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Tristram Shandy appunti, Appunti di Letteratura Inglese. Università di Roma La Sapienza

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Appunti, analisi e suggerimenti sul Tristram Shandy
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L. Sterne, Tristram Shandy : appunti e suggerimenti

[ i riferimenti sono all’edizione M. and J. New, Penguin Books 2003, abbreviata in TS ]

I. Appunti

I.1. Divertimento tipografico

«These little books [written] against the spleen» (IV.xxii): sono cinque in tutto, di circa 18 x 9 cm., pubblicati nell’arco di nove anni e suddivisi in nove volumi:

La cronologia è tanto quella dell’autore Sterne che del protagonista-narratore Tristram – tempo

della narrazione destinato a divaricarsi sempre più da quello della vita, perché la vita vissuta corre

più velocemente di quella narrata: vedi i riferimenti al presente in I.xviii (9 marzo 1759), I.xxi (26

marzo 1759), V.xvii (10 agosto 1761), IX.i (12 agosto 1766).

Nel formato originale la pagina è di agile lettura, con al più 21 righe e 200 parole; ma non si

fa trasparente come fosse una finestra che dà sul mondo della storia: è da vedere, oltre che da

leggere.

Due pagine sono a lutto (I.xii) per la morte di un personaggio, e due marmorizzate

(III.xxxvi) a emblema dell’opera; una pagina è lasciata bianca (VI.xxxviii) perché il lettore vi

descriva a suo piacimento una bellezza femminile; altre pagine riportano grafici (VI.xl) e un

disegno (IX.iv); dieci pagine sono saltate, perché il relativo capitolo (IV.xxiii…xxv) era riuscito

troppo bene e avrebbe fatto sfigurate tutto il resto; due capitoli sono fuori posto (IX.xviii-xix, dopo

xxv), riprodotti nell’ordine in cui sono stati scritti, perché il mondo impari che bisogna lasciare che

ognuno racconti la propria storia a proprio modo.

E poi trattini di varia lunghezza, asterischi, note dotte sparse qua e là, alcune delle quali a

correzione del protagonista-narratore (II.xix, IX.xxvi).

E i capitoli: partizioni non tacite ma continuamente dichiarate del discorso scritto, sono di

tutte le misure, da una sola frase (IV.v, VI.xv, IX.ix, xxvii) in su; possono aprirsi anche nel mezzo

2 Tristram Shandy : appunti e suggerimenti gb 2009

dicembre 1759 I-II gennaio 1761 III-IV gennaio 1762 V-VI gennaio 1765 VII-VIII gennaio 1767 IX

di una frase (II.xv), e contenere un numero di capoversi pari alla loro numerazione (VII.vii,

VIII.viii: il primo contiene anche sette personaggi parlanti, una coppia dei quali è chiamata ‘sei e

uno’, dal gioco dei dadi); possono essere luoghi in cui le cose accadono (III.xi «the door hastily

opening in the next chapter but one») o dove aspettare una lettrice disattenta mandata nel capitolo

precedente a rileggerselo (I.xx) o cose da espungere in una seconda edizione se la dedica messa in

vendita troverà un acquirente (I.ix) o cose da ricominciare perché si perde il filo del discorso

(VI.xxxiii-xxxiv) o cose da dedicare ad argomenti vari (elencati in IV.ix chances, knots, whiskers,

wishes, noses, e naturalmente un capitolo sui capitoli (IV.x); ma anche chamber-maids, pishes,

button-holes, sleep).

I.2. «Sir», «Madam» – il lettore nella narrazione

Tristram, il protagonista-narratore, ha appena narrato il primo episodio – e primo disastro – della sua

vita (I.i-iv) e s’appresta a raccontare il secondo, anche più disastroso, quando sente la necessità di

appellarsi al lettore perché porti pazienza e lo lasci raccontare a modo suo (I.vi).

E il modo è idiosincratico. Il primo capitolo è fatto di un lungo capoverso con le

recriminazioni di Tristram contro i genitori che non sono stati attenti a quello che facevano, e un

breve capoverso con due scambi dialogici – tra madre e padre, e, non dichiarati, tra lettore-

interlocutore e narratore. Il secondo dialogo continua nel capitolo ii, dove la narrazione riprende

sotto forma di conversazione con il narratore-interlocutore che spiega i danni derivati

dall’interruzione all’HOMUNCULUS (in maiuscolo per l’importanza). Il capitolo iii dichiara la

fonte dell’informazione sull’attività interrotta (lo zio Toby). E il capitolo iv, dopo un secondo

scambio con i lettori-interlocutori – alcuni dei quali evidentemente lasciano la sala – dà infine la

spiegazione sulla natura dell’attività e la ragione dell’interruzione, chiudendosi con un terzo

scambio con una lettrice-interlocutrice.

Nel corso dei quattro capitoli (14 pagine nell’edizione originale in ottavo; 4 o 5 in

un’edizione moderna) Tristram ha modo di tirare in ballo le teorie mediche (più o meno attuali) sugli

umori, gli spiriti animali e l’homunculus; di citare Cicerone e Pufendorf sui diritti del concepito, il

Pilgrim’s Progress e Montaigne sulla fortuna dei libri, Orazio sulle regole narrative e Locke sulla

teoria dell’associazione di idee.

Il lettore chiamato in causa in I.vi fa dunque già parte della narrazione, che ha anche

l’andamento della conversazione (e la scrittura, dirà poi Tristram in II.xi, essendo solo un altro

nome della conversazione, deve lasciare al lettore la sua parte della storia da immaginare – incluse

le presupposizioni sbagliate).

La pazienza chiesta al lettore riguarda il modo non lineare del racconto e le dilazioni

digressive. E riguarda anche il gioco dei rimandi dotti.

In I.xx una lettrice disattenta è mandata a rileggersi il capitolo precedente e viene aspettata

finché non ritorna per essere interrogata. In I.xviii Tristram discute con una lettrice sulla natura del

suo rapporto con Jenny; e in I.xix deve perorare con un lettore di cui ha colto uno sguardo di

disapprovazione della teoria paterna dei nomi propri. In III.xxiii il narratore chiede consiglio ai

lettori-interlocutori su come continuare il racconto e riceve due pareri contrastanti. All’inizio di

IV.xxv Tristram risponde all’osservazione, non riportata, di un lettore che deve aver rilevato la

mancanza di un capitolo. Mentre un intervento del lettore-scrittore è previsto in VII.xxxvii, dove

Tristram lascia uno spazio bianco se il lettore vuole aggiungere una sua imprecazione, e soprattutto

in VI.xxxviii, dove un’intera pagina è lasciata bianca perché il lettore vi descriva a suo piacimento

la vedova Wadman.

La scrittura è solo un altro nome della conversazione, enuncia Tristram in II.xi: come nessun

singolo interlocutore può dire tutto, così uno scrittore non può presumere di pensare tutto e deve

lasciare metà della materia all’immaginazione del lettore.

I.3. Sequenze narrative

I.1. Il concepimento (I.i-iv): •recriminazioni di Tristram contro i genitori

e scambio dialogico tra madre e padre, e tra lettore e narratore (I.i) •dialogo con il lettore

e spiegazione dei danni derivati dall’interruzione (I.ii) •fonte dell’informazione sull’attività interrotta (I.iii, zio Toby) •alcuni lettori-interlocutori lasciano la sala

spiegazione sulla natura dell’attività e la ragione dell’interruzione •scambio con una lettrice-interlocutrice (I.iv).

Commenti, digressioni, altro: teoria degli umori, gli spiriti animali, l’homunculus (I.i-ii); Cicerone e Pufendorf sui diritti del concepito (I.ii); il Pilgrim’s Progress e Montaigne sulla fortuna dei libri (I.iv); Orazio sulle regole narrative (I.iv); Locke sulla teoria dell’associazione di idee (I.iv).

I.2. La nascita 1 (la levatrice, I.vii – II.vi): (I.iv-v) ― concepito in marzo e nato il 5 novembre 1718

•presentazione della levatrice (I.vii) la moglie del parroco (I.vii) presentazione del parroco (I.x-xii) ― morto c. 10 anni fa (1748 o 1749)

Cervantes e Shakespeare •fine presentazione della levatrice (I.xiii) •contratto di matrimonio della madre (I.xiv-xv)

falsa gravidanza (I.xvi-xvii) ― settembre 1717 la levatrice e l’ostetrico (I.xviii)

•nomi di battesimo (I.xix) •conversazione interrotta tra il padre e lo zio Toby (I.xxi)

presentazione dello zio Toby (I.xxi-II.v) ― ferito a Namur (1695) modestia acquisita e zia Dinah mappe libri di architettura militare fortificazioni in scala

•ripresa della conversazione chiamata di levatrice e ostetrico (II.vi)

Commenti, digressioni, altro: Don Chisciotte e Amleto (I.x-xi) pagine in nero (I.xii) dialogo con una lettrice disattenta (I.xx) dedica messa in vendita (I.ix) necessità delle deviazioni dalla linea retta (I.xiv) digressione sulle digressioni (I.xxii) Locke su oscurità delle idee e uso incostante delle parole (II.ii)

3.3 La nascita 2 (il Dr. Slop, II.vii – III.xxvii): •arrivo del Dr. Slop (II.viii)

dopo 1 ora e mezza di lettura ma 2 minuti e 13 secondi di tempo d’orologio

•tozzo, grasso, sgraziato, inzaccherato, e papista (II.ix) •libro di Stevinus, carro a vela, sermone

Trim legge il sermone sulla coscienza (II.xvii) •teoria di Walter Shandy sulla sede dell’anima (fine Vol. II e Book 1) •nodi e maledizioni del Dr. Slop (con Lillabullero di zio Toby) (III.vii-xii)

Tristram critica i suoi critici (III.xii) •la levatrice richiede l’intervento del Dr. Slop (III.xiii,xvii) il

Dr. Slop mostra l’uso del suo forcipe (III.xvi) •sono passate 2 ore e 10 minuti dall’arrivo del Dr. Slop (III.xviii)

Locke sull’idea di tempo e durata •Walter e Toby si addormentano (III.xx)

Tristram scrive la Prefazione •il cigolio della porta sveglia Walter e Toby

Trim riferisce che il Dr. Slop è in cucina a fare un ‘ponte’ (III.xxiii) analessi sul ponte levatoio di zio Toby (III.xxiv-xxv) il naso di Tristram (III.xxvii)

Commenti, digressioni, altro: descrizioni

postura di Trim (II.xvii) [ v. incisione da Hogarth ] postura di Walter Shandy (III.ii-v)

analessi ponte levatoio (III.xxiii-xxv)

ripetizioni (o riprese) “what prodigious armies we had in Flanders” (II.xviii, III.i,ii,vi)

inserti sermone (II.xvii) maledizione con testo a fronte (III.x)

prefazione (III.xx)

4. La nascita 3 (sui nasi III.xxviii – IV. xiii) •Walter Shandy accasciato sul letto (III.xxix) •analessi e digressione sui nasi

il naso del bisnonno e il vitalizio della bisnonna (III.xxxi-xxxii) le fortune della famiglia dipendono dalla grandezza del naso (III.xxxiii) libri sui grandi nasi:

Erasmo (III.xxxvi-xxxvii) Slawkenbergius (III.xxxviii – IV.i)

•Walter Shandy accasciato sul letto: un’ora e mezzo (IV.ii) si rialza e disquisisce sulle capacità di ripresa della mente (IV.vi-vii)

compensare il danno al naso con il nome di battesimo (IV.viii) •Walter e Toby scendono le scale (IV.ix-

xii) sul caso (IV.ix) Trismegistus: re, legislatore, filosofo, sacerdote – e ingegnere (IV.xi)

•cala il sipario sul primo giorno di vita (IV.xiii) Tristram paga un portatore di portantina perché gli porti un critico a giornata

commento metanarrativo su tempo del racconto e tempo della storia dialogo fra Tristram e il critico sulla chiusa dell’episodio

Commenti, digressioni, altro: Rabelais (III.xxxii *, xxxvi **) pagina marmorizzata (III.xxxvi) racconto inserito (IV.0) commento su postura (attitude), pittura e teatro (IV.vii) commento metanarrativo: un anno e quattro volumi per un giorno (IV.xiii) condurre due vite – quella vissuta e quella narrata

* l’isola di Ennasin [ snasati ], nasi a forma di asso di fiori (Gargantua IV.ix) ** la puledra di Tappecoue [ Batticoda, Tickletoby ] (Gargantua IV.xiii)

5. Il battesimo (IV.xiv – IV.xxxii) •Trismesgistus, Tristram-gistus, Tristram (IV.xiv-xvi) •reazione di Walter Shandy

passeggiata allo stagno (IV.xvii) equivoci tra Trim e zio Toby (IV.xviii) [vacca nelle fortificazioni III.xxxviii] lamentazione (IV.xix)

•tentativo di annullamento del battesimo (IV.xxiii-xxx)

pranzo di canonisti (IV.xxv-xxx) la caldarrosta (IV.xxvii-xxviii) cause di nullità (IV.xxix) non consanguineità della madre

•lascito della zia Dinah (IV.xxxi) progetti di Walter e morte di Bobby, grand tour

•commento metanarrativo e congedo fino all’anno prossimo (IV.xxxii) (fine Vol. IV e Book 2)

Commenti, digressioni, altro: capitolo sul sonno (IV.xv) aneddoto su Francesco I di Francia (IV.xxi)

«little books […] against the spleen» (IV.xxii) capitolo e dieci pagine mancanti (IV.xxiii, xxv) la paginazione

salta da 146 a 156 con numerazione pari della pagina destra fino a fine volume

commento metanarrativo (IV.xxxii) Vita e Opinioni iniziano ora boccone prelibato: campagne e amori dello zio Toby («so Cervantick a cast») Shandeism (funzione terapeutica del riso, come il Pantagruelismo di Rabelais) regno di Sancho («a kingdom of hearty laughing subjects»)

congedo: “a meno che questa tosse […]”

6. La notizia della morte di Bobby (V.ii-xv) •salotto: come Walter elabora il lutto (V.ii-iv)

intento a calcolare le spese del grand tour di Bobby (V.ii) Obadiah consegna una lettera e zio Toby la legge piacere dell’eloquenza = 10, dolore per un disgrazia = 5 (V.iii) luoghi comuni e luoghi letterari sulla morte modi di morte (V.iii-iv)

•corridoio: Mrs Shandy origlia alla porta socchiusa [ l’Arrotino degli Uffizi ] (V.v) •cucina: la macchina familiare – salotto e cucina in parallelo (V.vi)

l’eloquenza dotta di Walter e quella naturale di Trim a confronto Obadiah dà la notizia (V.vii) Susannah e il guardaroba di Mrs Shandy

Locke, Essay III.ix, “Of the Imperfection of Words” la sguattera il cocchiere Trim, postura del sermone (II.xvii), bastone e cappello (V.vii-x)

efficacia della comunicazione visiva (replay del discorso) - corridoio e salotto (V.xi-xiv)

modi di morte (V.xii € V.iv) Walter e Socrate “tre figli” [ Walter recita dall’Apologia di Socrate ] (V.xiii-xiv)

- fine dell’atto: epilogo musicale (V.xv)

Commenti, digressioni, altro: capitolo sui baffi (V.i)

come una parola innocua assume doppio senso osceno si esenta dal capitolo sulle cameriere e le asole (V.viii)

e offre quello su cameriere, vestaglie e cappelli

La notizia della morte di Bobby: story-lines e sottosequenze narrative

a b c d e

salotto 5.2 - 4 5.13 - 14 corridoio 5.5 5.11 - 12 cucina 5.6 - 10

Le azioni in salotto e cucina sono contemporanee; il racconto fa perno sulla figura immobile di Mrs Shandy nel corridoio per passare dal salotto alla cucina, e viceversa.

7. La Tristrapaedia e la finestra scorrevole 1 (V.xvi-xxix) •Walter inizia a comporre la Tristrapaedia

(V.xvi) dopo tre anni è solo a metà e ogni giorno una o due pagine diventano irrilevanti

•la finestra scorrevole (V.xvii – VI.xiv) ― Tristram ha 5 anni (1723) «**** *** ** *** ******» (V.xvii) Susannah si rifugia a casa di zio Toby (V.xviii)

analessi sulle fortificazioni di zio Toby (V.xix) zio Toby e Trim vanno ad assumersi la responsabilità (V.xx-xxiii)

grida di Tristram (V.xxvi) accorre la madre, viene informato il padre reazione di Walter (V.xxvii)

de sede vel subjecto circumcisionis Walter, i ‘riti religiosi’, l’astrologia (V.xxviii-xxix)

Yorick e i ‘teologi polemisti’

Commenti, digressioni, altro: teoria di Giovanni della Casa (V.xvi)

i primi pensieri che vengono a uno scrittore sono tentazione del diavolo capitolo della Tristrapaedia sulle finestre scorrevoli (V.xxvi)

“l’ho scritto io” Yorick legge Rabelais libro I.xxxv (V.xxix)

satira della ‘teologia polemista’ del Settecento

La finestra scorrevole: story-lines e sottosequenze narrative

a b1 b2 c

Susannah 5.18 - 23 finestra 5.17 5.28 - 29

Tristram 5.26 – 27

Dopo l’incidente (a) la storia si biforca in due azioni contemporanee, b1 e b2, che confluiscono in c.

8. La Tristrapaedia e la finestra scorrevole 2 (V.xxx – VI.ii) •Walter legge la Tristrapaedia a Yorick, Toby e Trim (V.xxx –

VI.ii) sull’origine della società: Esiodo (V.xxxi-xxxii)

scrivere sazio e digiuno (VI.xvii) L’educazi one di Tristram: story-lines

e sottosequenze narrative

Le sequenze 7, 8 e 9 – che si potrebbero chiamare l’educazione di Tristram – hanno due story-lines principali che si alternano e confluiscono: b F 0 A E c: i personaggi di b (Toby, Yorick e Trim venuti ad assumersi la responsabilità per l’incidente della finestra) confluiscono in c (Walter legge la Tristrapaedia); d F 0 A E e: il Dr. Slop, venuto a medicare Tristram, partecipa alla discussione sulla Tristrapaedia.

10. Campagne e amori di zio Toby (VI.xxi-xxxix) [ ripresa di I.xxi-II.v ] •gli assedi della Guerra di successione spagnola ―

1701-1713 giornale e vanga (VI.xxii) ponti levatoi, garitta poligono con case e chiesa, cannoni (VI.xxiii)

a b c d e f g h i

Tristrapaedia 5.16 5.30 - 38 5.40 - 6.2 finestra 5.17 - 29 5.39 6.3 - 4 6.14 precettore 6.5 - 13 breeching 6.15 - 20

sbuffo di fumo dei cannoni (VI.xxvi-xxviii) pace di Utrecht (maggio 1713) (VI.xxxi) orazione apologetica (VI.xxxii)

propensione per la guerra F 0B 9 crudeltà e insensibilità se non natura, necessità imposta da principi di libertà e onore

guerra = ‘riunione di persone tranquille e innocue, spade in mano, per tenere a bada gli ambiziosi e i turbolenti’

le sue guerre in miniatura rispondono ai fini della creazione •innamoramento (VI.xxxvi-xxxix)

la vedova Wadman: pagina bianca (VI.xxxviii) da Bridget a Susannah a Mrs Shandy: 15 giorni prima (VI.xxxix)

•commento metanarrativo: grafici (VI.xl) (fine Vol. VI e Book 3)

Commenti, digressioni, altro: prolessi sulla morte di Trim e sul funerale di zio Toby (VI.xxv) pagina bianca (VI.xxxviii) commento metanarrativo: grafici (VI.xl)

11. Viaggio in Francia (VII.i-xliii) ― 1762 «digression or parenthesis» (VII.xliii)

•giustificazione del ritardo (VII.i): due volumi all’anno per quarant’anni [ I.xiv, xxii; IV.xxxii ] «vile cough» «DEATH himself knocked at my door»: fuga dalla morte

•percorso: Calais-Parigi-Lione: in carrozza (da solo da Boulogne VII.vii) Lione-Avignone: per fiume (Rodano) Avignone-Tolosa: a dorso di mulo

•satira dei libri di viaggio: Addison e la cartella di libri di scuola (VII.iv) capitolo di seconda mano su Calais (VII.v) pretesa di capire un paese in 3 giorni e 2 notti (VII.xix)

•incidenti e frustrazioni: mal di mare (VII.ii) morire in una locanda ma non in quella di Abbeville (VII.xii) Ailly au clochers: niente scampanii (VII.xv) Lione: carrozza fracassata (VII.xxix) brache sbregate (VII.xxxii)

lasciate ai critici perdita degli appunti di viaggio (VII.xxxvii-xxxviii) ― 8 settembre Lione: orologio rotto, biblioteca chiusa, tomba inesistente (VII.xxxix-xl)

- satira anti-francese: sui postiglioni francesi: frequenti fermate (VII.viii) continui pagamenti alle stazioni di posta (VII.xvi) «so this is Paris» (VII.xvii)

sporca, buia, tante botteghe di cuochi maltrattamento degli animali (VII.xx) badessa di Andoüillets (VII.xxi-xxv) le imposte del re (VII.xxxiii-xxxv) ― Pace di Parigi, febbraio 1763

‘tassa sulla volubilità’

«England! Thou land of liberty» - incontri femminili:

«ma chere fille» a Boulogne (VII.vii) «as rosy as the morning»

Janatone a Montreuil (VII.ix) bella e civetta, «the principles of change within thy frame»

Nannette nel Languedoc (VII.xliii) «a sun-burnt daughter of Labour» «VIVA LA JOIA»

- ricomincia a scrivere (VII.xliii) «I begun thus―»

Commenti, digressioni, altro: un gioco numerico (VII.vii)

7 capoversi, l’ultimo di 7 parole 7 personaggi che parlano, due sono detti ‘sei e uno’ (gioco dei dadi)

analessi e conflazione di tre momenti: Auxerre (VII.xxvii-xxviii) «two different journeys», tre momenti

12. Amori di zio Toby 1 (VIII.i-xxv) •«It is with LOVE as with CUCKOLDOM―» (VIII.ii,iv) [ VI.xxxix ] •zio Toby ospitato tre notti dalla vedova Wadman (VIII.viii-ix) ― 1701

la camicia da notte (VIII.ix) armistizio di 11 anni [ 12 ? ] (VIII.x)

•attacchi della vedova Wadman: mappe e dita (VIII.xvi-xvii) •demolizione di Dunkirk (VIII.xviii)

storia del re di Boemia (VIII.xix, xxviii) ferita di Trim (battaglia di Landen), amore (VIII.xix-xxii) ) ― 1693 la

vedova Wadman origlia (VIII.xix, xx) •attacco della vedova Wadman: l’occhio (VIII.xxiii-xxv) •zio Toby si confida con Trim

e la vedova Wadman si confida con Bridget (VIII.xxviii-xxviii) il dubbio della vedova Wadman e il piano di Bridget (VIII.xxviii) il piano di Trim (VIII.xxviii-xxx)

Commenti, digressioni, altro: commenti metanarrativi

linee rette (VIII.i) come si comincia un libro

scrivere la prima frase e affidarsi a dio per la seconda (VIII.ii) copie invendute dei voll. V e VI (VIII.vi) alfabeto acrostico dell’amore (VIII.xiii)

13. Walter sull’amore (VIII.xxxi-xxxv) •i due amori (VIII.xxxiii)

razionale e naturale [ Platone, Simposio 180d, e altri ] •lettera di istruzioni sul corteggiamento (VIII.xxxiv)

raccomandarsi a dio rasarsi la testa (per nascondere la calvizie)

10 Tristram Shandy : appunti e suggerimenti gb 2009

brache non troppo strette né troppo larghe parlare a voce bassa (suggestività di ciò che si approssima al silenzio) niente facezie e niente letture tipo Rabelais e Don Chisciotte niente mani che si toccano (per non far sentire il calore della passione) e se la passione perdura:

salassi e dieta adeguata niente carne di capra, cervo, pavone, gru, folaga … bevande a base di verbena, o cetriolo, melone, caprifoglio, lattuga …

•Mr e Mrs Shandy vanno da zio Toby (VIII.xxxv) mentre zio Toby e Trim si preparano per l’attacco

14. Amori di zio Toby 2 (IX.i-xxxiii) •zio Toby e Trim marciano verso la casa della vedova Wadman

esitazioni di zio Toby e gesto di Trim con il bastone (IX.iii-iv) prigionia, libertà, celibato storia di Tom (IX.v-vii)

«negro girl» (IX.vi) zio Toby e Trim tornano indietro (IX.viii)

•Mr e Mrs Shandy osservano (IX.viii-xi) [ parallelo a IX.v-viii ] «it was sacrament day» (IX.xi)

•digressione per bilanciare saggezza e follia (IX.xii-xv) •zio Toby e Trim bussano alla porta della vedova Wadman (IX.xvi-xvii) · [ IX.18 ] •capitoli vuoti (IX.xviii-xix) · [ dopo IX.xxv ] •la risposta di zio Toby (IX.xx) · [ domanda IX.xxvi ]

«see the very place» – «your finger upon the place» •la scelta del marito (IX.xxi-xxiii)

dubbi della vedova Wadman su zio Toby impegno di Bridget di accertare la cosa

•difficoltà narrative e invocazione (IX.xxiv) viaggio in Italia Maria di Moulins

•capitolo xxv scritto prima di 18 e 19 [in caratteri gotici ] •Bridget apre la porta (IX.18-19) €

[ IX.xvii ] dichiarazione d’amore di zio Toby la vedova Wadman parla degli impegni del matrimonio zio Toby si mette a leggere la Bibbia

•la domanda della vedova Wadman (IX.xxvi) € [risposta IX.xx ] indagini (libri di anatomia, Dr. Slop) «whereabouts […] did you receive this sad blow?»

•Trim e Bridget (IX.xxvii-xxix) Trim fa vedere e toccare i due ‘dove’ gesto di Bridget sulla ferita zio Toby

•zio Toby e l’umanità della vedova Wadman (IX.xxx-xxxi)

Commenti, digressioni, altro: «Time wastes too fast» (IX.viii) digressione per bilanciare saggezza e follia (IX.xii-xv) capitoli vuoti e spostati (IX.xviii-xix) difficoltà narrative, malattia, invocazione all’umorismo (IX.xxiv) capitoli vuoti, raccontare a modo proprio (IX.xxv)

La visita di corteggiamento di zio Toby e la domanda della vedova Wadman sono narrate con due divaricazioni e un’inversione di azioni consecutive: i capitoli xviii e xix sono spostati dopo il xxv (18 e 19 in lettere gotiche) e la risposta di zio Toby (xx) è raccontata molto prima della domanda della vedova Wadman (xxvi).

xvii zio Toby e Trim bussano alla porta xviii vuoto xix vuoto xx risposta di zio Toby xxi xxii xxiii xxiv xxv eighteenth Bridget apre; zio Toby si dichiara nineteenth xxvi domanda della vedova Wadman

Digressioni varie, fra cui quella dichiaratamente riempitiva di IX.xii-xv, assicurano l’usuale rallentamento del racconto.

15. Discorso di Walter e motto di Yorick (IX.xxxii-xxxiii) •Walter sull’amore carnale (IX.xxxiii)

riproduzione dell’uomo affidata a una passione degradante •interruzione di Obadiah

(IX.xxxiii) motto finale di Yorick *

* ‘cock and bull’ = storia sconclusionata, che finisce in nulla

Ecco in sintesi le sequenze narrative, distribuite per volume e anno di pubblicazione, e con la cronologia della storia narrata:

pubbl. vol. sequenze narrative cronologia

1759 I concepimento e nascita di Tristram (levatrice) 1718 II nascita di Tristram (levatrice, Dr. Slop)

1761 III nascita di Tristram (Dr. Slop, nasi) IV nascita (nasi) e battesimo di Tristram

1762 V morte di Bobby, Tristrapaedia, incidente della finestra 1723 VI scelta del precettore, storia di Le Fever, breeching di Tristram

campagne e amori di zio Toby 1701-1713

1765 VII viaggio in Francia di Tristram 1762 VIII amori di zio Toby 1713

12 Tristram Shandy : appunti e suggerimenti gb 2009

1767 IX amori di zio Toby

Tristram Shandy : appunti e suggerimenti gb 2009 13

Le due storie maggiori sono la nascita di Tristram e le campagne e gli amori di zio Toby. La prima occupa il blocco conchiuso dei primi quattro volumi; la seconda, avviata in I.xxi-II.v e annunciata

alla fine di IV, è ripresa in VI.xxi e completata in VIII e IX. I volumi V e VI, i più variati

narrativamente, fanno da passaggio dalla prima alla seconda storia; il VII serve a giustificare la

pausa di pubblicazione di tre anni (dovuta a malattia).

Il Tristram Shandy termina dopo aver completato la storia di zio Toby ma lasciando incompleta quella della vita di Tristram. Tristram avrebbe, per esempio, potuto riprendere il

racconto del suo grand tour accennato in VII.xxvii, con il padre come precettore e zio Toby, Trim

e Obadiah al seguito. Ma nessuna aggiunta potrebbe completare il racconto della vita di Tristram,

perché, secondo i suoi calcoli (IV.xiii), la vita narrata resta sempre più indietro rispetto a quella

vissuta – e il racconto può solo interrompersi, non concludersi.

I.4. «a small circle described upon the circle of the great world» (I.vii)

Il grosso degli avvenimenti del Tristram Shandy sono scene di interni, che si svolgono fra le pareti

e le siepi domestiche in un angolo appartato della campagna inglese.

Ritiratisi dalla vita attiva, Walter e Toby Shandy si dedicano alla loro passione dominante

(hobby-horse), e nelle loro tenute di campagna spaziano nei mondi del sapere e della guerra. Così

Walter nel discorso sulla morte di Bobby visita varie città del medio oriente (V.iii) e poi

nell’incidente della finestra considera i costumi di vari popoli antichi (VI.xxvii); mentre zio Toby,

finito lo smantellamento di Dunkirk nel 1713 e dimenticato lo shock della vedova Wadman, lo

ritroviamo impegnato nell’assedio di Messina del 1719 (III.xx, xxii).

È il trionfo della vita privata, che si può dispiegare nelle forme più idiosincratiche e bizzarre

al riparo delle libertà civili garantite «in this land of liberty» (II.xvii, VII.xxxiv).

La parrocchia di Yorick

Le due tenute confinanti di Walter (Shandy-Hall) e Toby – a cui si aggiunge quella della vedova

Wadman – sono in un villaggio dello Yorkshire, in una parrocchia percorsa dalla doppia figura

macilenta di Yorick e del suo ronzino. La chiesa è in vista delle due case (VI.xxxiv, IX.xi); ed è da

Yorick che viene la norma alla base di questo piccolo mondo all’interno di quello nazionale più

grande: religione rivelata e ragione (il sermone di II.xvii) contro l’arbitrio soggettivo delle sètte

protestanti e l’autoritarismo dogmatico e inquisizionale della chiesa cattolica (rappresentata dal

personaggio caricaturale del Dr. Slop); e wit and humour contro la gravità seriosa che è ‘manto di

ignoranza e follia’ e ‘portamento misterioso del corpo per coprire i difetti della mente’ (I.xi).

Walter Shandy

Walter è l’uomo di sapere o filosofo che deve avere una teoria per ogni cosa che fa o che accade –

ed egli vede le cose da un punto di vista diverso da quello di tutti gli altri uomini (II.xix, VI.xxiv). Il

suo è un sapere erudito, in buona parte obsoleto, fatto di opinioni e dispute (non sperimentale come

quello illuminista), e perciò retorico, argomentativo: ed è dall’eloquenza che egli ricava il maggior

piacere. Con le sue ‘ipotesi’ egli crocifigge la verità come nessun altro (IX.xxxii), e in tutto quello

che fa Walter è un filosofo frustrato. Ma è anche imprevedibile nella sua singolarità (V.xxiv) e

nell’incidente della finestra trova rassicurazione nel suo sapere erudito.

Zio Toby e Trim

Sono le difficoltà linguistiche che portano zio Toby a sviluppare i suoi giochi di guerra, che egli

pratica con la stessa serietà che Walter mette nelle sue teorie – sono una partecipazione vicaria alla

guerra, un modo di continuare la sua carriera di soldato interrotta dalla ferita.

Quando zio Toby è tra le fortificazioni in scala nel suo giardino è come se fosse sul campo

di battaglia della Guerra di Successione Spagnola: ‘finita la demolizione,’ dice al caporale Trim in

VI.xxxiv, ‘ci imbarcheremo per l’Inghilterra.’ – ‘Siamo là,’ risponde Trim, e zio Toby guarda verso

la chiesa.

Walter gli obietta che le sue operazioni militari sono al di sopra delle sue possibilità

economiche, ma zio Toby risponde serafico che non importa – è per il bene della nazione (III.xxii).

E chiude la sua orazione apologetica contro la pace di Utrecht e a favore della continuazione della

guerra rivendicando che gli assedi riprodotti nel suo giardino sono fatti nella consapevolezza che

essi rispondono ai ‘grandi fini della nostra creazione’ – la guerra essendo secondo zio Toby una

‘riunione di persone tranquille e innocue, spade in mano, per tenere a bada gli ambiziosi e i

turbolenti’ (VI.xxxii).

Zio Toby include nella natura provvidenziale dei suoi giochi di guerra anche il caporale

Trim, che infatti li ha ispirati e in cui è indispensabile compagno. Trim è anche il suo confidente

negli amori con la vedova Wadman, in quanto esperto di donne (lo rivela la sua intraprendenza con

Bridget) e dotato di un’eloquenza naturale che compensa l’inarticolatezza di zio Toby – e fa da

contrasto con l’oratoria dotta ma autoreferenziale di Walter. L’eloquenza di Trim è fatta di postura

(II.xvii, V.vii), parole e gesti (V.vii, IX.iv): l’efficacia del suo discorso sulla morte di Bobby è

registrata dalla commozione di Susannah, mentre il ghirigoro con il bastone vale più di un intero

discorso sulla libertà (dall’Inquisizione e dal matrimonio).

Quando Tristram prega il lettore di non credere che nel personaggio di zio Toby egli abbia

inteso caratterizzare il militarismo del suo paese, «the militiating spirits of my country» (IV.xxii),

siamo indotti a pensare che forse proprio questo è l’intento di Sterne (in VI.xxii Walter osserva che,

se non fossero fatti da Toby, quei giochi di guerra sarebbero considerati come una satira su Luigi

XIV).

In un saggio del 1752, “Of the Balance of Power”, il filosofo David Hume lodava l’ardore

bellico degli inglesi nel combattere contro potenze ambiziose come la Francia, ma ne criticava

anche gli eccessi:

Our wars with France have always begun with justice, and even perhaps from necessity, but have always

been too far pushed, from obstinacy and passion.

In zio Toby si può intravvedere questa coazione nazionale alla guerra. Il Tristram Shandy cominciò

a uscire quando era in corso un’altra accanita guerra con la Francia, quella dei Sette Anni (1756-

1763; un riferimento alla sua conclusione è in VII.xxxv), che suscitava entusiasmi patriottici ma

anche critiche per i suoi costi economici e umani. Quella guerra stava fruttando all’Inghilterra

l’acquisto di un vasto impero coloniale, dall’India al Canada; e questo espansionismo si

accompagnava con l’immagine di un’Inghilterra vittoriosa sui nemici e misericordiosa con i vinti e

i colonizzati – militarismo e benevolenza, insomma (non ‘pacifismo e benevolenza’).

La benevolenza universale è un tratto originario di zio Toby (II.xii), così come la sua

passione per le armi è una propensione di natura (VI.xxxii). Ed è affidata a zio Toby la registrazione

del lato brutale del colonialismo, nei suoi commenti sulla «poor negro girl» di IX.vi. Si può

ricordare che la pace di Utrecht del 1713 aveva assicurato all’Inghilterra trent’anni di monopolio

(asiento) della tratta degli schiavi tra Africa e America.

Tristram

È un hobby-horse anche il progetto di Tristram di impiegare la sua vita (I.xxii) a narrare la sua vita

e le sue opinioni, e farlo in modo idiosincratico – ed è questo modo, con continue deviazioni dalla

linea retta del tempo cronologico, a rendere impossibile il progetto, che resta un frammento.

Leitmotiv sono le disgrazie di cui lo ha bersagliato la fortuna (I.v, VII.xxix): non grandi mali

che avrebbero potuto dargli statura tragica, ma piccoli mali che lo rendono ridicolo; a cui si

aggiunge la malattia (consunzione) che lo spinge alla fuga del volume VII e che lo affligge nei

volumi VIII.vi e IX.xxiv. Il racconto ha perciò valore terapeutico, come i giochi di guerra di zio

Toby: la terapia del riso, di quello Shandeism “che apre cuore e polmoni, fa circolare liberamente

sangue e altri fluidi corporei e fa girare a lungo e allegramente la ruota della vita” (IV.xxxii).

La vita narrata è risarcimento della vita vissuta, e Tristram ci mette più tempo per narrare

che per vivere, e quindi non riuscirà mai a ‘raggiungere se stesso’ nel presente (IV.xiii). Ma la

dilatazione del tempo narrativo non è solo comica incompetenza: è anche deliberata dilatazione del

tempo soggettivo, quello che Locke fa dipendere dalla successione di idee nella mente (II.viii,

III.xviii). Se il tempo della vita vissuta ‘si consuma velocemente’ (IX.viii) per la ‘consunzione’ da

cui è affetto Tristram, il tempo narrato può essere regolato a piacere – e la vita narrata allungata

soggettivamente.

Erudito come il padre, e come il padre imprevedibile per come vede e fa le cose («I do all

things out of all rule», IV.x), Tristram è menomato nel corpo come lo zio, di cui condivide anche la

benevolenza (II.xii), mentre con Yorick condivide wit e humour e l’avversione per la gravità (la

linea retta di VI.xl) – e la tosse consuntiva.

Personaggi femminili

Tristram non prende niente dalla madre, perché le donne di casa Shandy non hanno carattere (I.xxi).

La Poco-curante (VI-xx) Mrs Shandy è indifferente a come vengono fatte le cose, non propone, non

fa domande, è incapace di conversazione; e il misogino Walter, per il quale l’amore carnale è una

passione che va curata (VIII.xxxiii-xxxiv), trova mortificante che le necessità di procreazione

accoppiano la persona saggia e quella sciocca, come dice rivolgendosi alla moglie (IX.xxxiii).

Se il filosofo e oratore Walter è incongruamente accoppiato all’ininquisitiva Mrs Shandy,

non meno incongruo è l’accoppiamento minacciato al virginale zio Toby, che è ignaro di donne

(II.vii) e ha avuto in retaggio dalla ferita un’estrema modestia o pudicizia (I.xxi): la vedova

Wadman, che lo mette sotto assedio, vuole rifarsi di lunghi anni di sciatica e vedovanza (IX.xxvi).

Tristram fa ripetuti riferimenti a una mai definita «dear, dear Jenny» – amica, confidente,

amante. Il viaggio in Francia lo rivela sensibile alla bellezza femminile e alla seduzione dell’amore,

che però non accoglie – perché nella sua fuga dalla morte egli vede in quella bellezza la transitorietà

della vita (VI.ix).

Prima di interrompersi con lo sfogo di Walter e la storia del toro, il racconto di Tristram

evoca un’ultima figura di donna, Maria di Moulins (IX.xxiv), la cui innocenza è preservata dalla

pazzia causata dai torti del mondo: è l’antitesi della vedova Wadman e l’equivalente femminile del

virginale zio Toby.

I.5. Nato il 5 novembre

La lettura del sermone sulla coscienza in II.xvii fa affiorare un fondo di serietà nell’anarchica e

ribalda comicità del Tristram Shandy. Il tema del sermone è che la coscienza individuale da sola

non è affidabile ma deve essere supportata da moralità, religione (rivelata, cioè Scritture) e ragione.

Viene letto mentre Tristram sta per nascere, e la satira anti-cattolica che gli fa da accompagnamento

nella figura caricaturale del ‘papista’ Dr. Slop segnala che la data della nascita non è casuale. In

quel giorno nelle chiese anglicane si commemorava il Gunpowder plot (Congiura delle polveri) del

5 novembre 1605, quando estremisti cattolici avevano progettato di far saltare in aria re e

parlamento: si commemorava cioè lo scampato asservimento a Roma.

Ma il 5 novembre (1688) era anche il giorno in cui l’olandese Guglielmo d’Orange era

sbarcato con un esercito a Torbay (Devon), chiamato dagli inglesi a contrastare la politica filo-

cattolica ed assolutista di Giacomo II Stuart, il re cattolico salito al trono inglese nel 1685. Fuggito

Giacomo in Francia, nel 1689 il Parlamento inglese proclamò congiuntamente ‘William and Mary’

re e regina d’Inghilterra, approvando anche un Bill of Rights (diritti costituzionali che limitavano il

potere monarchico) e un Toleration Act (che concedeva limitata libertà di culto ai protestanti che

non aderivano alla chiesa anglicana: i cattolici erano esclusi).

Se il forcipe del Dr. Slop menomerà il corpo di Tristram, il sermone di Yorick, invece, lo

accoglie in una società di libertà civili e religione ‘razionale’, al riparo cioè sia da fanatismo

protestante (‘entusiasmo’) che da autoritarismo cattolico.

A completare il copione c’è il Lillabullero di zio Toby, fischiato per tutto il tempo in cui il

Dr. Slop legge la sua scomunica di Obadiah (III.x): era una canzone anti-cattolica che aveva fatto da

colonna sonora contro Giacomo II prima e i giacobiti poi («King James II and Popery were laugh’d

or Lilli-bullero’d […] out of the Kingdom», scriverà Anthony Collins in A Discourse Concerning

Ridicule and Irony in Writing, 1729). E zio Toby, insieme a Trim, ha combattuto le guerre di re

Guglielmo in difesa del proprio regno, e dei diritti del parlamento, contro i tentativi di ritorno di

Giacomo II appoggiato dalla Francia: a Limerick, in Irlanda, 1690 (V.xxxvii,xl,xlii), e, nei Paesi

Bassi, a Landen 1693 (VIII.xix, dove è stato ferito Trim) e Namur 1695 (I.xxv ,dove è stato ferito

zio Toby).

Dietro la bizzarrie caratteriali dei personaggi del Tristram Shandy si avverte una

consapevolezza di libertà: Walter, Toby, Tristram possono essere quello che vogliono perché

nessun potere arbitrario può coartare le loro vite (e Walter può perfino permettersi di sostenere il

principio del potere patriarcale in famiglia, I.xviii, V.xxxi).

I.6. «my dear Rabelais, and dearer Cervantes» (III,19)

Sono le due polarità del comico sterniano:

•Rabelais, ovvero la narrazione impastata di erudizione parodico-satirica (con vena oscena e nonsense),

•Cervantes, ovvero una caratterizzazione umoristica che combina un tratto ridicolo (fisico e/o intellettuale) con uno moralmente ammirevole.

1. Miguel de Cervantes, Don Quijote de la Mancha (due parti, 1605, 1615) Il Don Chisciotte veniva apprezzato e imitato nel Settecento inglese per la novità nella

caratterizzazione del protagonista: ridicolo nella sua assurda pretesa di farsi cavaliere errante e

andare in giro per il mondo in cerca di avventura, con la sua figura allampanata su un cavallo

macilento; ma ammirevole per il buon senso, il sapere e la giudiziosità che mostra su ogni altro

argomento che non riguardi la cavalleria errante, e per il senso dell’onore, la generosità e l’umanità

di cui dà prova e che sono il movente stesso della sua fissazione e delle sue assurde imprese (così ne

riassume la caratterizzazione Corbyn Morris in An Essay towards Fixing the True Standards

of Wit, Humour, Raillery, Satire, and Ridicule, 1744).

La passione dominante, o hobby-horse, di Walter Shandy è il sapere erudito, accompagnato

dalla fissazione di averci una teoria per ogni cosa che accade o deve intraprendere. Le sue teorie

sono destinate allo smacco nella realtà, ma come il Don è sempre pronto a rialzarsi dalla

prostrazione (IV.vi-vii) e ricominciare da capo.

Zio Toby sviluppa un hobby-horse, quello delle fortificazioni in scala, che lo domina e ne

assorbe tutta l’attenzione; benevolo come il Don (II.xii, VI.vi-xii, IX.vi), come il Don anche zio

Toby crede che i suoi giochi di guerra siano una missione provvidenziale (VI.xxxii).

Yorick entra nel romanzo con una silhouette da Don Chisciotte su Ronzinante: il suo cavallo

macilento è detto essere una cavalcatura degna dell’allegoria dell’Umiltà (I.x), e la modestia

impedisce a Yorick di rivendicare i suoi meriti. Il tratto chisciottesco si combina con quello del

buffone dell’Amleto shakespeariano, la cui licenza di wit e humour, arguzia e umorismo, egli

esercitata con imprudenza, procurandosi nemici tra i furfanti e gli sciocchi: e Yorick è vittima del

mondo.

2. François Rabelais, Gargantua et Pantagruel (cinque libri, 1532-1564) In V.xxviii-xxix scopriamo che Yorick gira con un Rabelais in tasca, e ne legge un capitolo per

mettere in ridicolo le piroette e le capriole dei ‘teologi polemisti’. Il gesto s’accorda con il ruolo del

suo antenato shakespeariano: ma s’accorda soprattutto con l’intento di Sterne, che da Rabelais

mutua la narrazione impastata di erudizione parodico-satirica (con vena oscena e nonsense):

Il Gargantua narra le vite e le avventure di due giganti, padre e figlio, e dei loro compagni

umani: il gigantismo di Rabelais esorbita da ogni norma – eccessivo, sboccato, assurdo. Gargantua

si prende i campanoni di Notre Dame a Parigi per farne campanacci per la sua giumenta (libro

I.xvi); Pantagruele visita la biblioteca dell’abbazia di San Vittore e vi trova un catalogo di titoli

culinario-scatologici (libro II.vii); tra le isole visitate da Pantagruele e i suoi compagni c’è quella

degli snasati (libro IV.ix: vedi TS III.xxxii) e quella delle parole che gelano nell’aria: «Aristotele

sostiene le parole di Omero essere volteggianti, volanti, semoventi […]. E ancora Antifane diceva che simile era la dottrina di Platone sulle parole, le quali in certi paesi, nel tempo del più forte

inverno, allorché vengono proferite, gelano e ghiacciano al freddo dell’aria, e non son

sentite» (libro IV.lv).

Eccessivo è anche il corredo di riferimenti dotti e pseudo-dotti che accompagna le

avventure, con citazioni e riferimenti bibliografici (per es. quelli sulla gestazione di undici mesi della madre di Gargantua, libro I.iii). Il versante satirico è quello contro la scolastica medievale (la

biblioteca di San Vittore, libro II.vii) in nome del sapere umanistico (vedi la lettera di Gargantua al

figlio, libro II.viii). Ma l’erudizione parodica è anche puro divertimento comico – riso pieno,

libero, sguaiato, perché «rire est le propre de l’homme» (libro I, “Ai lettori”) ed ha una funzione

terapeutica, che Rabelais chiama Pantagruelisme: «Io sono, mediante un po’ di Pantagruelismo

(capite che vuol dire una certa lietezza di spirito compenetrata di disprezzo delle vicende della

fortuna), sano e in gamba» (libro IV, “Prologo”). Benessere fisico e psichico.

Tristram offre la stessa cosa ai suoi lettori, lo Shandeism “che apre cuore e polmoni, fa

circolare liberamente sangue e altri fluidi corporei e fa girare a lungo e allegramente la ruota della

vita” (IV.xxxii; anche VI.xvii). L’insegnamento di Rabelais non è perduto per uno come Tristram,

malato e bersagliato dalla fortuna (I.v, VII.xxix).

I.7. «a history-book […] of what passes in a Man’s own mind» (II.ii)

Tristram riassume così, a beneficio del lettore, l’opera di John Locke, An Essay Concerning Human

Understanding (1690), che fa da inattesa spalla comica al duo Rabelais-Cervantes.

Ecco le parti in cui è suddiviso l’Essay e i capitoli a cui fa riferimento Tristram:

An Essay Concerning Human Understanding Tristram Shandy

Book I Of Innate Notions Book II Of Ideas

xiv Of duration TS II.viii, III.xviii xxix Of clear and obscure ideas TS II.ii xxxiii Of the association of ideas TS I.iv

Book III Of Words ix Of the imperfection of words TS IV.vii x Of the abuse of words TS II.ii

Book IV Of Knowledge and Opinion

L’associazione di idee (dovuta al caso o all’abitudine, secondo il filosofo) è ciò che provoca

l’interruzione iniziale, e la prima disgrazia nella vita di Tristram. L’uso incostante delle parole sono

le difficoltà linguistiche in cui si dibatte zio Toby (II.ii) e che lo portano alle mappe, ai libri sulle

fortificazioni e alle fortificazioni in scala – e che lo portano poi a interpretare ogni parola che sente

in senso militare (come bridge, III.xxiii-xxvii). Le imperfezioni delle parole sono dimostrate da

Susannah (IV.vii), nella cui testa la parola mourning ‘lutto’ si abbina a tutti i colori del guardaroba

di Mrs Shandy tranne che all’idea di nero.

La concezione lockiana della durata, come dovuta alla successione delle nostre idee, è quella

a cui fa appello Tristram per ribattere all’accusa di violare l’unità aristotelica di tempo (II.viii); ed è

quella che sta esponendo Walter quando si interrompe stizzito per uno dei soliti equivoci linguistici

del fratello Toby (la parola train) – privandoci così, lamenta Tristram, di un discorso ontologico su

tempo ed eternità (III.xvii-xix). E questo commento di Tristram cade nello stesso capitoletto in cui

egli invoca Rabelais e Cervantes.

I.8. Montaigne

Lo sfogo di Walter Shandy alla fine del volume IX – sulla degradante passione che accoppia la

persona saggia e quella sciocca, e accomuna l’uomo e la bestia, e rende vergognoso l’atto di

generazione – fa emergere, anche se indirettamente attraverso un suo compendiatore (Pierre

Charron, De la Sagesse, 1601), la presenza di Michel de Montaigne (“Su alcuni versi di Virgilio”,

Essais III.v):

Tristram Shandy : appunti e suggerimenti gb 2009 21

Credo che sia vero ciò che dice Platone, che l’uomo è il trastullo degli dei […] e che sia per scherno che

la natura ci ha concesso la più torbida delle nostre azioni, la più comune, per eguagliarci in tal modo e

accomunarci, e folli e saggi, e noi e le bestie […]. Noi mangiamo e beviamo, certo, come le bestie, ma

questi non sono atti che impediscano le operazioni della nostra anima. In essi manteniamo la nostra

superiorità su di loro; questo [l’atto sessuale] mette ogni altro pensiero sotto il giogo, abbrutisce e

imbestialisce con la sua imperiosa autorità tutta la teologia e la filosofia che c’è in Platone […]. In

qualsiasi altra cosa potete conservare una certa decenza; ogni altra azione sopporta certe regole di decoro;

questa non si può neanche immaginare se non viziosa e ridicola […]. Ognuno rifugge dal vederlo nascere

[l’uomo], ognuno corre a vederlo morire. Per distruggerlo si cerca un campo spazioso in piena luce; per

fabbricarlo ci si ficca in un buco tenebroso e ristretto. È doveroso nascondersi e arrossire per farlo; ed è

vanto, e ne nascono parecchie virtù, saperlo disfare. L’una cosa è onta, l’altra è meritoria.

Montaigne aveva impiegato l’ultima parte della sua vita a scrivere, rivedere e ampliare i suoi

Essais, pubblicati in edizioni progressivamente accresciute, fino a tre libri, tra il 1580 e il 1588 (più

un’edizione postuma del 1595).

I saggi, centodue, sono di argomento vario (“Filosofare è imparare a morire”,

“Dell’amicizia”, “Del dormire”, “Dei nomi”, “Del mentire”, “Della vanità”, “Dell’esperienza”), e

di svolgimento libero, digressivo, costellato di citazioni, e con costante riferimento all’esperienza

personale. L’interesse è morale (la ricerca della saggezza del vivere), e l’argomento è

programmaticamente uno solo: «è me stesso che dipingo [c’est moy que je peins] […] per intero e

tutto nudo […]. Sono io stesso la materia del mio libro» (“Al lettore”). E altrove (“Del pentirsi”,

Essais III.ii) Montaigne aggiunge:

Gli altri formano l’uomo; io lo racconto [o lo descrivo: je le recite], e ne presento un esemplare assai mal

formato […]. Non descrivo l’essere. Descrivo il passaggio: non un passaggio da un’età all’altra […], ma

di giorno in giorno, di minuto in minuto […]. È una registrazione di diversi e mutevoli eventi e di idee

incerte e talvolta contrarie: sia che io stesso sia diverso, sia che io colga gli oggetti secondo altri aspetti e

considerazioni […]. Se la mia anima potesse stabilizzarsi, non mi saggerei, mi risolverei; essa è sempre

in tirocinio e in prova. Io espongo una vita umile e senza splendore, ma è lo stesso. Tutta la filosofia

morale si applica benissimo a una vita comune e privata, come a una vita di più ricca sostanza; ogni uomo

porta in sé la forma intera dell’umana condizione.

Questa incessante descrizione di se stesso lo porta a dire (“Della vanità”, Essais III.ix):


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