrollato: «Ma nu sin ca e ca ju spietàn!... Ju spietàn ch'a tornin, capissiài?... A è duta 'na vita!... 'Na famèa intera...». La voce si incrina. Come per caso, istintivamente, con la mano copre le foto, le raduna, poi con visibile sforzo chiude la cartella: il suo mondo. Forse ora i suoi occhi hanno il chiaro riflesso dei giorni dell'ansia: il mare della sua infanzia. E quando Felice la avvicina discreto per far velo alla flessione imprevista, la sentiamo ripetere più per noi che per sé: «'Na famèa intera... duta 'na dinastia cunsumada... là, fòr pai monti...». PASSAPORTO PEI OiNTEENO // fìndacn im Cnmune di C-iU^t;in'ondrirìo dì. Hlatcia ilmremnt\ tef>o(p pt'f V interno del R^^no a ffj v -- nato </aytf. '^ i-*-e. ji'vond' 41 pntremiom i2^i-ci^>f'^i^ (it'ì-mrtal' tono ro'uro iiìilifali. H.K,. é7k *<e..m 2(ffi!t*^ II. SIMU<«Renato Appi, ai-i mntrasseyni SPISI,;?' "«ry Il passaporto per l'interno rilasciato in data 20 gennaio I9I7 a Angelo Raiiin. AGENZIA VIAGGI BOEM - UDINE di VALENTE BOEM VIA ROMA. 6/C - TELEFONO VIAGGI AEREI, MARITTIMI - CROCIERE - RILASCIO BIGLIETTI F.S. NAZIONALI, ESTERI E RISERVA- ZIONI VAGONI LETTI E CUCCETTE - PRENOTAZIONI ALBERGHIERE - GITE TURISTICHE Emigrati "famosi II L'album della presenza friulana nel mando registra i nomi di due persane emigranti, che hanno costituito giusta motivo di orgoglio per la patria di provenienza e per quelle che li ospita. Uno di essi è Arielo Bertoia eli S. Lorenzo di Arzene, k cui sconiparsa avvenuta poco tempo fa, mentre da poco egli aveva compiuta i sessant'anni, ci addolora profondamente- Scompare con A- rieta Bertoia un illustre friulano che ha risalilo la china della povertà e dell'emarginazione raggiungendo pò sii di primo piano negli studi e nel lavoro. Partito da S. Lorenzo di Arzene, paese che ha nel mondo 600 emigranti e 400 cittadini in loco, Bertoia si trovò nel 1936 alle dipendenze di una impresa edilizia in Ceilifarnia negli USA. Fu il suo padrone, vero talent-scout a scoprirne le dati di intelligenza e ad avviarlo, sostenendolo finanziariamente, negli studi. Il ragazza giunto dalìl talia con la licenza di terza elementare potè così compiere tutto il ciclo degli studi fino a laurearsi in architettura. Come architetto Bertoia divenne una celebrità anche per k molteplicità elei campi in cui espresse il sua genio inventiva. Sono famose le sue fontane sanare, una delle quali è collocata all'aeroporto Kennedy di Niicn'a York e una secondi in quello di Tokio. Creò il modello eiella sedia anatomica, delta appunto sedia «. Bertoia». Non mancò nemmena di arte musicale e compose linei sinfoniei dedicata al pri mo allunaggio umana. Friuli nel Mondo porge le più sentite conàglianze ai familiari e al conciita- dini- II secando emigrante di cui ci occupiamo è Giovanni Castellarin i S- Giovanni di Casarsa, ancora aliiva e apereinle in Canada. Raggiunsi l'immenso paese nel dopoguerra e andò a cercare l'oro nello Yukon ai confini con l'alas'ka. Non era l'oro delle pepile e delle seibbie fluviali ma l'oro che sarebbe scaturito dalle sue iniziative. Incaricata dal governo canadese, attrezzò una vasta liscia di territorio praticamente selvaggio e incolto nonché disabitate a parco nazionale e a zona turistica. Riuscì anche, con l'aiuto di alcim collaboratori, a realizzare il parca e a creare un ambiente di attraiicr ne e di capacità ricettiva. Castellarin si specializzò nella costruzioni eli baite e di casette di legno. Eletto per la stima conseguita consiglieri comunale di Dawson City, vi risiede tiiltara con la maglie Betty e i figli Marco e Sandra- Recentemente è stato insignito di un pubblico riconoscimento e sul quotidiano del territorio «The Wliite Hor.se Stari è stata messa in risalto la sua opera. Viva soddisfazione a S. Giovanni e in Friuli per il successo di questo suo figlio lontano. Cremona a Udine 11 giorno 10 agosto, alcuni membri del Fogolàr furlan di Cremona, in occasione delle ferie estive in Friuli, hanno voluto incontrarsi con il Presidente dell'ente Friuli, 0. Valerio, per trascorrere assieme alcune ore. L'incontro, semplice e colmo di significato, si è aperto con un brindisi al Ristorante «Ramandolo», e conclusosi con il pranzo al Ristorante «Da Doro» a Campoformido, Durante il brindisi, il Consigliere dell'ente, comm. L. Martinis, ha casualmente notato due coniugi, che dopo alcune reciproche spiegazioni, si sono scoperti aderenti al Fogolàr furlan di New York. Grazie a ciò, dopo aver intonato in coro «Stelutis Alpinis», il Presidente del Fogolàr di Cremona, p.to Vinicio Candoni, ha voluto consegnare loro un piccolo ricordo, con i saluti di tutti i presenti, da portare agli amici friulani di quel lontano Fogolàr. I

5 Ottobre 1979 FRIULI NEL MONDO Pag. 5 Spilimbergo e San Giorgio per gli emigrati della Destra 11 Castello di Cosa a San Giorgio della Richinvelda dove si sono svolti i due incontri degli emigranti della Destra Tagliamento. Si è svolto a Spilimbergo, l'ii agosto scorso, il terzo Convegno Provinciale degli Emigranti. Al mattino sono cominciati ad alfluirc nel Piazzale delle Scuole Elementari i primi partecipanti, accolti dal gentile sorriso di giovanette e ragazzi, che appuntavano sul petto il piccolo distintivo della giornata. I dirigenti del Centro Provinciale Emigrazione attendevano gli ospiti alla porta della Chiesa di S. Pantaleone. Alle il Vescovo Mons. Freschi ha celebrato la S. Messa, assistito dall'arciprete mons. Tesolin, da don Alfier e da altri sacerdoti. Molte delle preghiere comuni sono state recitate in friulano. Al Vangelo il presule ha rivolto ai presenti le sue paterne parole di benvenuto ed ha esaltato l'opera coraggiosa dei nostri emigranti nel mondo, il loro attaccamento alla terra d'origine, di cui è viva testimonianza la loro presenza ai vari convegni annuali. Ha anche ricordato con commozione quanti sono caduti sul fronte del lavoro ed ancora le vittime del recente terremoto, dal quale la nostra terra è stata così duramente colpita. Ha auspicato per tutti felicità e prosperità con l'aiuto e la benedizione di Dio. II coro Tomat ha accompagnato il sacrificio divino con canti e mottetti. Alla fine della Messa è stata deposta una corona d'alloro al monumento dedicato ai caduti. Quindi nel piccolo piazzale antistante il Duomo, sotto gli alberi ombrosi, è stato servito un piccolo rinfresco. C'è stato poi il raduno nel Teatro Castello.. In realtà i presenti non erano molti, come ci si sarebbe potuto aspettare: circa un centinaio. Ma la caratteristica del convegno che era di studio e di discussione oltre che d'incontro, è forse alla radice del fatto. Erano presenti però molte autorità locali e regionali ad attestare che i problemi degli e- migranti stanno a cuore in modo particolare a quanti hanno responsabilità nelle pubbliche amministrazioni. C'erano gli assessori regionali Tome, Antonini, Bomben, Tesolin, il questore Cuccamo, i sindaci di Spilimbergo e S. Giorgio della Richinvelda, il Presidente dell'ente Friuli nel Mondo Ottavio Valerio, 11 Presidente della Pro Spilimbergo Zugliani e del Coro Tomat Serena, l'ass. Balilla Frattini e tante altre personalità. Il sindaco di Spilimbergo Capalozza ha rivolto il saluto della città e l'augurio di buon lavoro per l'assemblea. E' stato poi eletto ad unanimità presidente del Convegno. Don Alfier, dopo aver letto alcuni telegrammi di adesione ed aver giustificato la forzata assenza del sotsosegretario Santuz e degli altri pariamentari trattenuti a Roma per il voto di fiducia al Governo,ha illustrato i temi e gli scopi del convegno: la posizione dell'emigrante nella nuova Europa. Ha preso quindi la parola l'assessore regionale Riccardo Tome, il quale ha svolto la sua relazione con abbondanza di dati ed argomentazioni ed ha fornito preziose indicazioni sull'indirizzo della politica regionale a tutela dei nostri concittadini che lavorano all'estero o che ritornano in patria. Ha sottolineato l'assessore come il fenomeno dell'emigrazione vada sempre più restringendosi tanto che può prevedersi per un non lontano futuro che, chi vorrà recarsi a lavorare altrove, lo potrà fare di sua libera scelta. Alla fine ha preso la parola Ottavio Valerio che con la sua ben nota e calda eloquenza,ha portato agli emigranti della Destra Tagliamento il saluto affettuoso dell'ente Friuli nel Mondo esaltando e lodando lo spirito che anima questi annuali convegni che non sono solo incontri di affetto e di solidarietà, ma anche tappe costruttive perché vi si discutono, a prescindere dal nimiero dei partecipanti, gli interessi spesso fondamentali di tutti gli emigranti. E' dal dibattito, dalla discussione cbe nascono le idee che i politici poi debbono tradurre nella realtà. Il suo discorso è stato lungamente appaludito. A tutti i presenti la Pro-Loco di Spilimbergo ha fatto omaggio di una medaglia ricordo e di alcuni depliant sulla città di Spilimbergo. Alle 13 appuntamento al castello di Cosa, dove era stata allestita una interessante mostra retrospettiva di opere pittoriche e scultoree di artisti che hanno operato nella Provincia in questo scorcio di secolo. Poi il Centro Provinciale ha offerto, in uno dei saloni della villa, dignitosamente adattato per Nonna.\lbina, ritornata da qualche mese in Friuli e precisamente a Toppo, desidera ricordare i suoi due affettuosissimi nipoti Lara e Boris Tederò che risiedono a Windsor (Canada). La foto li ritrae negli ambienti del Fogolàr furlan di quella città: la nonna li incarica di portare i suoi saluti a tutti i parenti ed amici emigrati non soltanto in Canada ma in tutto il mondo. l'occasione, un pranzo in comune costituito dal famoso piatto spagnolo «la paela», che era stato predisposto da Franco Furlan e dai suoi collaboratori. Una piccola orchestra ha allietato i commensali. Don Alfier alla fine ha consegnato alcune medaglie offerte dall'amministrazione Provinciale di Pordenone agli emigranti che piìi si sono distinti all'estero. Dopo il pranzo in un'altra sala, si è proiettato un film sulla attività della Cooperativa vivaisti di Rauscedo. Successivamente il sindaco di S. Giorgio della Richinvelda, rag. Ronzani, ha guidato i convenuti a visitare a Rauscedo la sede del Consorzio dei vivai e una azienda di produzione, dove è stato servito pure un rinfresco. La comitiva è ritornata poi a Spilimbergo per visitare la Scuola di Mosaico, dove sono state ammirate le pregevoli opere eseguite dagli allievi. In serata, a Spilimbergo, un nutrito complesso folkloristico si è esibito in onore degli emigranti. Ma questa giornata, pur così intensa, ha registrato come epilogo un'altra simpatica manifestazione, organizzata dal Comune di S. Giorgio della Richinvelda per i suoi emigranti. Si è svolta essa pure nel Castello di Cosa che così quest'anno, è stato veramente riscoperto. Dopo il raduno nel vasto piazzale del Castello c'è stata la S. Messa nella chiesa parrocchiale, celebrata in friulano dal Prof. Placereani. Ha concelebrato il parroco don Alessandro Sandrin. Al vangelo don Placereani ha esaltato la forte e generosa stirpe friulana che ha ovunque operato, donando intelligenza e lavoro con sacrifici immensi. L'emigrante friulano ha nel cuore il proprio paese come pochi al mondo e don Placereani ha esortato i presenti a tener fede alle tradizioni, che costituiscono un bene prezioso per la individuazione di un popolo. La Patria deve essere grata all'emigrante e tenere con loro contatti più stretti e più continuativi: la lontananza sembrerà così a lui meno penosa e più sopportabile. Con vivaci penellate storiche ha anche rievocato la figura e la tragedia del Patriarca di Aquileia Beato Bertrando, che tanti secoli addietro, fu assassinato dai suoi nemici feudali proprio qui, nei pressi di S. Giorgio, dove oggi una chiesetta e un cippo ricordano l'avvenimento. Dopo la messa, è stata deposta una corona al monumento ai Caduti. Poi, in corteo, con in capo il Siiidaco e il gonfalone comunale e la fanfara la nutritissima comitiva (si trattava di 500 persone circa) si è radunata nello spiazzo attistante il Palazzo-Castello. Era stato allestito un piccolo palco per le autorità e l'orchestra. Il Sindaco, rag. Ronzoni ha rivolto parole di saluto e di augurio. Poi ha parlato Ottavio Valerio, instancabile ed entusiasta come sempre. Ha esordito in italiano, ma poi ha continuato il discorso in friulano. Discorso pieno di sentimento il suo, che ha suscitato commozione ed applausi. Il cantautore Beppino Lodolo, di Udine, ha voluto onorare gli emigranti con canzoni friulane vecchie e nuove. Nel vasto porticato e negli stanzoni al piano terra, che un tempo servivano da cantine alla grande azienda agricola dei conti d'attimis, erano preparate le tavolate per le cinquecento persone presenti. Tutti hanno preso posto comodamente ed il pranzo è stato servito da ragazze in costume.l'atmosfera era allegra, cordiale e le ore sono volate via tanto che non c'è stato posto neppure per i brindisi. Una festa riuscitissima che resterà nel ricordo di quelli che dovranno ripartire per lidi stranieri ma anche di coloro che resteranno qui e che già pensano di programmare un nuovo felice incontro per l'anno venturo. GIUSEPPE PRADELLA «timméim ^3m9** 1 t-f^-.,' ~*''^**^'^^**^""?3pP'''''^p.^5i».*?' _i3d..-^**.''-**''.-^''se.--.*,, PIBiiKi'P^LHi^Sff' ' """^sbim^- 4Jilimi iijiiliiii.a^^ -S^'MI l*-i. r ' 1 '"S*'^-^*-*-* -- i :,,«--^^^^-r^-.-q «_,..«>.. 1 -' ~,.. -,?^ - " n^^^^m^inpapwwr wyv^^ ^^., Le scuole di Faedis, inaugurate recentemente, donate dal Governo degli Stati Uniti d'america: l'elementare è dedicata a Dante Alighieri e la media a George Marshall. dell'alloggio per il custode. Sono costate complessivamente dollari. Iniziate nel marzo dello scorso anno accolgono, nella cornice festante della dolce collina friulana, centinaia di ragazzi. Alla simpatica cerimonia inaugu Scuole II.S.A. a Faedis rale del 13 agosto, hanno Il Governo degli Stati Uniti ha fatto dono alla popolazione di Faedis (il Comune è stato disastrato a seguito degli eventi calamitosi del 1976 ed ha registrato, tra le altre, la perdita di tutti gli edifici scolastici) il plesso raggruppante la Scuola elementare «Dante Alighieri» e quella Media «George Marshall». Il manufatto, articolato su tre strutture principali in cemento armato, aventi le pareti interne ed esterne con mattoni affacciati a vista, occupa una superficie di mq. La caratteristica principale è data dai tetti curvati in forma originale. Questi, per mancanza di parte dei soffitti, danno alle aule ed ai corridoi una eccezionale luminosità. Rispettate, e con larghezza, le norme sismiche, sia italiane che americane, l'opera progettata dall'architetto milanese Umberto Riva, è stata diretta dall'ufficio tecnico dell'associazione Nazionale Alpini ed eseguita dall' Impresa Rizzani di Udine. Le scuole, corrispondenti alle necessità della zona, sono conformi alle prescrizioni delle competenti autorità, constano di 19 aule, della palestra, di numerosi locali per attività varie, di due biblioteche e garrito al vento, una accanto all'altra, la bandiera stellata e quella tricolore. Su specifica delega del Governo americano, ha partecipato il senatore Dennys De Concini (dello Stato dell'arizona, che ha eflìcacemente contribuito all' approvazione delle leggi del Congresso per uno stanziamento totale di 50 milioni di dollari in favore dei terremotati). L'on. De Concini era attorniato da un folto gruppo di alte autorità (il console USA, Shinn; il comandante la base di Aviano, col. Dearborn; r on. Santuz, sottosegretario agli esteri, che ha porto il saluto della nazione; l'on. Fortuna, vicepresidente della Camera; l'assessore Del Gobbo, che anche a nome del Presidente della Giunta ha recato il grazie della Regione; l'ing. Vogel, dell'a.i.d. - Dipartimento di Stato, nonché il prof. Englaro della Provincia ed il Sindaco Celledoni che hanno sottoscritto gli atti di trasferimento). Il sen. De Concini, nel discorso ufficiale, ha affermato testualmente: «Gli italo americani, e tra essi numerosi emigrati friulani, hanno dato un grande contributo allo sviluppo economico, culturale e sociale degli Stati Uniti. Per questo il pronto aiuto del popolo americano a quello friulano in seguito al terremoto è stato un gesto di sentita e naturale solidarietà. LIBERO MARTINIS Il lamento dell'alpino Castaldo oggi emigrato ma senza diritti Leggendo lo scarno diario,.sintetico, ma vivo di Franco Gastatdo di Tarcento, la guerra appare in tutta il suo spietato orrore e la sua feroce disiimaiiilà. Le eccezioni eiella comprensione e della bontà attraversano come leiiiipi una infinita nuvolaglia nera. Le poche paginette vergate a mano eia questo alpino, prima elei battaglione Val Fella, poi del Big. Val Natisone, senza finezze grammaticali a stilistiche, rimangano un documento, uno dei tanti, che parlano con voce di verità. Castaldo quando è alpina nel 1940 ha vent'aniii e caniheitterà per tre anni in Albania, in Jugoslavia, in Russia. Il cedvario albanese del Golico e della Vofiissa con le stragi operate dai mortai greci e la tenace resistenza a prezzo di tanto sangue degli alpini sono rivissuti da Castaldo con ricejrelo obiettivo e distaccato, ma non senza minor sofferenza. Ricorda la severità di certi ufficiali e l'umanilà di altri, come quella del col. Specogna che lo rifocilla e lo fa rivestire. E' una guerra di gelo e di brivido per gli alpini e il nostro che ha attraversato le acque glaciali del Valzagoria lo sei. Dopo una breve licenza e una fugace presenza in Jugoslavia, comincia la spedizione di Russia. E anche qui i morti non si contano. Il fronte elei Dan e la ritirata. La rottura della sacca a Nikolajewska. Una ritirata con episodi di egoismo che vanno registrati per l'oggettività storica come quella dell'iifficiede (tedesco?) che montato su una slitta fa scendere un saldato italiana ferito alla coscia e poi l'indomani con la pistola piinlatei sloggia Gastalda che liei la gamba semicongelala. E l'ufficiale era sano! Per fortuna ecco una casa russa con due bambini e una donna. Per otto giorni quella donna russa medica l'alpino, lo cura e lo nutre con dei bradini perché non poteva mangiare altra in stato di denutrizione e piange. Rimesso in sesto l'alpino riparte. Si salverà, non così i suoi Anzil e Zucclii e tanti altri. La fraternità umana ha mandato ancora la sua luce nell'inferno bianco. Di ospedale in ospedale l'alpina, una volta raggiunta l'italia, passa settimane e mesi. Ritorna a casa per una licenza. Giunge la disfatta.1 Tedeschi distruggono i documenti delle sofferenze e delle disgrazie belliche di Freinco Castaldo. Non gli verrà mai ricanasciiito un minimo dì pensione. Emigra in Francia e rimane là. Chieele e scrive al Ministero competente e gli mandano delle croci di ferro al merito. Il capitalo si chiude quando l'alpina perde i diritti, del resto meli riconosciuti, perché assume la cittadinanza francese. DOMENICO ZANNIER


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Justin Trudeau ricevuto da Papa Francesco. Ma è la moglie del premier canadese Sophie ad attirare l’attenzione…

Dopo i Trump, ecco i Trudeau. E anche la moglie del premier canadese si adegua al protocollo vaticano

Sono giorni di incontri importanti per Papa Francesco. Dopo aver ricevuto Donald e Melania Trump (GUARDA), il pontefice riceve in udienza privata anche il premier canadese Justin Trudeau. E la moglie Sophie, bellissima. Con i soliti sguardi di intesa… ma anche con quell’espressione di Papa Francesco che ha fatto il giro del mondo già in occasione dell’incontro con i Trump – FOTO | VIDEO

Anche Ivanka Trump ha sedotto tutti da Papa Francesco – GUARDA

IL PREMIER CANADESE – Il premier canadese Justin Trudeau è una sorta di star: giovane, bello e aitante, ha conquistato velocemente i social. Ma anche la moglie Sophie Gregoire-Trudeau ha saputo ritagliarsi il suo spazio. Da First Lady elegantissima e bellissima. Come, appunto, in occasione dell’incontro con Papa Francesco.

La sfida di look delle First Lady al G7 di Taormina – LEGGI | FOTO | VIDEO

IN NERO, CAPO COPERTO – E anche Sophie si è adeguata al cerimoniale vaticano, con una mise nera e il capo coperto. Come d’altronde già avevano fatto pochi giorni fa Melania e Ivanka Trump (GUARDA). Perché quando si incontra il Papa, le regole sono feree…

 



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