Tickling - Wikipedia chiamate d'oca

Tickling

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Il tickling, termine della lingua inglese ormai entrato a far parte della nostra dizione a causa della sua esportazione ed ampia diffusione nel gergo mondiale (la cui traduzione letterale significa "fare solletico", "solleticando"), è un pratica erotica e preliminare sessuale in cui i partecipanti fanno o ricevono il solletico.

Indice

  • 1 Il tickling nell'erotismo
  • 2 Cenni storici
  • 3 Curiosità
  • 4 Note
  • 5 Voci correlate
  • 6 Altri progetti

Il tickling nell'erotismo[modifica | modifica wikitesto]

Il tickling è praticato nel Bondage o come alternativa al BDSM "classico". Il gioco consiste nell'immobilizare il partner con corde o cinture di pelle, per poi solleticarlo sulle "zone sensibili" quali: piante e dita dei piedi, ascelle, pancia, fianchi ecc. Il solletico può essere provacato utilizzando le dita oppure con oggetti come piume, pennelli, spazzolini da denti, pettini e altri oggetti adatti allo scopo.

Il tickling è strettamente collegato alla Knismolagnia[1] o Titillagnia[2], termine che indica il piacere sessuale per il solletico. Alcune persone possono sperimentare questo tipo di eccitazione quando subiscono il solletico od osservando qualcun altro che viene solleticato[3]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente il tickling trova una prima affermazione come "metodo di tortura", praticato in virtù del fatto che non lascia segni o ferite sul corpo, ma provoca un insopportabile fastidio ai soggetti maggiormente sensibili al solletico. In alcuni momenti storici fu utilizzato come tortura leggera e punizione per reati lievi.

Donna sottoposta "in pubblico" alla tortura del solletico

Nell'antico Giappone, coloro che occupavano posizioni di autorità potevano infliggere punizioni a persone condannate per reati al di fuori del codice penale: erano chiamate "shikei", che si traduce come "punizione privata". Una di queste era "Kusuguri-Zeme" letteralmente "solletico spietato" [4][5]

Ai tempi dell'Antica Roma[6] e durante il Medioevo[7], veniva utilizzata una tortura detta "lingua di capra"[8]. Questo tortura consisteva nell'imprigionare alla gogna[9] i piedi nudi del malcapitato, cospargerli "accuratamente" sulle piante e tra le dita di miele o sale, per poi farli leccare per ore da due o più capre affamate, in modo tale che la lingua degli animali provocasse alla vittima una sgradevole sensazione di solletico.

Heinz Heger, un uomo perseguitato nel campo di concentramento di Flossenbürg durante la seconda guerra mondiale, ha visto le guardie carcerarie naziste eseguire la tortura del solletico su un suo compagno di prigionia. Heger descrive questo episodio nel suo libro "Gli uomini con il triangolo rosa":[10]

« Lo avevano spogliato nudo e lo avevano legato per le mani ad un gancio appeso alla parete, in modo tale che con i piedi non toccasse il pavimento. Gli spalancarono le gambe e gliele legarono strette al muro. Due o tre SS in servizio al bunker, se ne stavano lì intomo in attesa che iniziasse lo "spettacolo", la tortura del giovane tirolese. Innanzitutto l'ufficiale delle SS presentò lo "spettacolo" detto il "gabinetto delle risate". In sostanza gli aguzzini delle SS facevano il solletico alla vittima con delle penne d'oca, sfiorandolo sotto la pianta dei piedi, sotto le ascelle, tra le cosce e in altre parti del corpo. All'inizio il detenuto restò forzatamente muto e con gli occhi pieni di paura e di dolore fissava i suoi torturatori. Ma dopo un po' iniziò a ridere dal solletico, e questa risata diventava sempre più simile a un grido, a un urlo di dolore, mentre le lacrime gli scorrevano sulle guance e il suo corpo si contraeva, cercando di sottrarsi al supplizio. »

(Heger, Heinz.)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel suo innovativo libro "Sibling Abuse" , Vernon Wiehe ha pubblicato i suoi risultati di ricerca sui 150 adulti che sono stati abusati dai loro fratelli durante l'infanzia. Diversi riportato il solletico come un tipo di abuso fisico, e sulla base di tali relazioni è stato rivelato che il solletico è in grado di suscitare reazioni fisiologiche estreme come vomito e perdita di coscienza.[11]
  • Il 18 maggio 2011, la trasmissione di Italia1, le Iene, dedica all'argomento Tickling un servizio[12] curato da Andrea Agresti.
  • Durante la rievocazione storica dell'assedio della città piemontese di Canelli (1613), in provincia di Asti, i turisti vengono imprigionati alla gogna e solleticati in pubblico[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ knismolagnia - Dictionary of sexual terms
  2. ^ titillagnia - Dictionary of sexual terms
  3. ^ What is Knismolagnia? - Definition from Kinkly
  4. ^ Schreiber, Mark. The Dark Side: Infamous Japanese Crimes and Criminals. Japan: Kodansha International, 2001. Page 71
  5. ^ Dark Side - Index
  6. ^ Tom Stafford, Matt Webb, Mente locale. 100 esperimenti semplici e sorprendenti per capire la nostra intelligenza e come utilizzarla al meglio, capitolo 6
  7. ^ Esther Cohen, The Modulated Scream: Pain in Late Medieval Culture
  8. ^ Irene Thompson, The A to Z of Punishment and Torture
  9. ^ Michael Kerrigan, Gli strumenti di tortura, 2008, L'airone (Roma).
  10. ^ The Men With the Pink Triangle. Boston: Alyson Publications, 1980.
  11. ^ Wiehe, Vernon. Sibling Abuse: Hidden Physical, Emotional, and Sexual Trauma. New York: Lexington Books, 1990.
  12. ^ Andrea Agresti, Il Tickling, su video.mediaset.it. URL consultato l'8 novembre 2011.
  13. ^ Assedio di canelli del 1613 - Guide turistiche Asti | Viaggio & Itinerari Piemonte

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • Solletico
  • Rapporto sessuale
  • Tortura
  • Metodi e strumenti di tortura
  • Gogna
  • Sadismo
  • Masochismo
  • Sadomasochismo
  • BDSM
  • Bondage
  • Barefoot bondage
  • Feticismo del piede
  • Retifismo
  • Piedino (sessualità)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Collabora a Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tickling
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Il tickling, termine della lingua inglese ormai entrato a far parte della nostra dizione a causa della sua esportazione ed ampia diffusione nel gergo mondiale (la cui traduzione letterale significa "fare solletico", "solleticando"), è un pratica erotica e preliminare sessuale in cui i partecipanti fanno o ricevono il solletico.

Indice

  • 1 Il tickling nell'erotismo
  • 2 Cenni storici
  • 3 Curiosità
  • 4 Note
  • 5 Voci correlate
  • 6 Altri progetti

Il tickling nell'erotismo[modifica | modifica wikitesto]

Il tickling è praticato nel Bondage o come alternativa al BDSM "classico". Il gioco consiste nell'immobilizare il partner con corde o cinture di pelle, per poi solleticarlo sulle "zone sensibili" quali: piante e dita dei piedi, ascelle, pancia, fianchi ecc. Il solletico può essere provacato utilizzando le dita oppure con oggetti come piume, pennelli, spazzolini da denti, pettini e altri oggetti adatti allo scopo.

Il tickling è strettamente collegato alla Knismolagnia[1] o Titillagnia[2], termine che indica il piacere sessuale per il solletico. Alcune persone possono sperimentare questo tipo di eccitazione quando subiscono il solletico od osservando qualcun altro che viene solleticato[3]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente il tickling trova una prima affermazione come "metodo di tortura", praticato in virtù del fatto che non lascia segni o ferite sul corpo, ma provoca un insopportabile fastidio ai soggetti maggiormente sensibili al solletico. In alcuni momenti storici fu utilizzato come tortura leggera e punizione per reati lievi.

Donna sottoposta "in pubblico" alla tortura del solletico

Nell'antico Giappone, coloro che occupavano posizioni di autorità potevano infliggere punizioni a persone condannate per reati al di fuori del codice penale: erano chiamate "shikei", che si traduce come "punizione privata". Una di queste era "Kusuguri-Zeme" letteralmente "solletico spietato" [4][5]

Ai tempi dell'Antica Roma[6] e durante il Medioevo[7], veniva utilizzata una tortura detta "lingua di capra"[8]. Questo tortura consisteva nell'imprigionare alla gogna[9] i piedi nudi del malcapitato, cospargerli "accuratamente" sulle piante e tra le dita di miele o sale, per poi farli leccare per ore da due o più capre affamate, in modo tale che la lingua degli animali provocasse alla vittima una sgradevole sensazione di solletico.

Heinz Heger, un uomo perseguitato nel campo di concentramento di Flossenbürg durante la seconda guerra mondiale, ha visto le guardie carcerarie naziste eseguire la tortura del solletico su un suo compagno di prigionia. Heger descrive questo episodio nel suo libro "Gli uomini con il triangolo rosa":[10]

« Lo avevano spogliato nudo e lo avevano legato per le mani ad un gancio appeso alla parete, in modo tale che con i piedi non toccasse il pavimento. Gli spalancarono le gambe e gliele legarono strette al muro. Due o tre SS in servizio al bunker, se ne stavano lì intomo in attesa che iniziasse lo "spettacolo", la tortura del giovane tirolese. Innanzitutto l'ufficiale delle SS presentò lo "spettacolo" detto il "gabinetto delle risate". In sostanza gli aguzzini delle SS facevano il solletico alla vittima con delle penne d'oca, sfiorandolo sotto la pianta dei piedi, sotto le ascelle, tra le cosce e in altre parti del corpo. All'inizio il detenuto restò forzatamente muto e con gli occhi pieni di paura e di dolore fissava i suoi torturatori. Ma dopo un po' iniziò a ridere dal solletico, e questa risata diventava sempre più simile a un grido, a un urlo di dolore, mentre le lacrime gli scorrevano sulle guance e il suo corpo si contraeva, cercando di sottrarsi al supplizio. »

(Heger, Heinz.)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel suo innovativo libro "Sibling Abuse" , Vernon Wiehe ha pubblicato i suoi risultati di ricerca sui 150 adulti che sono stati abusati dai loro fratelli durante l'infanzia. Diversi riportato il solletico come un tipo di abuso fisico, e sulla base di tali relazioni è stato rivelato che il solletico è in grado di suscitare reazioni fisiologiche estreme come vomito e perdita di coscienza.[11]
  • Il 18 maggio 2011, la trasmissione di Italia1, le Iene, dedica all'argomento Tickling un servizio[12] curato da Andrea Agresti.
  • Durante la rievocazione storica dell'assedio della città piemontese di Canelli (1613), in provincia di Asti, i turisti vengono imprigionati alla gogna e solleticati in pubblico[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ knismolagnia - Dictionary of sexual terms
  2. ^ titillagnia - Dictionary of sexual terms
  3. ^ What is Knismolagnia? - Definition from Kinkly
  4. ^ Schreiber, Mark. The Dark Side: Infamous Japanese Crimes and Criminals. Japan: Kodansha International, 2001. Page 71
  5. ^ Dark Side - Index
  6. ^ Tom Stafford, Matt Webb, Mente locale. 100 esperimenti semplici e sorprendenti per capire la nostra intelligenza e come utilizzarla al meglio, capitolo 6
  7. ^ Esther Cohen, The Modulated Scream: Pain in Late Medieval Culture
  8. ^ Irene Thompson, The A to Z of Punishment and Torture
  9. ^ Michael Kerrigan, Gli strumenti di tortura, 2008, L'airone (Roma).
  10. ^ The Men With the Pink Triangle. Boston: Alyson Publications, 1980.
  11. ^ Wiehe, Vernon. Sibling Abuse: Hidden Physical, Emotional, and Sexual Trauma. New York: Lexington Books, 1990.
  12. ^ Andrea Agresti, Il Tickling, su video.mediaset.it. URL consultato l'8 novembre 2011.
  13. ^ Assedio di canelli del 1613 - Guide turistiche Asti | Viaggio & Itinerari Piemonte

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

  • Solletico
  • Rapporto sessuale
  • Tortura
  • Metodi e strumenti di tortura
  • Gogna
  • Sadismo
  • Masochismo
  • Sadomasochismo
  • BDSM
  • Bondage
  • Barefoot bondage
  • Feticismo del piede
  • Retifismo
  • Piedino (sessualità)

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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09 novembre, 2015

La scrittura nel medioevo

Vi siete mai chiesti come si scriveva nel medioevo? Oppure in che lingua veniva preferibilmente scritto un testo? Oggi vi illustreremo e vi spiegheremo in modo semplice e conciso come si scriveva e in che lingua veniva redatto un testo, dal libro alla pergamena.

Come sappiamo la scrittura ha origini antichissime. I primi furono i lontani Sumeri, a cui si attribuisce la creazione della scrittura cuneiforme nel 3000 a.c. circa; poi si passa dai geroglifici egiziani, come scrittura simbolica, fino ad arrivare in occidente in epoca romana e infine in quella medioevale.
La scrittura medievale veniva incisa su pergamene di pelle di pecora o di altri animali, perciò fu chiamata anche "carta pecora", i monaci immergevano le pelli nella calce, poi le raschiavano e le facevano essiccare tagliandole in fogli. In media si può calcolare che per ogni pecora si potevano ottenere 4 fogli di pergamena, che usualmente veniva avvolta in rotoli, o cucita su cuoio o pelle per ottenere un libro. I monaci, per ovviare all'uso eccessivo di pelli di pecora, decisero di raschiare alcuni fogli di antiche pergamene e di riscriverci sopra. Ciò si è scoperto, grazie all'ausilio di  alcune analisi fatte con laser specifici, su alcuni manoscritti medievali.


Pergamena Medievale



Per tutto il Medioevo la scrittura fu un’attività praticata quasi esclusivamente dall’apparato ecclesiastico; veniva svolta nelle scuole (scriptoria) annesse alle cattedrali o ai monasteri.
Nel visualizzare i manoscritti medievali si nota una grande varietà di tipi di scrittura; partendo infatti dalla minuscola corsiva latina, utilizzata dal I-II d.C., si svilupparono le cosiddette scritture nazionali (dal VII all' VIII secolo).
Minuscola corsiva latina

Tutte le scritture minuscole sono state identificate per la loro appartenenza geografica o per essere state utilizzate da un determinato scriptorium. Le più importanti furono:
L'onciale fu la scrittura dei codici miniati per eccellenza; più indicata per la penna d’oca e la pergamena. Il più antico esempio conosciuto si trova su un papiro del III secolo, contenente un compendio delle opere di Tito Livio;  
Onciale
La semionciale fu stata usata a partire dal III secolo fino alla fine dell'VIII secolo; inizialmente fu adoperata da autori pagani e scrittori romani di giurisprudenza e, a partire dal VI secolo, venne utilizzata per trascrivere testi cristiani in Africa ed in Europa con l'esclusione delle isole britanniche. Raggiunse l'Irlanda nel V secolo e da questa la Gran Bretagna, dove fu usata anche dopo l'VIII secolo, trasformandosi nella scrittura insulare;
Semionciale
La scrittura insulare si sviluppò in Irlanda nel VII secolo e fu usata fino al tardo XIX secolo, anche se il periodo di maggior fioritura fu tra il 600 e l'850. È strettamente collegata con la onciale e la semionciale, che sono le scritture che l'hanno influenzata;
Pagina iniziale del vangelo di Marco dall'Evangeliario di Durrow.

La scrittura detta beneventana o cassinese si sviluppò nel VII secolo, con derivazione dalla minuscola corsiva romana, nell'Italia meridionale. Gli scriptoria più celebri furono quelli di Montecassino e Cava de' Tirreni (Salerno), nei quali fu sviluppata. Si presenta ordinata, regolarissima, con molte legature che danno l'impressione di una linea continua, strutturata in brevi aste verticali e spezzate. Rimase in uso fino al XIII secolo, decadendo ad opera di Federico II;

Beneventana


La merovingica nacque in Francia (così detta dalla dinastia dei re Merovingi); la scrittura minuscola fu piuttosto una scrittura documentaria e solo più tardi divenne anche libraria. In essa è notevole l'influsso della scrittura semionciale e si presenta in parecchie varianti; il suo impiego in Francia durò dal VI all'VIlI secolo, cioè fino alla riforma di Carlo Magno, con la quale apparve la scrittura carolina;

Esempio di scrittura di Luxeuil dal Lezionario di Luxeuil (merovingica)

La visigotica (dalla popolazione dei Visigoti). Fu una scrittura minuscola libraria, usata in Spagna dall'VIlI al XII secolo; anch'essa deriva dalla minuscola corsiva romana e presenta influenze evidenti della onciale e della semionciale. Cacciati i Mori (778) ad opera dei Franchi, da questi venne introdotta la scrittura carolina, che assunse importanza tale da divenire lo stile nazionale;
Alfabeto Visigotico
La minuscola carolina, o scrittura di cancelleria, è uno stile di scrittura creato durante il regno di Carlo Magno nei secoli VIII e IX. Fu utilizzata per la prima volta nel monastero benedettino di Corbie, trasformando la minuscola corsiva, allora usata dai notai in varie versioni regionali, in una nuova scrittura, caratterizzata da una forma regolare delle singole lettere e dall'eliminazione delle legature e delle abbreviazioni. Fu prima adottata dai grandi monasteri per la trascrizione delle sacre scritture, poi fu insegnata nelle scuole vescovili e monastiche e quindi utilizzata dalle pubbliche amministrazioni per tutti gli atti ufficiali;
Minuscola Carolina
La scrittura gotica minuscola libraria (dal XI-XII fino al XIV sec.) fu il tipo più comune delle lettere "gotiche"; essa presenta, oltre all'angolosità caratteristica, le aste molto pesanti, che cambiano bruscamente direzione, ed i trattini delle lettere d'inizio o d'unione, molto sottili, che creano un forte contrasto con le aste. Sviluppo «calligrafico» ebbe invece nei manoscritti liturgici e nei codici solenni, con lettere molto grandi, massicce, rigide, di una regolarità quasi geometrica, con abbondanti legature ed un tratteggio assai pesante; questo tipo di scrittura venne chiamata «lettera da messale» o «textur»;
Gotica minuscola

 Coloro che scrivevano erano prettamente i monaci. Essi utilizzavano una penna d'oca, un raschietto per cancellare e tagliare, ed infine gli inchiostri fatti con ricette segrete e con prodotti naturali. I testi erano scritti con inchiostro scuro e i titoli in rosso, pertanto nei manoscritti importanti la lettera iniziale era scritta in modo molto grande per contenere scene religiose o di vita quotidiana. Erano eseguite in maniera particolare e così chiamate "miniature", di cui la sostanza colorante maggiormente usata era il minio che era di un rosso brillante.
Nei conventi si produssero soprattutto codici, cioè libri di grandi dimensioni, composti da fogli piegati in due e cuciti insieme, questi sostituirono le pergamene per un utilizzo più comodo e più semplice. L'arte di copiare i codici fu tramandata anche in oriente prima ai bizantini e poi agli arabi.
Copisti al lavoro di trascrizione



1 commento:

  1. Bella Scrittura - scriptorium di scrittura medievale26 aprile 2016 17:36

    La calligrafia medievale si sposa a meraviglia con i mercati storici, con i banchi artigianali nelle rievocazioni storiche e con i contesti filologicamente più curati nelle manifestazioni medievali e rinascimentali. Per questo è nato il progetto Bella Scrittura e calligrafia medievale: un banco artigianale di scrittura medievale per rievocazioni medievali e rinascimentali. In questo scriptorium dove si pratica calligrafia, pensato per performance calligrafiche in mercati medievali, rievocazioni storiche, manifestazioni in costume, giostre e palii, effettuo dimostrazioni di scrittura medioevale e rinascimentale con diversi caratteri storici, dal gotico textura al fraktur, dall’onciale all’italico, dal capitale romano al corsivo inglese ad altri a scelta dei visitatori. Per la calligrafia medievale che propongo utilizzo pennini tronchi e flessibili di diverse misure, inchiostri naturali, chine di molti colori, carte pregiate e pergamene; realizzo anche elaborati su commissione su carte decorate. Ovviamente, il tutto, in costume storico.

    Con lo scriptorium medievale proposto partecipo già, da anni, come mestierante artigiano amanuense a rievocazioni storiche nelle Marche, in Umbria, in Toscana, in Emilia, in Lazio e in altre regioni della penisola. Questo tipo di attrazione artigiana è molto apprezzata nei mercati medievali e nelle manifestazioni medievali e rinascimentali: ancora poco conosciuta ma sicuramente originale, dona un tocco di cura all’organizzazione delle rievocazioni storiche grazie all’interazione con il pubblico che sceglie cosa scrivere e si porta a casa una piccola opera d’arte e un bel souvenir.

    Chi volesse maggiori informazioni sullo scriptorium, su come integrarlo nella propria manifestazione, sulle attività svolte in questa postazione artigiana o sulle iniziative di scrittura collaterali al progetto Bella Scrittura, può trovare tutto sul sito http://www.bellascrittura.eu. Molti altri dettagli di varia e correlata natura anche nella pagina facebook Bella Scrittura. Cliccate mi piace per non perdervi gli aggiornamenti.

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