Storia di un coniglio da compagnia | Il Cofanetto Magico negozio di cane di canada

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Storia di un coniglio da compagnia

Ultimamente e sempre con più frequenza vengono portati per una visita nel mio ambulatorio i conigli da compagnia, animali molto socievoli ma ancora poco capiti sia dai clienti che li acquistano che da alcuni veterinari.

coniglio

In realtà questa volta più che di storie vere e proprie potrei raccontare un bel pò di aneddoti che mi sono capitati, di questi sicuramente il più terribile mi è accaduto un pò di tempo fa.

Un giorno, un signore, di non proprio bella presenza, entrò in ambulatorio e poggiò sul tavolo da visita un coniglietto molto grazioso ma un pò sporchino perchè costretto a vivere in una piccola gabbietta.

Visitai la bestiola spaventatissima, spiegai al cliente quale cibo comprare per il piccino e come gestirlo per ridurre al minimo il suo stress, regalai qualche opuscolo illustrativo e chiesi la mia parcella.

Appena il “gentile” signore ascoltò la strabiliante cifra di venti euro per una visita al suo coniglietto, molto schiettamente ed in dialetto partenopeo mi rispose : ” Dutturess, pi vint eur me ne accatt du di cunigl!!” ( tradotto per i comuni italiani è : Dottoressa, io con venti euro ne compro due di questi deliziosi coniglietti!)

Cosa aggiungere? Rabbrividii ed accompagnai, gentilmente, il signore fuori.

Purtroppo non è l’unica persona a pensarla in questo modo, ma fortunatamente ne esistono tante altre che invece farebbero di tutto per aiutarli a vivere meglio.

Mi ha colpito molto l’amore per il suo coniglio di una giovane cliente, Annalisa, che vorrei raccontare.

Un sabato di un mesetto fa, Annalisa venne in ambulatorio perchè Fiocco, il suo coniglio, aveva la testa completamente deviata.

coniglio testa deviata

Il poverino, per questa anomala posizione della sua testa, non riusciva nemmeno a stare in piedi, e , se solo toccato, si ruotava letteralmente su se stesso.

Fiocco non riusciva nemmeno a mangiare ed Annalisa era dispiaciuta perchè si sentiva impotente.

Approcciai una terapia di sostegno per idratarlo e nutrirlo e contattai un collega che si occupa in modo specialistico di questi animali, che rientrano nella categoria “esotici” ( anche se poi un coniglio di esotico ha ben poco ).

Considerando che in Campania ci sono pochi colleghi che si occupano di conigli, abbiamo dovuto attendere qualche giorno prima dell’arrivo del nostro specialista mentre, intanto, il coniglietto Fiocco continuava a peggiorare.

Finalmente venne fatta una visita scrupolosa seguita da radiografie al cranio che ci permisero di capire che il problema del povero Fiocco era una eccessiva crescita dei denti molari a causa di una non corretta alimentazione ( al piccolo non piaceva il fieno, importante alimento della nutrizione di un coniglio ).

coniglio testa dfeviata 2

Annalisa ebbe il compito di somministrare per cinque giorni un anti-infiammatorio e per ventotto un antiparassitario, perchè per l’immunodepressione si era aggiunta anche una malattia chiamata encefalozoonosi.

Come per le migliori storie che si rispettano, tutto andò a gonfie vele.

Operato per estrarre i denti e continuato la somministrazione del farmaco, Fiocco riprese la sua originale postura e la sua vita di sempre ma, questa volta, con una maggiore attenzione alla sua alimentazione ed ai suoi spazi vitali.

I conigli sono animali molto intelligenti, socievoli ed affettuosi, ma, purtroppo, come ogni essere umano hanno una propria personalità, per cui possono allo stesso tempo essere testardi, distruttivi ed aggressivi.

ariete

Sono erbivori obbligati che in natura si nutrono di erba e piante erbacee. Il loro apparato digestivo è specializzato nel consumo di vegetali ricchi di fibra, importantissima per il corretto consumo dei denti, la motilità intestinale, il mantenimento della flora microbica “buona” e la formazione del ciecotrofo ( feci molli, umide e più odorose delle feci normali, ingerite dal coniglio, ricche di sostanze nutritive utili per la sua alimentazione ).

La sua dieta ideale quindi dovrà essere composta da erba e fieno in grande quantità.

Si possono somministrare anche verdure come radicchio, finocchio, carote, indivia, cicorie e tutte quelle verdure del tipo più fibroso.

Questi alimenti devono esser dati loro sempre lavati, asciugati e mai freddi di frigo.

Non devono mangiare pane secco, come comunemente ho visto dare, e granaglie, mentre la frutta va data con moderazione.

L’acqua deve essere sempre a disposizione e, per soddisfare le loro esigenze, si possono usare sia l’abbeveratoio a goccia che una ciotola da mettere all’interno della gabbia.

La gabbia, un punto dolente della gestione del coniglio, deve essere quanto più spaziosa possibile ( deve almeno permettere al coniglio di alzarsi sugli arti posteriori senza urtare e compiere tre balzi in lunghezza ).

Sul suo fondo bisogna mettere un substrato morbido e non tossico, ad esempio si possono adoperare trucioli di legno ricoperti di fieno oppure pellet di carta reciclata, una casetta dove il coniglio può rifugiarsi se spaventato ed una cassetta per i bisogni.

Ovviamente è di rigore una accurata pulizia per prevenire malattie varie.

Come ho già detto i conigli sono animali molto socievoli e, se possibile, andrebbero tenuti con un compagno, magari però sterilizzati entrambi per evitare preoccupanti moltiplicazioni.

coniglio ariete

Importante è anche ricordare che il coniglio non può e non deve essere tenuto costantemente rinchiuso in gabbia perchè ha bisogno di esplorare, giocare ed interagire con le persone. Bastano anche poche ore al giorno, lasciandolo libero però in un ambiente privo di pericoli ( oggetti fragili, tappeti, fili elettrici ), con l’arredo protetto da pannelli di plexiglas e teli impermeabili e, magari, con qualche giochino disseminato qua e là per permettergli di fare attività fisica e vincere la noia.

E’ un animaletto piuttosto delicato.

A 60 giorni di vita del coniglio vanno eseguite due vaccinazioni fondamentali, che andranno poi sempre ripetute ogni 6
mesi: una contro la Mixomatosi e l’altra contro la Malattia emorragica virale: entrambe malattie mortali e trasmettibili.
Un’altra grave patologia che colpisce questi piccoli amici è il blocco gastrointestinale, a causa di una non corretta alimentazione, che è una delle prime cause di morte.

In ultimo vorrei aggiungere che, vista la loro fragile ossatura, i conigli non sono assolutamente animali da regalare a bambini, perchè, con la loro irruenza, potrebbero essere causa di pericolose fratture.

coniglietto

 

 



Imma Paone
CHI SONO

Tags: ciecotrofo, conigli da compagnia, cura e alimentazione, encefalozoonosi, fibra, imma paone

61 Responses to “Storia di un coniglio da compagnia”

  1. Donatella - Firenze scrive: 18 gennaio 2012 alle 07:17

    Salve,vorrei chiedere un suo parere che mi ha fatto ricordare a proposito di conigli.
    Mio genero aveva un coniglio di razza ariete, lo accudiva come un figlio, gabbietta pulita, fieno, i biscottini appositi, carote e insalata fresca, tanto che nella sua miniatura di coniglio, era diventato cicciottello, ma nonostante tutto la bestiola era sempre vivace e quando mio genero e mia figlia tornavano la sera dal lavoro, lo liberavano dalla gabbietta e lo facevano correre sia in casa che in giardino.
    Il punto e’ questo, quando usciva in giardino essendoci anche alcune piante, il coniglietto di nome Tobia era guardato a vista perche’ non mangiasse quello che a lui poteva nuocere, solo che una mattina al risveglio, Tobia fu trovato morto e non si e’ mai capito il vero motivo.
    All’ epoca, due anni fa c’era gia’ il gatto, ma quest’ ultimo ci giocava e al massimo si limitava a dare a Tobia una pacca sulla testa quando era esasperato dai continui attacchi del coniglio.

    La mia domanda e’ questa : cos’e’ che puo’ avere portato alla morte un coniglio sano, vaccinato, curato nel cibo e nell’ igiene della (lettiera?) di soli due anni?

    Grazie.

    Rispondi
  2. Imma scrive: 18 gennaio 2012 alle 18:43

    Cara Donatella,
    interessante dilemma..
    I motivi possono esser tanti: dall’ingestione di qualsiasi cosa che può aver creato un disturbo o addirittura blocco intestinale, ad una lipidosi epatica perchè molto ghiotto, ad un difetto (magari congenito ) cardiaco, ad un’eccessiva paura responsabile di un infarto…

    Dubito che il gatto possa avergli fatto del male tanto da ammazzarlo ( tra l’altro, se cosi fosse stato, avreste trovato segni esterni di morsi e lacerazioni).

    Le ipotesi come vedi sono tante, impossibile sapere ora la verità…avreste potuto far fare un esame autoptico che avrebbe dato una spiegazione plausibile.

    Un abbraccio ed in bocca al lupo per un prossimo coniglietto.
    Imma

    Rispondi
  3. Anna scrive: 29 agosto 2012 alle 17:34

    Salve,curiosando in vari siti,per cercare qualche storia sui conigli visto che amministro dei gruppi e pagine apposite a questi animali leggo il suo articolo e i suoi racconti,sono di Napoli quindi l’affermazione di quel cliente lo capita bene…mi fa’ piacere che si parli di questi splendidi animali in modo che tutto il mondo possa aprire la mente e guardare diversamente questi piccoli animali che avsxurna. billiga jackorvengono sempre ritenuti solo da carne o teneri da tenere in gabbia come “trofei”.Io faccio visitare la mia coniglia ogni qual volta ne vedo il caso e i vaccini 2 volte l’anno,comunque la mia domanda e una,sempre se puo’ rispondermi,quali sono i veterinari esperti in esotici in Campania? il mio veterinario e’ esperto in esotici almeno per quanto ne so’.In questo caso cio’ nella sua “storia” quale veterinario e’?Grazie in attesa di una sua risposta

    Rispondi
    • CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 16:01

      ciao Maria Cristina domani mi rispondi a questa domanda? qual è il tuo animale preferito? a domani.

      Rispondi
      • Maria Cristina Giongo scrive: 12 dicembre 2012 alle 20:35

        Cara Carmen,
        mi piacciono molto i gatti. Poi i conigli, i porcellini d’ India, i cricetini russi nani, i pesci esotici colorati, e ovviamente i cani. E a te?

        Carmen, tu usi il computer di tuo padre per scrivermi?

        Ciao, ciao
        Cristina

        Rispondi
        • CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:38

          CARA Maria Cristina TI RISPONDO. A ME MI PIACCIONO TUTTI GLI ANIMALI DEL MONDO.IL computer NON E DI MIO PAPà MA DI MIA MAMMA.

          Rispondi
          • Maria Cristina Giongo scrive: 12 dicembre 2012 alle 23:49

            Anche a me, in effetti! Adoro gli animali! Ciao, Carmen!

    • Imma scrive: 12 dicembre 2012 alle 19:51

      Cara Anna,
      ti rispondo con estremo ritardo e me ne dispiace.
      Nel mio ambulatorio ho il piacere di collaborare con un amorevole dottore di nome Emilio.
      Se puoi, contattami in privato cosi posso meglio fornirti i suoi dati.
      Un abbraccio
      Imma

      Rispondi
      • Anna scrive: 17 marzo 2013 alle 13:07

        Come faccio a contattarti in privato? Se vuoi rintracciarmi la mia pagina facebook e’ Curiosando con Batu e Biri e il mio gruppo e’ Aiutiamo e conosciamo i conigli.Grazie

        Rispondi
        • admin scrive: 17 marzo 2013 alle 14:31

          Cara Anna,

          ho girato il tuo commento al nostro medico veterinario, Imma Paone, così che possa risponderti lei. Ma i suoi dati si trovano sotto ogni suo articolo cliccando, sotto il suo nome, CHI SONO.
          Ho messo ” mi piace” sulla tua pagina ” curiosando con batu e biri” , dove, se vuoi, puoi mettere il link al suo articolo sui conigli. Anch’ io sono su facebook: Maria Cristina Giongo

          Cari saluti e buona domenica

          Rispondi
  4. Maria Cristina Giongo scrive: 11 dicembre 2012 alle 23:39

    Ciao, Carmen, allora….. auguri alla nostra più piccola lettrice!

    Rispondi
  5. sabrina scrive: 12 dicembre 2012 alle 15:50

    ciao a me mi piacciono le lumache

    Rispondi
  6. CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 15:57

    ciao a tutti. che bello il natale.

    Rispondi
    • lucia scrive: 12 dicembre 2012 alle 16:10

      ora vi racconto una storia. Ti scorgo da lontano attraverso quella finestra dove saltavo per trovare la libertà ed i tuoi occhi lucidi cercano una figura felina che non si avvicina.
      Ti sembra di vedermi ovunque e di sentir miagolare. Sul vetro c’è ancora l’impronta del mio musetto umido ed i miei peli fanno bella mostra sul divano.
      Mi hai regalato la miglior vita possibile, la libertà e la sicurezza di una ciotola sempre piena ed una calda cuccia. Hai coperto con una mano amorevole il mio corpicino e quante volte abbiamo giocato e ti ho fatto/a ammattire… credo di averti regalato tanti sorrisi e tanta simpatia. La mia libertà mi ha reso felice anche se tu ora soffri tanto ti dico grazie e struscio ancora il mio corpo sulla tua gamba. Non pianger più compagna/o della mia vita. Un giorno quando non te lo aspetterai più ci rivedremo e rotoleremo insieme felici… se non sarà qui sarà da un’altra parte ma sentirai di nuovo la canzone delle mie fusa ed io potrò di nuovo sentirmi sicuro tra le tue braccia e le tue coccole delicate. Non guardare più la finestra vuota, di me riempi ancora il tuo cuore, mi hai donato un grande amore e ti voglio lasciare il miao più bello per ridarti un sorriso che illumini altri occhietti felini che avranno la fortuna di viverti.
      tutti quei gatti che un brutto giorno non sono più rientrati a casa.

      Rispondi
      • Maria Cristina Giongo scrive: 12 dicembre 2012 alle 16:22

        Grazie di cuore Lucia per la bellissima storia. Mi spiace tanto per questa deliziosa gattina e per te che le volevi tanto bene. E non aggiungo altro perche’ hai gia’ detto tutto tu….

        Rispondi
    • Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 13:23

      Ciao, Carmen!

      Anche a me piace molto il Natale! E’ una festa gioiosa, allegra, con tanti colori, luci, regalini, i negozi pieni di cose belle….Mi sembra persino che la gente sia più buona a Natale! Allora tanti TANTISSIMI AUGURI!!!!!
      E bacioni

      Rispondi
  7. alessandra scrive: 12 dicembre 2012 alle 16:14

    Ciao amici di Micificio, mi chiamo Trilly, e  questa è la mia breve ma triste storia: sono nata il sedici aprile di un’ anno fa, ma a me e al mio povero fratellino ci hanno strappato subito dalla nostra mamma perché non aveva il latte per farci diventare due grandi gattoni! Cosi dei gentili signori ci hanno portato subito nel loro negozio, ma per ben due mesi ci hanno allevato con il mangiare per gattini, e un po’ di latte….anche se a me il latte fa male. Comunque come vi dicevo siamo stati li in negozio, dove comunque si stava abbastanza bene perché c’erano delle calde lampade che appunto ci tenevano al caldo, poi avevamo giochi, mangiare ma soprattutto c’ era una gentile signora che appena piangevamo ci faceva un casino di coccole. Dopo due mesi finalmente ho trovato una “seconda mamma”, che mi ha coccolato, e anche rimproverato quando facevo la monella, ma più che altro mi ha aiutato a crescere, e mi ha anche fatto conoscere due amici cagnoloni:  Ambra e Zorro. !  Ora è un’ anno che sto a casa con i miei due padroni,e quando i miei padroni non ci sono, c’è la mia “nonna” che mi guarda e mi accudisce….come sono fortunata! Comunque il mio pensiero a volte va anche a i poveri gattini che stanno fuori, e non sono fortunati come me e tanti altri gatti che stanno in casa. Io mi trovo benissimo nella mia casa, ma tutti i giorni penso alla mia mamma, cosi vado dalla mia padrona, e gli faccio la “pasta” …sperando sempre che quando gli succhio la manica del pigiama o del maglione, esca il latte della mia mamma; vi devo confessare che ci rimango veramente male quando mi accorgo che non uscirà mai niente! Bene! Adesso vi saluto tutti e vi mando tanti baci.

    Rispondi
  8. Maria Cristina Giongo scrive: 12 dicembre 2012 alle 16:27

    Cara Trilly, adorabile gattina, tutto sommato non te la cavi male, in effetti avrebbe potuto andarti peggio. Lo so, la mamma manca sempre, anche agli umani….ma dobbiamo rassegnarci al distacco inevitabile che gia’ inizia al momento del parto ( in cui “partiamo” ) dalla sua pancia.

    Hai una padrona che ti vuole bene anche se dalla manica del suo pigiama e neppure da quella del maglione esce il latte…ma comunque ti nutre l ostesso e sono sicura che crescerai felice e contenta.

    Tante fusa,

    Cristina

    Rispondi
  9. CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:19

    Achille è un bel gattino di quattro anni bianco con chiazze nere, molto carino e affettuoso.
    Achille da un po’ di giorni non stava bene; dormiva sempre, dormiva troppo, anche venti ore di seguito; e poi non mangiava quasi niente, era disidratato e molto dimagrito, aveva due fossettine al posto dei glutei.Lunedì mattina lo adagio nel suo trasportino, lo carico in macchina e partiamo, diretti all’ambulatorio veterinario.Lo sportellino però non era stato chiuso bene e, nel breve tragitto macchina-ambulatorio, mi sono vista Achille scappare via in mezzo alla strada!La disperazione! Il senso di assoluta imbecillità che mi ha colto! La sensazione di assoluta impotenza!I gatti in questi casi sono colti dal panico, corrono all’impazzata in un senso e nell’altro della strada con il grosso rischio di finire sotto le macchine. Diventa assolutamente impossibile riprenderli.Corro dal veterinario per avvertirlo, faccio appena in tempo a vedere un paio di zampine bianche sotto una macchina, il dottore si avvicina ma il gatto, dallo spavento, si rifugia in alto, dentro il motore.E’ stato meglio che sia finito lì dentro per evitare altre fughe inconsulte che chissà come avrebbero potuto concludersi, ma da lì dentro avremmo dovuto toglierlo.In un primo momento nessuno conosceva il proprietario dell’auto. Il dottore, preso nota della targa, telefona al Comando dei Vigili Urbani i quali rispondono che senza la presenza del proprietario non sarebbe stato possibile fare niente.Il medico suona praticamente tutti i campanelli della strada e chiede a tutti i negozianti.Finalmente una signora ci informa che la macchina appartiene ad un suo familiare che lavora ad alcuni kilometri di distanza e che stamattina è partito con il motorino. Il familiare è stato subito avvertito e arriverà quanto prima per aprire la macchina.Intanto aspetto, il senso di desolazione si fa sentire parecchio. Sono proprio una cretina!Ogni tanto Achille miagola, lo consolo, meno male che ti sei rintanato lì buono!Pensa un po’ se il proprietario della macchina avesse lavorato a 80 o 100 km di distanza!Penso che quando il cofano verrà aperto Achille tenterà subito di scappare e sarà necessario essere più persone a cercare di bloccarlo.Chiamo mio figlio che venga a darci una mano.Mio figlio arriva.Ma intanto è già un po’ di tempo che non sento la vocina di Achille. Ci sarà abbastanza ossigeno là dentro per respirare?Il signore che attendevamo arriva, attorno alla macchina si è formato un capannello di gente, il dottore si tiene pronto, lo sportello del cofano viene sollevato appena un po’ e si comincia a intravedere una massa di pelo bianco perfettamente incastrato fra i componenti del motore.Il veterinario l’afferra saldamente mentre il povero Achille, spaventatissimo, cerca disperatamente di divincolarsi.Riusciamo fortunosamente ad arrivare sopra il letto metallico dell’ambulatorio.Achille è tutto nero a causa della fuliggine del motore. Viene ripulito con una salvietta e finalmente la visita ha luogo.
    Qui però comincia un brutto capitolo nella storia di Achille.La diagnosi della visita veterinaria è stata FeHIV, cioè AIDS felina.Il povero Achille è immunodepresso, gli è stata trasmessa la malattia dal morso di un gatto malato,non guarirà più, potrà vivere a lungo ma sarà soggetto continuamente a batteri e malanni di ogni genere. Dovrà prendere medicine in continuazione e non sarà più il gattino vivace di prima.

    Rispondi
  10. CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:22

    Ciao,
    io sono Balto, ho un anno e mezzo e peso poco più di quattro chili: Roby dice che sono una pantera rosa. Sono arrivato nella mia nuova casa circa un anno fa. Purtroppo ai miei umani era da poco venuto a mancare un gattino affettuoso, di nome Pippo, dell’età di circa tredici anni.
    Erano tutti afflitti dalla perdita, anche se trovavano conforto nella veterana della famiglia, Pinky, di ormai sedici anni.
    All’improvviso, la loro cucciola vede me e se ne innamora. Ero stato abbandonato in strada – come molti – ed avevo appena due mesi e mezzo. Il loro veterinario da ormai una vita prende la decisione che la famiglia di Pinky è la più adatta per adottarmi ………. ed eccomi qui: nessuno mi resiste!
    Sono coccolone, amo stare con tutta la famiglia la sera davanti al televisore, sul terrazzo quando c’è la bufera e la pioggia (?!) e loro ancora non se ne capacitano.
    Pinky non mi sopporta quando tento di fare la lotta con lei, ma io provo sempre a giocare: ultimamente un po’ più delicatamente perché ho capito che lei è una “vecchietta”.
    Penso che mi vogliono bene, anche se non mi piace poi tanto quando mi baciano sul naso!!!!Ciao da Balto
    P.S. : Siamo ancora tutti tristi per Pippo e Queenie che ci hanno lasciato, ma che sono ancora nei nostri cuori e li riempiono di una serena nostalgia che ci spinge comunque a voler avere a che fare con queste splendide creature che danno ogni giorno la voglia di passare sopra alle tante tristezze della vita.
    Un saluto a tutti.La storia di Balto ad oggi non aveva nulla di speciale, trovatello di due mesi e mezzo, lo abbiamo preso dal veterinario due anni fa. Finché un giorno …..
    A maggio scorso, all’età di sedici anni, è venuta a mancare Pinky (vedi anche la sua storia). Pinky (Watchis per la famiglia!) manca a tutti noi, specialmente a Balto il quale due weekend fa ha pensato bene di scappare di casa per andarla a cercare in montagna. Come lo so? Ora ve lo racconto.
    Nei seguenti due/tre giorni Balto ricompariva vicino casa – sempre miagolando – ma non riuscivamo né ad avvicinarci né tanto meno a prenderlo. La zona è a pendio sulla strada ed è piena di rovi, cespugli e ginestre che si intrecciano. Il quarto giorno mi faccio coraggio, salgo sul pendio e mi avvicino, ma niente: lui mi evita e continua a miagolare ed a guardarsi intorno.
    Allora ho detto e fatto qualcosa che ad un non amante degli animali risulterebbe incomprensibile se non addirittura da matti: ho cominciato a dirgli “Balto, vieni, qui con me c’é Watchis che è venuta a prenderti!” Mi sono inchinata come per accarezzare l’altra gatta e contemporaneamente ne ho imitato il miagolio. Balto ha immediatamente smesso di miagolare, ha allungato il collo ed ha sgranato gli occhi guardandosi intorno. Allora, con le lacrime che mi scendevano sulle guance, ho insistito dicendo “Eccola qui Watchis, è vicino a me, ti aspetta!”. A questo punto Balto, miagolando interrogativamente, mi si è avvicinato cercando intorno alle mie gambe……….
    E’ stato allora che ho potuto prenderlo, dopo quattro giorni di pena per noi e per lui che non aveva né mangiato
    né bevuto e l’ho potuto riportare a casa, dove ovviamente è ancora oggi e dove la fa da padrone. Io ho riportato
    qualche escoriazione alle gambe ed alle braccia ma non mi importa. Il suo pelo è stato ripulito dalle piante
    e dalle spine ed ora sta meglio,
    Sono sicura che a Balto manca ancora tanto Pinky, ma per il futuro faremo più attenzione e ci stiamo
    attrezzando per mettere una rete più alta intorno al terrazzo.
     

    Rispondi
    • Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 13:14

      Che storia incredibile! Anche il vostro amore per gli animali è molto bello e ” umano”!
      Sono convinta che chi ama la natura e gli animali è una persona sensibile, buona, profonda, intelligente. E sono sicura che è anche un ottimo padre e madre.

      Cari saluti!

      Rispondi
  11. NATASCA scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:29

    CONIGLIO LUNARE

    Il coniglio lunare, in cinese yuètù (cinese semplificato: 月兔; cinese tradizionale: 月兔; pinyin: yuètù), in giapponese tsuki no usagi (月の兎?) è una creatura immaginaria presente nella mitologia e nel folklore di molti paesi dell’Estremo Oriente, ed in particolare di Cina e Giappone. Si tratta per l’appunto di un coniglio che vivrebbe sulla Luna. Deve la sua origine ad una pareidolia comune in Asia (ma non in Occidente) per la quale è possibile vedere, negli avvallamenti della faccia illuminata della Luna piena, la figura di un coniglio seduto sulle zampe posteriori a fianco di un pestello da cucina.
    È una figura leggendaria molto presente nell’immaginario mitologico sino-nipponico, sebbene con alcune varianti: in Cina viene solitamente considerato un compagno della divinità lunare Chang’e, per la quale è incaricato di produrre l’elisir di lunga vita pestandone i componenti nel suo mortaio; nel folklore del Giappone si limita invece a pestare del comune mochi nel tradizionale pestello giapponese, l’usu (kanji: 臼). In entrambi i casi, il suo mito si ricollega ad una antica fiaba buddhista, la Śaśajâtaka.
    In Cina viene anche chiamato coniglio di giada (cinese semplificato: 玉兔; pinyin: yùtù) o coniglio d’oro (cinese semplificato: 金兔), e la sua figura viene celebrata nella festività dedicata alla Luna e alla dea Chang’e, appunto la Festa della Luna (o Festa di metà autunno; cinese semplificato: 中秋节; cinese tradizionale: 中秋節; pinyin: zhōngqiūjié).

    Rispondi
    • Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 13:08

      Fantastici lettori e lettrici! Complimenti per le vostre informazioni e storie che ci raccontate con tanto entusiasmo!

      Cara Natasca, grazie anche a te per queste notizie sul coniglio ” lunare”.
      Io trovo il coniglio un animale bello, allegro, fedele, e non capisco chi possa “divertirsi” a sparare ai coniglietti e alle lepri…In generale sono contro chiunque pratichi la caccia! Non riesco a comprendere come si possa considerare uno sport quello di uccidere gli animaletti che volano o corrono felici.. per il puro gusto di ammazzarli. Mi vengono i brividi solo a pensarci! Io ho avuto un coniglio d’ angora, che sembrava una pantofola! Buffissimo! Ogni volta che guardero’ la luna ( e un coniglio pensero’ alla tua storia. Auguri di buon natale!

      Rispondi
  12. CARMEN scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:40

    Nella mitologia, la ragione per cui un coniglio dovrebbe trovarsi sulla Luna è descritta nel Śaśajâtaka, una antica storia (in realtà una vera e propria favola, per gli standard occidentali) buddista, con intenti moralistici. In essa si narra di quattro amici animali, una scimmia, una lontra, uno sciacallo ed un coniglio che, nel giorno sacro buddista di Uposatha (dedicato alla carità e alla meditazione) decisero di cimentarsi in opere di bene. Avendo incontrato un anziano viandante, sfinito dalla fame, i quattro si diedero da fare per procacciargli del cibo; la scimmia, grazie alla sua agilità, riuscì ad arrampicarsi sugli alberi per cogliere della frutta; la lontra pescò del pesce e lo sciacallo, sbagliando, giunse a rubare cibo da una casa incustodita. Il coniglio invece, privo di particolari abilità, non riuscì a procurare altro che dell’erba. Triste ma determinato ad offrire comunque qualcosa al vecchio, il piccolo animale si gettò allora nel fuoco, donando le sue stesse carni al povero mendicante. Questi, tuttavia, si rivelò essere la divinità induista Śakra e, commosso dall’eroica virtù del coniglio, disegnò la sua immagine sulla superficie della Luna, perché fosse ricordata da tutti.
    La leggenda, il cui intento è celebrare le qualità buddiste del sacrificio e della carità portata avanti ad ogni costo, è ben nota in Cina e in Giappone, ed è conosciuta anche in versioni diverse: una di esse, popolare in Cina, vuole che sia stata la divinità Chang’e a salvare la coraggiosa bestiola dalle fiamme e a portarla con sé sulla Luna. In altre varianti cambia il numero e la specie dei compagni del coniglio, che vengono riferiti come una scimmia ed una volpe nella raccolta giapponese Konjaku Monogatarishū, scritta durante il Periodo Heian e che colleziona antiche storie indiane, cinesi o giapponesi, o una volpe e un orso in altre versioni.

    Rispondi
    • Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 12:59

      Carissima Carmen,

      che bella leggenda ci hai raccontato! Anch’ io mi sono commossa per l’ ” eroica virtu’ del coniglio” . Una bella lezione di vita su cui riflettere!

      E sono felice che riguardi proprio il coniglio, un adorabile animale che pochi sanno quanto sia capace di amare i suoi padroni. Mio figlio ha avuto per 8 anni un coniglio a cui voleva molto bene; alla sera guardava la tv accanto a lui e alla sua ragazza, sul divano. Ha speso un sacco di soldi per farlo operare quando è stato colpito da un cancro all’ utero, poi da una malattia agli occhi ( per cui il veterinario ha dovuto intervenire chirurgicamente levandoglieli tutti e due). Insomma, alla fine era malandato, vecchio e cieco ma felice con i suoi padroni che lo hanno curato sino alla fine con tanto affetto. Un affetto ricambiato.

      Ancora grazie per l’ affascinante leggenda che hai condiviso con noi! Auguroni per le prossime feste!
      Cristina

      Rispondi
  13. SILVIA scrive: 12 dicembre 2012 alle 21:49

    CIAO NATASCA, CARMEN, Maria Cristina, lucia, alessandra, Donatella, sabrina E Imma. Un giorno, dopo che avevo perso il mio precedente gatto, mi fu regalato un bel micetto di appena due mesi, tutto bianco con un occhio celeste e uno marrone; lo chiamai Willi. Era un gattino veramente carino e simpatico, mi ricordo che era molto attratto dall’acqua che usciva dai rubinetti, stava a guardarla per interi minuti.Era una giornata verso la metà di agosto e anche se era estate, c’era stato un grande acquazzone per tutta la mattinata. Ero sola in casa e non sapevo dove fosse Willi. A un certo punto, verso l’ora di pranzo, lo vidi scendere dalla scala e cominciò a miagolare in modo strano. Pensai che avesse fame e gli diedi la sua pappa, ma non volle mangiare. Pensai allora che avesse bisogno della lettiera e ce lo portai vicino, ma non se ne parlava proprio! Continuava a miagolare in modo sempre più strano, molto insistente! Non riuscivo proprio a capire cosa volesse! Lo vedevo quasi aggressivo e mi domandavo se non fosse impazzito!A un certo punto cominciò a risalire la scala facendomi capire che voleva che io lo seguissi. Salii con lui che si fermò davanti alla porta della mia camera senza voler proseguire. La stanza era in penombra perché le persiane erano chiuse, ma la porta interna era aperta. Willi non voleva entrare, così alla fine mi decisi ad entrare io. Con mia grande sorpresa, la camera era completamente allagata dall’acquazzone che era venuto giù durante tutta la mattinata!Evidentemente l’acqua era entrata dalle stecche delle persiane.Mi diedi molto da fare con secchi e stracci per asciugare tutto il pavimento mentre Willi se ne stava imperterrito in un angolo a guardare e, quando ebbi finito, saltò tranquillamente sul letto e riprese il sonno interrotto!

    Rispondi
    • Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 12:49

      Cara Silvia,
      ho letto la tua storia di Natale e mi pare che la conclusione sia chiara; il tenero gattino, solo e sperduto, ha ridato alla protagonista…un senso alla sua vita, una vita che ” un senso non l’aveva”, come canta Vasco Rossi….

      Grazie per averla condivisa con i lettori e spero che ….Giulia abbia dato una svolta alla sua esistenza sulla soglia dell’ infelicità: per ritrovare la serenità perduta!

      Anche la vicenda di Willi dimostra che NON è vero che i gatti sono egoisti e si fanno gli affari loro. Willi ti ha fatto capire in tutti i modi che c’ era un problema in casa, aiuTANDOTI MOLTO. Salutamelo!

      Buon Natale!

      Rispondi
  14. SILVIA scrive: 12 dicembre 2012 alle 22:04

    Giulia aveva appena posato la cornetta ed era veramente arrabbiata, questa volta Marco aveva superato sé stesso con la prosopopea di chi si crede invincibile…Giulia si trovava in una brutta situazione, si sentiva sola, il lavoro stava diventando sempre più pesante, la casa sempre più abbandonata, la vita sempre più vuota. Marco non riusciva a riempire quella solitudine perché era intento a vivere la sua vita con gli amici, la sua auto, la squadra del cuore e le istanze di soccorso che Giulia gli inviava erano sempre meno ascoltate. Era sicuro di sé, dell’amore di Giulia, del fatto che ormai tutto era dato per scontato e non si dava la pena di ascoltare quello che c’era nel cuore della ragazza.Giulia aveva lasciato la sua casa, i suoi genitori per avventurarsi, giovanissima, nella vita lavorativa, aveva vinto, dopo la laurea, un concorso in una grande azienda che l’aveva assunta immediatamente e si era insediata alla scrivania dell’ufficio in un giorno piovoso ed umido nella grande città. Aveva lasciato il lago, le passeggiate nella bruma autunnale, la sua camera, i suoi tanti amici animali che erano presenti nella villa dei suoi genitori e con cui era cresciuta. Aveva lasciato tutto con la morte nel cuore, ma sapeva di aver superato una grande prova e di non poter rinunciare al posto guadagnato, era troppo importante per poterlo rifiutare…Aveva incontrato Marco in un pub, in centro, in compagnia di colleghi amici che glielo avevano presentato, un ragazzo estroverso e brillante dalla parlantina sciolta, con mille interessi che ora si rivelavano troppi!Era carino ed entusiasta della vita, l’aveva trascinata in un vortice di amicizie e, quando avevano deciso di vivere insieme, lei lo aveva accolto con gioia in casa sua, un appartamentino piccolo, ma carino. Aveva cominciato a fare sogni, ad arredare quella che sarebbe diventata la loro casa, a dedicarsi ai libri di cucina, lei che si era interessata solo ai libri da studiare.Si era buttata nell’avventura con entusiasmo, nonostante i suoi, al telefono e nelle rare visite, l’avessero avvertita dei pericoli di una tale situazione. Giulia viveva la vita a grandi morsi, all’inizio non aveva percepito quei vuoti che ora si facevano più insistenti, no, riusciva a tenere il passo con i tanti divertimenti che colmavano il dopo lavoro, ma aveva cominciato a sentire il bisogno di fermarsi, di riflettere, di un posto solo per sé stessa e si accorgeva ora che quel posto non c’era né in casa né fuori.Marco la travolgeva con la sua irruenza ed anche con la sua superficialità, troppo interesse verso le amicizie del pub, della squadra, troppo interesse fuori casa e coppia. Non per gelosia, no, Giulia non aveva di questi problemi, ma per incompatibilità di sentimenti stava allontanandosi sempre più da Marco, ogni giorno la conversazione era più fiacca, verteva su argomenti generici, i loro problemi ed interessi stavano prendendo due strade divergenti.Giulia si svegliava al mattino stanca ed annoiata, nonostante sapesse che la giornata sarebbe stata piena di impegni, nonostante amasse il suo lavoro. A volte chiusa in bagno, divenuto un rifugio, le scendevano le lacrime dagli occhi, per una vago dolore che ancora non comprendeva, si stava facendo strada nel suo animo la nostalgia di casa, della sua camera, dei suoi amici pelosi che le tenevano compagnia notte e giorno con la loro presenza discreta nella grande villa. Aveva avuto un imprinting, Giulia, chiamiamolo così, alla Lorenz, un sistema di vita semplice e ricco nello stesso tempo, fatto di cultura e di natura, di biblioteca paterna e di fiori in giardino, di concerti e di uccellini al risveglio mattutino che non poteva dimenticare facilmente e di cui cominciava ad avere grande nostalgia. La sua adolescenza era stata bella, anche se era stata educata con molta disciplina, cosa che le aveva permesso di affrontare seriamente studi pesanti. Ora sentiva di aver in gran parte rinunciato a sé stessa per far piacere a Marco, aveva rinunciato alla sua vera identità per assumere quella di ragazza moderna ed un po’ spregiudicata dall’alto dei suoi guadagni e del fatto che vivesse ormai indipendente. C’era un sottile dispiacere nel suo animo che ogni giorno si faceva sempre un po’ più di strada dentro di lei e rosicchiava le sue certezze.L’inverno ormai si era impadronito della città con il suo gelo, Giulia pensò bene di comperare della legna per accendere il camino che aveva in soggiorno e godersi una serata in pace con l’ultimo libro acquistato. Se Marco voleva uscire, poteva farlo, ma lei sarebbe rimasta a casa, era stanca ed aveva bisogno di tranquillità come quando era bambina, nei momenti in cui la mamma o la tata le stavano accanto e le leggevano le favole più belle. Ma Marco le fece al telefono la consueta scenata, doveva uscire, avevano appuntamento con il gruppo di amici per una serata al circolo! Un’ altra lunga notte che cominciava alle 23 e finiva alla luce del giorno successivo! E lei aveva bisogno di riposo, stava scivolando in una stanchezza infinita!Le aveva telefonato dall’ufficio:”Vestiti, che ti vengo a prendere!” ma lei, questa volta era decisa: sarebbe rimasta a casa accanto la fuoco con il suo libro! Basta con quell’errare da un locale all’altro con i soliti discorsi, il solito pettegolare…Fu a notte tarda, al rientro di Marco, che avvenne la litigata. Lui era tornato nervosissimo, aveva sbattuto a terra il libro di Giulia, accusandola di essere invecchiata, di non avere più speranze, di essere destinata alla solitudine e lei aveva buttato fuori tutto l’amaro che aveva accumulato…aveva pianto, aveva urlato in faccia a Marco il suo dolore e lui aveva preso le sue cose e se ne era andato!Dopo una notte in cui aveva intriso il cuscino di lacrime, la ragazza si era fatta una ragione del fatto che le cose stavano veramente andando male e che un rapporto del genere non poteva più andare avanti. Aveva il cuore spezzato, ma doveva alzarsi ed andare al lavoro, con la faccia serena, ben vestita, pronta alle istanze dei clienti.Fu molto faticosa tutta la giornata fino a sera, ma, al rientro in casa, capì che non aveva altre scelte, era meglio essere sola piuttosto che sola con un’altra persona così diversa da lei.Il libro l’attendeva fedele, parlò al telefono con casa, ma non accennò a niente, fece sentire una voce tranquilla per non destare preoccupazioni ed in silenzio si ritirò sotto al piumino per un sonno ristoratore.Passarono i giorni, Marco non si fece sentire, era troppo convinto di avere ragione piena e Giulia pian piano riprese la sua vita fatta di giornate in ufficio e libri divorati la sera accanto al fuoco. Le mancava però una presenza viva, le mancava chi la aspettasse al rientro, gioioso, chi le desse dimostrazioni di affetto senza chiedere.Le notti erano sempre più buie, il vento soffiava feroce il gelo sulla terra, Natale si avvicinava a grandi passi ed il cuore di Giulia si riempiva di dolce nostalgia per le sere della sua infanzia.Quella notte sentì fischiare la tramontana, si alzò, accostò il viso ai vetri della finestra e vide che iniziava il nevischio portato dalle montagne fino a lì.Stava pensando agli uccellini nel freddo, con le piume arruffate, quando sentì un rumore lontano, flebile, quasi il pianto di un bambino…tese l’orecchio, ma non udì più nulla…poi, ancora quel pianto…si tese tutta a capire cosa fosse; adesso era chiaro, un miagolio tenue nel vento.Da dove veniva? Guardò nel buio, guardò il prato sotto casa, era bianco e brillava alla fioca luce dei lampioni. Ancora quel suono, fece in fretta a vestirsi, si buttò il piumino sul pigiama, mise gli scarponcelli sui piedi nudi e scese nella notte…Tendeva l’orecchio per capire da dove venisse il miagolio sommesso e lo sentì chiaro e forte: qualcuno nel giardinetto minuscolo aveva gettato un gattino, piccolo, piccolo, infante, staccato con prepotenza dalla mamma…chissà, forse qualcuno che non aveva gradito un dono o forse qualcuno che si era liberato del piccolo senza pensare che era una creatura vivente. Lo cercò nell’oscurità e lo vide, esile, magro, sporco che piangeva disperatamente dal freddo e dalla fame, avrebbe avuto bisogno della mamma!Lo prese, lo accolse sotto al piumino e, correndo, salì le scale fino a casa, quella casa calda e vuota che ora risuonava del pianto di un piccino.Lo scaldò con una borsa dell’acqua calda, lo pulì alla meglio e gli dette il resto del brodo di pollo che aveva mangiato per cena, era tiepido, lo scaldò un attimo nel microonde ed il piccolo lo lappò golosamente…L’indomani avrebbe telefonato ad un suo amico veterinario per avere un aiuto e per sapere le prime cose da fare per allevare quell’esserino minuscolo.Se lo strinse al petto, lui le leccò le lacrime tremante, ma già riscaldato, con il pelo asciutto e lo sguardo più vivo… lei seppe in quel momento che sarebbe vissuto e soprattutto che sarebbe vissuto con lei! Aveva trovato un amico nella notte, un amico che non le avrebbe chiesto altro che amore e che l’avrebbe aspettata alla fine di una dura giornata di lavoro e le avrebbe fatto festa…Già le campane annunciavano al mondo la nascita del Bimbo Divino, se ne era dimenticata, era la notte di Natale! Nel suo dolore non aveva più contato i giorni. Il telefono squillò, come sempre prestissimo nel mattino, la mamma la cercava per gli auguri e fu allora che riuscì a dire.”Sono felice!”La voce le uscì dal petto sicura ed annunciò ai genitori che aveva trovato un vero amico e che nei giorni seguenti, festivi, sarebbe andata a trovarli e lo avrebbe portato con sé…Aveva ritrovato il calore della famiglia, la serenità di un affetto e soprattutto aveva potuto dire con animo sereno: “Buon Natale!”
    Ciao, io sono Vinnie, figlio di Margherita e nipote di Camilla, stando agli umani del quartiere. Ero quel che ci dice un gran bel pezzo di gattone. Sguardo di smeraldo, portamento leggiadro, silenzioso, dolce e remissivo. Unico maschio tra due dispotiche femmine sempre in competizione tra loro… povero me, che vitaccia! Un giorno noto la bipede con la zia Camilla… però come se la intendono, quelle due! Vorrei anch’io, ma chissà… no, meglio aspettare, meglio osservare da lontano l’evolversi dei fatti. Un giorno, l’umana riesce ad avvicinarmi… io mi struscio al muretto, in un voglio – non-voglio, poi mi accarezza, piano, dolcemente e mi dice “Ciao, bel gattone”. WOW, le piaccio anch’io! Divento il suo secondo amico randagio e per me avrà sempre un’attenzione particolare… mi difenderà dalle unghiate della mia agguerrita zia, mi riserverà sempre una ciotola personale (se no, con quelle due arpie intorno, quando mai avrei mangiato??) e non mi farà mai pentire di averle permesso di entrare nel mio universo. Quando torno a casa ferito ad un orecchio, sanguinante, la vedo spaventarsi… mi dice di non grattarmi, ma non sa cosa fare. La ferita si chiude e si riapre, ma io do l’impressione di stare bene e lei torna a tranquillizzarsi. Sparisco un mercoledì di novembre, rendendo questo mese sempre più odioso alla mia amica a due zampe che già lo detesta per altri suoi motivi. La mattina avvicino la sua scatola a quattro ruote, le regalo l’ennesima razione di dolcezza e me ne vado. Se solo avesse saputo che era l’ultima volta che si perdeva nei miei smeraldi, se solo avesse saputo che la nostra amicizia finiva lì, al buio e al freddo di un altro maledetto novembre. Le ho regalato due anni della mia vita e le ho insegnato tanto anch’io. Una curiosità? Non ha mai sentito la mia voce… in due anni non ho mai miagolato, almeno in sua presenza. Le parlavo con gli occhi e nessuna lingua è più comprensibile dello sguardo limpido e profondo di un gatto riconoscente.

    Rispondi
  15. Maria Cristina Giongo scrive: 13 dicembre 2012 alle 12:42

    Cara Silvia,
    ho letto la tua storia di Natale e mi pare che la conclusione sia chiara; il tenero gattino, solo e sperduto, ha ridato alla protagonista…un senso alla sua vita, una vita che ” un senso non l’aveva”, come canta Vasco Rossi….

    Grazie per averla condivisa con i lettori e spero che ….Giulia abbia dato una svolta alla sua esistenza sulla soglia dell’ infelicità: per ritrovare la serenità perduta!

    Buon Natale!

    Rispondi
    • LOLA scrive: 16 dicembre 2012 alle 16:20

      ciao io ho 19 anni e faccio il compleanno il 5 aprile. cara Maria Cristina tu quando fai il compleanno? quanti anni hai?

      Rispondi
      • Maria Cristina Giongo scrive: 16 dicembre 2012 alle 21:12

        Cara Lola, allora il 5 aprile ti faremo tutti gli auguri! Io compio gli anni il 5 maggio. Quanti anni ho…guarda la mia foto e lo scoprirai da sola!!!!

        Puoi anche vederne un’ altra cliccando sotto il mio nome, nell’ editoriale, o in qualche mio articolo, su CHI SONO. Si APRE UNA PAGINA DI INFORMAZIONI SU DI ME ( e anche nel lato destro del Cofanetto, alla voce ” autori” ).

        Sono anche su facebook.

        Ciao,ciao e buon Natale!!!

        Rispondi
  16. SILVIA scrive: 16 dicembre 2012 alle 13:43

    Tra i tanti animali domestici, il gatto è senza dubbio il più giovane, in termini di domesticazione. Per poter trovare i più antichi antenati dei gatti bisogna risalire a 50 milioni di anni fa, cioè all’inizio del Terziario. Oggi, il gatto domestico e il gatto selvatico appartengono alla stessa famiglia. I gatti in principio impararono a frequentare le case dell’uomo (6.000 anni fa, quasi sicuramente in Egitto) per cacciare i topi che infestavano i raccolti. I gatti si trovavano maggiormente in zone come Grecia, Egitto e Persia, poi, con gli spostamenti dei mercanti, avvenne anche la migrazione dei gatti verso l’Europa Occidentale.
    Per le sue caratteristiche di bellezza divenne presto l’amico di molte famiglie ed oggi molte decine di milioni di gatti in Europa confermano le straordinarie caratteristiche di questo felino.
    Il gatto nell’antico Egitto fu adorato ed onorato. Era considerato un animale sacro ed era persino mummificato e messo sui sarcofagi delle famiglie più facoltose.
    Presso gli antichi romani il gatto si trovò ad affrontare un rivale: il furetto. Era questo, infatti, l’animale più popolare come predatore di topi.
    Nell’XI secolo il topo nero invase l’Europa e quindi il gatto fu ancora più apprezzato.
    Nel XIII secolo con lo sviluppo della superstizione, il gatto fu associato a riti pagani ed alla stregoneria.
    La chiesa riuscì persino ad arrivare al punto di impiccare e torturare queste creature, con lo scopo di sconfiggere il maligno che, a parer loro, risiedeva nel gatto eretico. Per questo, senza la presenza del gatto, i topi si diffondevano in tutte le città.
    Finalmente nel diciottesimo secolo si riprese ad ammirare il gatto per la sua bellezza. Molti poeti, scrittori di quel tempo rendevano omaggio al gatto consacrandolo in numerose loro opere.

    Rispondi

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Locandina: Addio Fottuti Musi Verdi

Addio Fottuti Musi Verdi

Commedia fantascientifica demenziale dei The Jackal, tra i migliori della scena italiana di YouTube

Regia di Francesco Capaldo.

Con Ciro Priello, Beatrice Arnera, Simone Ruzzo, Fabio Balsamo, Alfredo Felaco, Roberto Zibetti, Fortunato Cerlino, Salvatore Esposito.

Genere Commedia - Italia, 2017. Durata 93 minuti circa.

Ciro è un grafico che non riesce a trovare impiego stabile e ospita spesso in casa gli amici Fabio e Matilda, i quali litigano così costantemente che Ciro non riesce a dichiarare a Matilda i suoi sentimenti, nemmeno mentre lei sta per partire per l'estero in cerca di fortuna. Ciro è inoltre il dirimpettaio di sua madre, che lo controlla dalla finestra di fronte e lo rifornisce di manicaretti perché non diventi "sciupato".

Locandina: American Assassin

American Assassin

La vita dopo un attacco terroristico
Regia di Michael Cuesta.

Con Dylan O'Brien, Michael Keaton, Sanaa Lathan, Shiva Negar, Taylor Kitsch, David Suchet, Navid Negahban, Scott Adkins, Trevor White, Mohammad Bakri, Alaa Safi, Kamil Lemieszewski, Andrew Pleavin.

Genere Azione - USA, 2017. Durata 111 minuti circa.

Mitch Rapp ha 25 anni e una fidanzata di cui è innamoratissimo. Ma il giorno in cui le chiede di sposarla, la ragazza rimane vittima di un attacco terroristico da parte di un gruppo di fondamentalisti islamici. Da quel momento l'unica ragione di vita per Mitch diventa quella di vendicare la sua morte, e a questo scopo si allena quotidianamente, impara l'arabo e trova il modo di intrufolarsi in una cellula terroristica. Tutto questo zelo non passa inosservato: la CIA lo recluta per compiere missioni di alta pericolosità, dando così inizio alla sua carriera di superagente segreto.

Locandina: Ammore e malavita

Ammore e malavita

I Manetti Bros dichiarano il loro amore per Napoli

Regia di Antonio Manetti, Marco Manetti.

Con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi, Antonio Buonomo.

Genere Musical - Italia, 2017. Durata 134 minuti circa.

Don Vincenzo Strozzalone, 're del pesce' e boss camorrista, scampa a un attentato e decide di cambiare vita. Stressato e braccato da criminali e polizia, si finge morto per ricominciare altrove con donna Maria, la consorte cinéphile che trova la risoluzione a tutto nelle trame dei film. Ma il suo segreto, condiviso dalla moglie e dai fedeli Ciro e Rosario, ha il fiato corto. Fatima, una giovane infermiera, ha visto quello che non doveva vedere. L'ordine adesso è di eliminarla.

Locandina: Auguri per la tua morte

Auguri per la tua morte

Ricomincio da capo in versione slasher, ad uso e consumo delle nuove generazioni

Regia di Christopher Landon.

Con Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine, Rachel Matthews, Charles Aitken, Jason Bayle, Phi Vu, Donna DuPlantier, GiGi Erneta, Tenea Intriago.

Genere Horror - USA, 2017. Durata 96 minuti circa.

Tree si sveglia sempre nello stesso giorno, quello del suo compleanno, e nello stesso letto, quello di Carter, senza sapere come ci sia finita. Ma alla fine di quel giorno Tree muore, per le coltellate di un maniaco che indossa una maschera da bambino piccolo. Per spezzare l'incantesimo Tree deve individuare e fermare l'assassino.

Locandina: Borg McEnroe

Borg McEnroe

La storica rivalità tra i tennisti John McEnroe e Björn Borg
Regia di Janus Metz Pedersen.

Con Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Ian Blackman, Robert Emms, Scott Arthur, David Bamber, Janis Ahern, Jane Perry, Björn Granath.

Genere Drammatico - Svezia, Danimarca, Finlandia, 2017. Durata 100 minuti circa.

Estate 1980. Sta per prendere il via il Torneo di Wimbledon e i due giocatori più quotati per la vittoria sono lo svedese Bjorn Borg e l'americano John McEnroe. Due tennisti, e due giovani uomini, che non potrebbero essere più diversi, almeno secondo lo storytelling dell'epoca. Borg, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato "Uomo di ghiaccio": algido, apparentemente privo di emozioni, una macchina segnapunti con un rovescio a due mani che è una fucilata. McEnroe, di tre anni più giovane, è detto invece "Superbrat" perché sul campo impreca, dà in escandescenze e si accapiglia con gli arbitri.

Locandina: Caccia al tesoro

Caccia al tesoro

Recupero e rivisitazione della commedia napoletana, chesi ricollega anche al teatro di tradizione partenopea
Regia di Carlo Vanzina.

Con Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Christiane Filangieri, Gennaro Guazzo, Francesco Di Leva, Benedetto Casillo, Serena Rossi, Max Tortora, Lorenza Veronica, Enzo Casertano, Pippo Lorusso.

Genere Commedia - Italia, 2017. Durata 90 minuti circa.

Da anni Domenico non paga l'affitto del Teatro della Speranza di Napoli di cui è capocomico, e il proprietario dello stabile ne ordina la chiusura immediata. Non solo: giunto a casa, Domenico scopre che il nipotino Antonio ha bisogno di parecchi denari per farsi "aggiustare il cuore" in una clinica americana. Che fare? Siamo a Napoli, dunque ci si rivolge San Gennaro.

Locandina: Capitan Mutanda

Capitan Mutanda

Dalla carta al grande schermo: Capitan Mutanda prende vita
Regia di David Soren.

Con Kevin Hart, Ed Helms, Nick Kroll, Jordan Peele, Thomas Middleditch, Kristen Schaal, Lesley Nicol, Dee Dee Rescher, Brian Posehn, David Soren, Mel Rodriguez.

Genere Animazione - USA, 2017. Durata 89 minuti circa.

George e Harold sono inseparabili amici, la cui affinità si basa soprattutto sullo spiccato senso dell'umorismo. Insieme realizzano i fumetti comici di Capitan Mutanda, che come i loro numerosi scherzi, sono del tutto invisi al preside Knupp, il quale sopporta solo il loro pusillanime compagno di classe Malvin. I due, minacciati di essere divisi in classe separati, finiscono per ipnotizzarlo e lo convincono di essere... Capitan Mutanda! La ritrovata allegria avrà però le gambe corte per via dell'arrivo di un nuovo insegnante: il Professor P., deciso a eliminare le risa dal mondo.

Locandina: Detroit

Detroit

Bigelow indaga le rivolte di Detroit
Regia di Kathryn Bigelow.

Con Will Poulter, Hannah Murray, Jack Reynor, John Boyega, Anthony Mackie, Ben O'Toole, John Krasinski, Kaitlyn Dever, Jason Mitchell, Jacob Latimore, Jeremy Strong, Tyler James Williams.

Genere Drammatico - USA, 2017. Durata 143 minuti circa.

Nel 1967, in piena epoca di battaglie per i diritti civili da parte degli afroamericani (Martin Luther King sarebbe stato ucciso nel '68 sul balcone del Lorraine Motel di Memphis), nel ghetto nero di Detroit ebbe luogo una rivolta scatenata da una retata della polizia in un bar dove si vendevano alcolici senza permesso. Il governatore del Michigan inviò la Guardia Nazionale a sedare la rivolta, e il presidente Lyndon Johnson gli fece dare man forte dall'esercito. L'episodio paradigmatico di quel tumulto fu il sequestro di un gruppetto di giovani uomini neri e di due ragazze bianche all'interno del Motel Algiers: un episodio di brutalità da parte della polizia (con il fiancheggiamento di alcuni militari) che è una ferita nella coscienza dell'America.

Locandina: Dove non ho mai abitato

Dove non ho mai abitato

Il film racconta due solitudini e fotografa un'empasse borghese
Regia di Paolo Franchi.

Con Emmanuelle Devos, Fabrizio Gifuni, Giulio Brogi, Hippolyte Girardot, Isabella Briganti, Giulia Michelini, Fausto Cabra, Jean-Pierre Lorit, Alexia Florens, Naike Rivelli, Valentina Cervi, Yorgo Voyagis.

Genere Drammatico - Italia, 2017. Durata 97 minuti circa.

Massimo è il delfino e il "figlio putativo" di Manfredi, celebre architetto della Torino bene. Francesca è la vera figlia del luminare, anche lei architetto di talento: ma con grande disappunto del padre la donna ha deciso di abbandonare la professione e trasferirsi in Francia con un marito che, secondo Manfredi, non vale un centesimo di quello che vale lei. Quando Francesca torna a Torino per fare visita al padre, Manfredi le affida l'incarico di portare a termine la ristrutturazione di una magnifica villa alle porte della città, affiancando Massimo nell'impresa.

Locandina: Egon Schiele

Egon Schiele

La storia personale dell'artista austriaco attraverso la sua ossessione per il disegno e per le belle donne
Regia di Dieter Berner.

Con Noah Saavedra, Maresi Riegner, Valerie Pachner, Marie Jung, Larissa Breidbach, Elisabeth Umlauft, Thomas Schubert, Daniel Sträßer, Cornelius Obonya, André Jung.

Genere Drammatico - Germania, 2016. Durata 110 minuti circa.

Egon Schiele (1890-1918) è stato uno dei pittori più rappresentativi del secolo passato. I suoi corpi nudi, le donne in pose naturali, sensuali e provocatorie e quei tratti spigolosi e i colori chiari - carnagione bianca e capelli rossi - hanno infatti costituito un bagaglio estetico e concettuale da cui ogni artista a venire non ha potuto prescindere. Schiele è stato un grande artista.

Locandina: Flatliners - Linea mortale

Flatliners - Linea mortale

L'equilibrio tra realtà e finzione sorretto dalla suspense del thriller finisce per spezzarsi nella monotonia di una sceneggiatura ripetitiva
Regia di Niels Arden Oplev.

Con Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton, Kiersey Clemons, Kiefer Sutherland, Charlotte McKinney, Beau Mirchoff, Steve Byers, Tyler Hynes.

Genere Drammatico - USA, 2017. Durata 110 minuti circa.

Quante volte ci interroghiamo sulla vita oltre la morte? Cinque studenti di medicina del Trinity Emmanuel Medical Center, nella speranza di trovare una risposta, si avventurano in un esperimento audace ma pericoloso. L'idea è dell'ambiziosa studentessa Courtney Hall che riunisce i suoi compagni in un laboratorio del seminterrato dell'università: ognuno di loro a turno si stende sul lettino lasciando che gli altri gli fermino il cuore.

Locandina: Geostorm

Geostorm

Viaggio nello spazio per salvare la terra
Regia di Dean Devlin.

Con Gerard Butler, Jim Sturgess, Abbie Cornish, Andy Garcia, Ed Harris, Alexandra Maria Lara, Daniel Wu, Katheryn Winnick, Robert Sheehan, Mare Winningham.

Genere Azione - USA, 2017. Durata 109 minuti circa.

La storia segue un testardo ma affascinante progettista di satelliti che è costretto a collaborare con il fratello per salvare il mondo. Tutti i satelliti meteorologici hanno cominciato a malfunzionare, creando una tempesta artificiale, e devono viaggiare nello spazio per fermarla. Allo stesso tempo, è in atto un complotto per assassinare il presidente degli Stati Uniti.

Locandina: Gli sdraiati

Gli sdraiati

Un film orizzontale che riflette sullo smarrimento di ogni senso di verticalità e ritrova lo scarto simbolico che distingue i figli dai genitori

Regia di Francesca Archibugi.

Con Claudio Bisio, Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo, Gigio Alberti, Barbara Ronchi, Carla Chiarelli, Federica Fracassi, Sandra Ceccarelli, Giancarlo Dettori, Ilaria Brusadelli, Matteo Oscar Giuggioli, Donatella Finocchiaro, Gianluigi Fogacci.

Genere Drammatico - Italia, 2017. Durata 103 minuti circa.

Giorgio Selva, celebre giornalista televisivo, 'condivide' un figlio con la ex moglie, architetto che non lo perdona e non perdona gli skyline che rubano spazio al cielo. Tito, diciassettenne dinoccolato, ciondola tra casa e scuola dribblando l'azione incalzante del padre e avanzando in bicicletta sulle fasce della vita. Porta e rete sono ancora lontane ma Tito riceve giorno per giorno palle da giocare e rilanciare a una banda scriteriata di amici.

Locandina: Il domani tra di noi

Il domani tra di noi

Intrappolati sulla montagna innevata
Regia di Hany Abu-Assad.

Con Kate Winslet, Idris Elba, Beau Bridges, Dermot Mulroney, Linda Sorensen, Vincent Gale, Marci T. House, Lucia Walters, Waleed Zuaiter, Lee Majdoub, Natasha Burnett, Adam Lolacher.

Genere Azione - USA, 2017. Durata 103 minuti circa.

Rimasti isolati a seguito di un tragico incidente aereo, due estranei sono costretti ad avvicinarsi per sopravvivere in condizioni estreme tra le nevi di un massiccio montuoso lontano da ogni forma di civiltà. Quando si rendono conto che non arriveranno aiuti, intraprenderanno un difficile viaggio attraverso migliaia di chilometri nella natura selvaggia, stimolandosi l'un l'altro a resistere e accendendo così un'attrazione inaspettata. Il film è diretto dal regista nominato agli Oscar Hany Abu-Asad e ha per protagonisti assoluti la vincitrice del Premio Oscar Kate Winslet e l'attore britannico Idris Elba.

Locandina: Il Libro di Henry

Il Libro di Henry

Non bastano dei bravi interpreti per sostenere un film che zoppica fin dall'inizio, né una bella ambientazione per mascherare i vuoti
Regia di Colin Trevorrow.

Con Naomi Watts, Jaeden Lieberher, Jacob Tremblay, Sarah Silverman, Lee Pace, Maddie Ziegler, Dean Norris, Tonya Pinkins, Bobby Moynihan, Jackson Nicoll, Marjan Neshat, Geraldine Hughes, Wass Stevens.

Genere Drammatico - USA, 2017. Durata 105 minuti circa.

Henry è un ragazzino prodigio, un piccolo genio che si prende cura di ogni aspetto della vita della madre single e del fratellino Peter, che invece è un bambino normale, immaturo e indifeso. Ma Henry ha un cruccio: non riesce a convincere gli adulti che la sua vicina di casa, la timida Christina, sia vittima di abusi da parte del patrigno, il duro signor Sickleman. Eppure Henry ne è certo e non trova altra strada che ideare l'assassinio perfetto dell'uomo. Sarà però sua madre a dover seguire per filo e per segno le istruzioni che lui ha appuntato sul suo quaderno, perché Henry, nel frattempo, si trova a lottare contro un altro, subdolo nemico.

Locandina: Il senso della bellezza

Il senso della bellezza

Un'indagine sul segreto della bellezza tra scienza e arte, sotto forma di documentario
Regia di Valerio Jalongo.

Genere Documentario - Svizzera, Italia, 2017. Durata 75 minuti circa.

Un viaggio nel tempo più lontano e nello spazio più piccolo che possiamo immaginare: un'esplorazione della materia immediatamente dopo il Big Bang che ha dato origine al nostro universo. Attraverso immagini sensazionali del CERN di Ginevra e interviste esclusive a scienziati e artisti, il documentario spiega come scienza e arte, in modi diversi, inseguano verità e bellezza.

Locandina: It

It

Dalla monumentale opera di Stephen King la trasposizione cinematografica del clown più cattivo della storia
Regia di Andy Muschietti.

Con Bill Skarsgård, Owen Teague, Jaeden Lieberher, Finn Wolfhard, Wyatt Oleff, Jeremy Ray Taylor, Jack Grazer, Chosen Jacobs, Javier Botet, Nicholas Hamilton, Megan Charpentier, Sophia Lillis, Steven Williams, Jackson Robert Scott.

Genere Horror - USA, 2017. Durata 135 minuti circa.

Ottobre 1988, nella cittadina di Derry. Il piccolo Georgie esce di casa nella pioggia per far navigare la barchetta di carta preparatagli dal fratello maggiore Billy, costretto a casa dall'influenza. La barchetta scorre per i rivoli lungo i marciapiedi, ma finisce in uno scolo che conduce alla rete fognaria. Georgie, contrariato, si china a guardare nella feritoia e incontra lo sguardo del bizzarro clown che abita nelle fogne, Pennywise.

Locandina: Justice League

Justice League

Supereroi uniti contro le forze del male

Regia di Zack Snyder, Joss Whedon.

Con Ben Affleck, Henry Cavill, Amy Adams, Gal Gadot, Ezra Miller, Jason Momoa, Ray Fisher, Jeremy Irons, Diane Lane, Connie Nielsen, J.K. Simmons, Amber Heard, Willem Dafoe, Daniel Stisen.

Genere Azione - USA, 2017. Durata 121 minuti circa.

Dopo la morte di Superman, l'umanità è sola e impaurita. Una minaccia antica torna a far sentire la sua apocalittica presenza. Batman prova a radunare individui speciali, dotati di superpoteri, per formare una squadra di protettori della giustizia: l'amazzone Wonder Woman, l'atlantideo Aquaman, il velocissimo Flash e il mutante Cyborg.

Locandina: L'equilibrio

L'equilibrio

Un uomo di fede va in crisi
Regia di Vincenzo Marra.

Con Mimmo Borrelli, Roberto Del Gaudio, Lucio Giannetti, Giuseppe D'Ambrosio, Francesca Zazzera, Autilia Ranieri, Paolo Sassanelli, Astrid Meloni.

Genere Drammatico - Italia, 2017. Durata 90 minuti circa.

Don Giuseppe, parroco a Roma, chiede di essere trasferito nella sua terra d'origine, la Campania, e la sua richiesta viene accolta: prenderà il posto di Don Antonio, che sovrintende la parrocchia di un paesino del napoletano con grande entusiasmo, ed è molto apprezzato dai fedeli. Appena arrivato Don Giuseppe si scontra con l'ostilità di suor Antonietta, braccio destro di Don Antonio, e si imbatte in Assunta, una giovane donna che nasconde un doloroso segreto. In breve dovrà decidere se lasciarsi coinvolgere dai problemi che affliggono i parrocchiani o "farsi i fatti propri", come lo invitano a fare coloro che collaborano a vari livelli con la malavita locale.

Locandina: L'uomo di neve

L'uomo di neve

Un giallo macabro tra i ghiacci norvegesi, ma è evidente la gestazione problematica
Regia di Tomas Alfredson.

Con Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, Chloë Sevigny, Val Kilmer, J.K. Simmons, James D'Arcy, Toby Jones, Jamie Clayton, Sofia Helin, David Dencik, Ronan Vibert.

Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2017. Durata 119 minuti circa.

Un ragazzo viene abbandonato da un padre violento e insensibile, mentre la madre si suicida: con lui resterà solo un pupazzo di neve, inquietante presagio di orrore e infelicità. Un poliziotto della Omicidi, celebre per i casi impossibili risolti con successo, riceve un messaggio scritto da un certo "uomo di neve", che ha tutta l'aria di una minaccia incombente.

Locandina: La casa di famiglia

La casa di famiglia

L'opera prima del regista teatrale Augusto Fornari
Regia di Augusto Fornari.

Con Lino Guanciale, Stefano Fresi, Libero de Rienzo, Matilde Gioli, Luigi Diberti, Tony Fornari, Nicoletta Romanoff, Michele Venitucci, Marco Conidi.

Genere Commedia - Italia, 2017. Durata 90 minuti circa.

Alex, Oreste, Giacinto e Fanny sono i quattro figli ormai adulti di Sergio, padre molto amato che cinque anni prima è entrato in coma e sembra destinato a non risvegliarsi più. Alex è un donnaiolo fancazzista che gestisce un circolo sportivo; Oreste un musicista ridotto a dirigere concerti di ragazzini con poco talento; Giacinto un businessman che non sorride mai; e Fanny una ex moglie abbandonata dal marito che le ha preferito una squinzia.

Locandina: La grande illusione

La grande illusione

Un dichiarato pacifismo universale nel capolavoro di Renoir
Regia di Jean Renoir.

Con Jean Gabin, Pierre Fresnay, Erich von Stroheim, Dita Parlo, Marcel Dalio, Julien Carette, Georges Péclet, Werner Florian, Jean Dasté, Sylvain Itkine, Gaston Modot.

Genere Drammatico - Francia, 1937. Durata 113 minuti circa.

Nel 1916 due aviatori francesi, il proletario tenente Maréchal e l'aristocratico capitano de Boïeldieu vengono abbattuti dall'asso tedesco barone von Rauffenstein il quale prova un'immediata simpatia per De Boïeldieu. Trasferiti in un campo di concentramento militare i due sono sul punto di fuggire quando vengono trasferiti. Finiranno con il raggiungere un'antica fortezza comandata proprio da Von Rauffenstein.

Locandina: La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia

L'esordio alla regia di Donato Carrisi che dimostra una buona capacità compositiva delle inquadrature
Regia di Donato Carrisi.

Con Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Daniela Piazza, Ekaterina Buscemi, Jacopo Olmo Antinori, Marina Occhionero, Sabrina Martina, Antonio Gerardi, Greta Scacchi, Jean Reno.

Genere Thriller - Italia, Francia, Germania, 2017. Durata 127 minuti circa.

La sedicenne Anna Lou - brava ragazza dai lunghi capelli rossi appartenente ad una confraternita religiosa molto conservatrice - scompare dal paesino montano di Avechot. A interessarsi del caso è l'ispettore Vogel, che ha una reputazione professionale da salvare e una propensione a fare leva sui mass media. E dato che ad Avechot si sono appena trasferiti un professore di liceo con moglie e figlia, chi meglio di un estraneo alla comunità può candidarsi come principale sospettato?

Locandina: La signora dello zoo di Varsavia

La signora dello zoo di Varsavia

Il film porta all'attenzione del grande pubblico una pagina di storia poco nota, di straordinario coraggio e umanità, ambientata tra le gabbie di uno zoo.

Regia di Niki Caro.

Con Jessica Chastain, Johan Heldenbergh, Daniel Brühl, Tomothy Radford, Efrat Dor, Iddo Goldberg, Shira Haas, Michael McElhatton, Val Maloku, Anna Rust, Goran Kostic, Slavko Sobin, Marian Mitas, Daniel Ratimorský.

Genere Biografico - USA, Repubblica ceca, Gran Bretagna, 2017. Durata 127 minuti circa.

Jan Zabisnki diventa direttore dello zoo di Varsavia nel 1929. Insieme a sua moglie Antonina popola il giardino zoologico, nato da una mostra itinerante ottocentesca di animali, delle specie più belle e più esotiche. Nel '39, però, l'invasione della Polonia da parte della Germania nazista, e il bombardamento che la precede, distruggono lo zoo e uccidono molti animali.

Locandina: Laurence Anyways

Laurence Anyways

Un uomo che vuole diventare donna
Regia di Xavier Dolan.

Con Melvil Poupaud, Suzanne Clément, Nathalie Baye, Monia Chokri, Yves Jacques, Catherine Bégin, Sophie Faucher, Susan Almgren, Magalie Lépine Blondeau, Emmanuel Schwartz.

Genere Drammatico - Canada, Francia, 2012. Durata 159 minuti circa.

Il film è ambientato nel 1989 ed è incentrato su Laurence, che rivela alla famiglia e alla fidanzata, nel giorno del suo 30° compleanno, il suo desiderio segreto di diventare una donna. La sua ragazza è sconvolta, ma accetta di rimanere al suo fianco. L'anno successivo Laurence torna a lavorare come professore di letteratura, solo che questa volta veste i panni di una donna. Una nuova vita ha inizio, ma il peso dello stigma sociale, il rifiuto della famiglia e l'incompatibilità della coppia cominciano a diventare insostenibili.

Locandina: Loving Vincent

Loving Vincent

Alla scoperta di Van Gogh
Regia di Dorota Kobiela, Hugh Welchman.

Con Aidan Turner, Helen McCrory, Saoirse Ronan, Douglas Booth, Jerome Flynn, Eleanor Tomlinson, Chris O'Dowd, Holly Earl, John Sessions, Robert Gulaczyk.

Genere Eventi - Gran Bretagna, Polonia, 2016. Durataminuti circa.

Loving Vincent è il primo lungometraggio interamente dipinto su tela. Realizzato elaborando le immagini di tele dipinte da un team di 40 artisti, il film è composto da migliaia di immagini, dipinte nello stile di Vincent van Gogh da pittori che hanno lavorato per mesi per arrivare a un risultato originale e di grande impatto. Creato dallo studio Breakthru productions, vincitore dell'Oscar per il cortometraggio animato Pierino e il lupo - il film racconta, attraverso 120 quadri e 800 documenti epistolari, la vita dell'artista olandese fino alla morte misteriosa, avvenuta a soli 37 anni e archiviata come caso di suicidio. Un evento Nexo Digital in codistribuzione con Adler Entertainment.

Locandina: Mazinga Z - Infinity

Mazinga Z - Infinity

La creazione di Go Nagai torna sul grande schermo in occasione del 45° anniversario della nascita del personaggio

Regia di Junji Shimizu.

Con Ai Kayano, Shotaro Morikubo, Hanae Natsuki, Unshô Ishizuka, Uesaka Sumire, Wataru Takagi, Bin Shimada, Masami Kikuchi, Junpei Morita, Kôzô Shioya.

Genere Animazione - Giappone, 2017. Durata 95 minuti circa.

C'è pace in Terra nel mondo di Mazinga Z e del Grande Mazinga dopo le battaglie del passato, ma la meravigliosa ricostruzione realizzata grazie all'energia fotonica è minacciata dal ritorno del Dottor Inferno e dei suoi alleati: l'ermafrodita Barone Ashura e il conte Blocken con la testa separata dal corpo. La loro è una misteriosa resurrezione, che coincide con il ritrovamento nelle profondità del monte Fuji di un'enorme "divinità demoniaca" simile a Mazinga e pertanto denominato Mazinga Infinity, che sarebbe proveniente dall'antica Micene ma che in modo apparentemente inspiegabile è appunto sotterrato in Giappone. Dalle rovine della mastodontica entità emerge una misteriosa ragazza androide che sarà chiamata Lisa. Mentre Tetsuya e il Grande Mazinga sono dati per dispersi dopo una battaglia contro le forze del Dottor Inferno, tocca di nuovo a Koji Kabuto, ormai più scienziato che pilota, lottare per difendere la Terra.